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Martedì, 15 Marzo 2022 15:02

Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli: un racconto sul trattamento sanitario obbligatorio

RUBRICA

SPAZIO LIBRI

a cura di Alleva Irma

Tutto chiede salvezza: l'indefinibile valore della follia.

"Mi ritrovai sotto trattamento sanitario obbligatorio a causa di un incontro che mi sconvolse. Quella settimana di TSO mi ha permesso, per la prima volta, di affrontare i temi che da sempre vivo come un istinto insopprimibile."

In questo breve estratto di un intervista allo scrittore Daniele Mencarelli, lui stesso rivela l'occasione (realmente vissuta) che ha scatenato il desiderio di elaborare e riavvolgere il nastro della sua esperienza per condividerla nel romanzo Tutto chiede salvezza (Mondadori), nuovo protagonista (l'avrete capito) di Spazio Libri.

Trama

Ha vent'anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un'estate di Mondiali. Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura. Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all'uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro. Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati.

Questo libro era nella mia lista di letture da non mancare e sul quale riservavo particolari aspettative, rinforzate anche dal fatto di essere stato vincitore del Premio Strega giovani 2020. Ma non le ha deluse affatto, e anzi ho trovato coraggiosa la capacità dell' autore di mettersi a nudo di fronte alla pagina bianca ma soprattutto al lettore. Daniele è un anima inquieta, costantemente in bilico tra un inarrestabile vocazione alla vita e la consapevole inabilità di tollerarne il peso. Viviamo assieme a lui sette giorni, in una stanza d'ospedale che dovrà condividere con personaggi estranei e a tratti fastidiosi, Mario maestro in pensione e vittima di un passato atroce, Alessandro e la sua catatonia, Gianluca affetto dal disturbo bipolare o ancora Giorgio in preda all'autolesionismo e a violenti attacchi di rabbia. L'impatto con quella realtà opprimente sarà difficoltoso e se dapprima Daniele si lascerà pervadere dalla speranza vanificata di non "diventare come loro". Pian piano invece, nella lenta e imprevista conoscenza con quelli che riteneva pazzi, malati comincerà a sentirsi parte di una comunità. E l'estremo bisogno di esternare il proprio tormento lo porterà ad una apertura verso quelle anime delicate, alle quali la vita non ha risparmiato nulla, ma dalle quali si sentirà accolto, compreso, non giudicato. Quei pazzi diventeranno fratelli e gli strapperanno una promessa, scrivere di loro, "come di tutta la vita esposta al dolore che chiede di essere testimoniata".

Non è un romanzo che regala grossi colpi di scena, sono poche le situazioni che intervallano in maniera più incisiva il dipanarsi della trama eppure questa base di semplicità basta a rendere l'intera narrazione efficace e coinvolgente. Lo stile è asciutto, diretto, adeguato, poetico (non a caso visto che Mencarelli esordisce proprio come poeta) caratterizzato dall'incursione del dialetto romanesco che allegerisce il racconto strappando qualche sorriso. Il tema, quello della salute mentale, non è facile da affrontare e da spiegare a chi non l'ha mai vissuto neanche da vicino ma lo scrittore riesce a dare un quadro chiaro di una realtà della quale si parla ancora troppo poco, senza cadere in stereotipi pietisti e commiserevoli.

Perché leggerlo? In queste pagine c'è tanto, forse tutto quanto basta per gettare il lettore in un vortice di impulsi emotivi diversi. E quello che sembra essere centrale, la follia, apparirà come un dettaglio. Si perchè quella rimane solo nella testa di chi non sa ascoltare e guardare oltre. In fondo chi ha perso l'anima non sono i pazzi ma i cosiddetti sani.


Titolo: Tutto chiede salvezza

Autore: Daniele Mencarelli

Editore: Mondadori

Pagine: 193

Genere: Narrativa/romanzo autobiografico