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Venerdì, 27 Maggio 2022 19:52

Strage in Texas: sparati almeno 100 colpi. Muore di dolore il marito della maestra eroina.

Scritto da Angela Curatolo

Domenica Joe Biden e la first lady arriveranno a Uvalde, la cittadina del Texas dove si è compiuta la strage in cui sono morti 19 bambini e due maestre. Qui incontreranno le famiglie delle vittime.

Strage in una scuola elementare a Uvalda in Texas, 21 morti. La violenta sparatoria è avvenuta alla Robb Elementary school di Uvalde, due giorni prima della fine dell'anno scolastico. Le vittime sono 19 bambini e due maestre, della stessa classe. L'omicida, Salvador Ramos, 18 anni, è stato ucciso in uno scontro a fuoco con gli agenti. Chi è il killer di Uvalde, i selfie con le armi e il messaggio prima della strage. La prima vittima del killer è stata la nonna, colpita alla testa.

Il 18enne frequentava le superiori nello stesso istituto della tragedia. Un ex compagno dice: "Veniva deriso perché povero". Lavorava in un ristorante: "Era un ragazzo silenzioso"

Il killer contatta il 12 maggio una sconosciuta e le dice di "ripostare" le foto delle sue pistole. Al messaggio "sto per..", inviato martedì, la ragazza risponde: "Cosa?". Il killer: "Te lo dirò prima delle 11". E ancora: "Ho un piccolo segreto che voglio dirti". Un ragazzo solitario, da bambino bullizzato a scuola per un problema di balbuzie, che negli anni era diventato sempre più violento. Un amico Santos Valdez, racconta che una volta si era presentato con la faccia piena di tagli e all'inizio aveva detto che era stato un gatto. "Poi mi ha spiegato la verità, che era stato lui a tagliarsi con un coltello", ha riferito ancora, dicendo che Ramos affermava che lo faceva per divertimento. "Ha iniziato a essere una persona diversa e continuava a peggiorare", ha detto ancora Garcia. Ramos ha poi iniziato ad andare in giro la notte in macchina con un altro amico, vandalizzando auto e sparando con la pistola a pallini. Sui social media pubblicava foto di armi automatiche dicendo che erano "nella lista dei suoi sogni".

I problemi con la madre, che ha problemi di tossicodipendenza, sono diventati tali che il ragazzo si è trasferito a vivere dalla nonna, che ieri è stata la prima vittima della strage della follia di Ramos.

Presidente in Texas 

Il presidente degli Stati Uniti indosserà nuovamente i panni del 'consoler-in-chief' per "confortare le famiglie delle vittime e una comunità in stato di shock" dopo il massacro nella scuola elementare, come aveva fatto la scorsa settimana in seguito alla strage di un suprematista bianco in un supermercato di Buffalo, nello stato di New York. Un ennesimo viaggio di lutto e dolore, mentre crescono nel Paese le proteste contro le armi e la rabbia dei genitori degli alunni morti per la lentezza dell'intervento delle forze di sicurezza. "Il Congresso deve passare la legge sul controllo dei profili di chi vuole acquistare armi, vietare i fucili d'assalto e i mitra" ha scritto su Twitter il presidente Biden: "È tempo di trasformare questo dolore in azione". Ma come ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa, Biden "non vuole abolire il secondo emendamento. Biden non può risolvere il problema delle armi da solo, ha bisogno che il Congresso agisca "non vogliamo abolire il secondo emendamento", ha aggiunto.

Testimonianza del bimbo sopravvissuto.

"Ho capito subito che questa 'esercitazione' era reale. Quando una maestra con la maglietta viola è venuta a dirci che ci dovevamo nascondere, abbiamo spento le luci, chiuso la porta, ci siamo messi in fondo alla classe riparandoci dietro i banchi. E se siamo sani e salvi, è perché a scuola ci siamo esercitati molto per emergenze come questa". A raccontarlo alla Cnn è Edward, un bambino di otto anni, sopravvissuto alla strage. I bambini americani, come ricorda Edward che si trovata nella classe accanto a quella dove Ramos ha fatto fuoco, ricevono briefing e simulazioni su emergenze come quella drammatica di martedì scorso: "Abbiamo iniziato a fare esercitazioni come queste già dall'asilo". Ma questa volta era "reale", torna a ripetere: "Sentivo botti forti, erano davvero molto forti. Sembrava che qualcosa stesse scoppiando, come se ci fossero i fuochi d'artificio. All'inizio li sentivo come se non fossero molto lontani, poi sono diventati più forti, come se mi stessero seguendo". Un'esperienza che ha lasciato il segno su Edward. "La notte dopo ero un po' spaventato e ho dormito con mamma e papà. Adesso mi fanno paura le armi, temo che qualcuno mi possa sparare da un momento all'altro", conclude il suo racconto, indossando una maglietta verde con lo stemma della sua scuola, quella in cui tanti suoi amici hanno perso la vita.

Il ragazzo 'ha sparato almeno 100 colpi'

Il killer della strage della scuola elementare in Texas ha sparato almeno 100 proiettili: lo ha riferito in una conferenza stampa Steven McCraw, capo del dipartimento di pubblica sicurezza del Texas.

Il padre dell'autore della strage si scusa

"Mi dispiace per quello che ha fatto mio figlio. Doveva uccidere me". È lo sfogo del papà del killer della scuola elementare di Uvalde. In un'intervista con il Daily Beast, l'uomo si dice sorpreso: "Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere da mio figlio. Avrebbe dovuto uccidere me invece di fare quello che fatto", dice Salvador Ramos, lo stesso nome del figlio assassino. Ramos era al lavoro quando è stato contatto da sua madre per informarlo della sparatoria. "Hanno ucciso il mio ometto. Non vedrò più mio figlio, come gli altri genitori non vedranno più i loro e questo mi fa male", ammette.

Muore di dolore il marito della maestra che ha protetto con il suo corpo i bambini.

E le vittime spesso non si fermano alle persone coinvolte nelle stragi. Proprio ieri il marito di Irma Garcia, la maestra della scuola elementare di Uvalde, uccisa mentre faceva scudo col suo corpo ai piccoli allievi, è morto d'infarto, due giorni dopo la strage che e' costata la vita alla moglie e ad altri 19 bambini. Joe Garcia "e' morto per il dolore", hanno detto membri della famiglia. Per i loro figli si è subita messa in moto la solidarietà delle persone: in meno di un giorno sono stati raccolti online più di 1,8 milioni di dollari. La pagina GoFundMe è stata lanciata per raccogliere fondi per i quattro figli di Irma Garcia - una delle due docenti uccise insieme ai loro 19 giovani studenti - e di suo marito Joe, morto per un infarto ieri. "Credo davvero che Joe sia morto di crepacuore, perdere l'amore della sua vita da oltre 25 anni è stato troppo da sopportare", ha confermato Debra Austin, una delle cugine di Irma, che ha iniziato la raccolta fondi. "Lei amava i suoi bambini ed è morta cercando di proteggerli", ha aggiunto. La donna puntava a raccogliere solo 10 mila dollari, ma rapidamente le donazioni effettuate da quasi 30 mila persone hanno superato di 180 volte la cifra.

Intanto un gruppo di attivisti per il controllo delle armi 'March for Our Lives' sta intanto pianificando per l'11 giugno manifestazioni in tutto il Paese e una nuova marcia nella capitale, dopo quella imponente di quattro anni fa per la strage nella scuola di Parkland, in Florida.

 

Ultima modifica il Venerdì, 27 Maggio 2022 20:16

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