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Lunedì, 11 Ottobre 2021 20:11

“Spegni la luce” il pescarese Silvio Madonna scrive un romanzo sull'omosessualità.

Scritto da Anna Potenza

Il tanto decantato cambiamento di paradigma delle società tecnologicamente evolute ed industrializzate non si è rivelato tale, in quanto non ha coinciso con un effettivo mutamento di obsoleti e ormai disfunzionali modi di pensare e sentire.

Viviamo in un’era nella quale coloro che si discostano da omologanti modelli culturali di riferimento, vengono additati e, possibilmente, evitati.

Paradossalmente, nonostante siano state emanate leggi a tutela delle persone diversamente abili, delle coppie omosessuali, dei più fragili e delle donne, esistono ancora ostacoli e pregiudizi. La cosiddetta “diversità” viene additata, criticata e temuta. Tutto ciò che si discosta dai canoni tradizionali, è etichettato come deviazione dalla “normalità”, perdendo di vista il concetto fondamentale che la bellezza e specificità di ogni essere umano è data dalla diversità nell’uguaglianza.

E’ proprio su questa tematica estremamente attuale che verte il romanzo “Spegni la luce” dello scrittore pescarese Silvio Madonna.

Amante della scrittura, a partire dal 2002, ha pubblicato una ventina di romanzi le cui tematiche vertono principalmente sull’attualità della quale si rivela acuto osservatore e interprete, ma anche sulla narrativa per bambini. Nell’ultimo romanzo, degno di una trasposizione cinematografica, il suo modo di scrivere piacevole, accattivante e scorrevole, cattura sempre di più l’attenzione del lettore fino a condurlo a “quella rivelazione” che costituisce l’asse portante della storia, la chiave che permette di aprire la porta per poter osservare ciascun protagonista sotto una luce diversa e nello stesso tempo comprendere meglio quelle che sono le dinamiche e le relazioni nell’ambito della coppia nel mondo attuale, favorendo una riflessione accurata e puntuale sul rapporto tra uguaglianza (la quale spesso si confonde con l’omologazione) e diversità. Un romanzo che dal buio solleva fino alla luce, illuminando senza abbagliare e lasciando un piacevole e indelebile ricordo nel cuore.

 

DIVERSO DA CHI?

Sono simile te

ma mi fai sentire diverso

fino al punto da evitarmi.

Cosa non va in me?

Il modo di parlare

il colore della pelle

l’estrazione sociale

il modo di amare

l’appoggiarmi ad una stampella

o il sedermi su una carrozzella.

Sono simile a te

eppure mi fai sentire diverso

fino al punto da odiarmi.

Dimmi qual è il modello di riferimento

il parametro che stabilisce cosa è peggio

o cosa è meglio.

Dov’ è finita la diversità nell’uguaglianza?

Forse non è mai esistita.

Forse non esisterà mai.

Chiedo se questa è civiltà o omologazione.

Spiegami qual è il modello di riferimento.

Non lo conosci.

Troverai la risposta.

Sì, la troverai, un giorno

là dove non batte più il sole

in un luogo che hai abbandonato

che non hai più amato:

il tuo cuore.