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Giovedì, 29 Settembre 2022 16:53

Nord Stream, scoperta quarta falla nei gasdotti. Mosca apre inchiesta per terrorismo internazionale

Scritto da Angela Curatolo

Le fughe a pochi chilometri di distanza le une dalle altre. Mosca accusa: "Perdite in zona sotto controllo intelligence Usa"

Nuova fuga di gas, la quarta, dalle condutture di Nord Stream 1 e 2 nel Mar Baltico. E' quanto ha scoperto la Guardia costiera svedese, precisando che tre delle quattro falle all'origine delle fuoriuscite sono situate alla distanza di pochi chilometri le une dalle altre. "Attualmente due falle sono in acque svedesi, una più grande sovrastante Nordstream 1 e l'altra più piccola sovrastante Nordstream 2", ha reso noto. Le due fughe di gas nella zona esclusiva economica svedese sono situate ad un miglio di distanza l'una dall'altra, ossia meno di 1,8 chilometri.

Le altre due perdite sono avvenute nell'area danese del Mar Baltico. Tra la falla più piccola in acque svedesi su Nordstream 2 e quella più vicina in acque danesi ci sono 2,6 miglia nautiche. Tutte e quattro sono situate in prossimità dell'isola danese di Bornholm. L'unità di intelligence della polizia svedese (Saepo) si è assunta l'incarico di indagare sulle fughe di gas e non ha escluso la possibilità che dietro al presunto sabotaggio ci sia "una potenza straniera".

Nord Stream, Mosca apre inchiesta per terrorismo internazionale

Mosca rilancia le accuse a Washington per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico. In alcune dichiarazioni affidate alla Tass, l'ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, insiste sulla necessità di un'inchiesta per chiarire i fatti e allude chiaramente a responsabilità di parte americana. "Registriamo i tentativi di alcuni legislatori americani di incolpare la Russia degli incidenti che sono sopravvenuti ai gasdotti NordStream 1 e 2", afferma. "Forse hanno una vista migliore dall'alto di Capitol Hil. Ma se questo è il caso devono anche aver visto appena il giorno prima le attività delle navi da guerra americane esattamente sul luogo della rottura dell'infrastruttura russa. O notato droni ed elicotteri che sorvolavano la zona. O osservato le esercitazioni americane subacquee con esplosivi condotte nella stessa zona qualche tempo fa. E poi devono aver ricordato la promessa del presidente Biden di 'mettere fine' al progetto del NordStream 2".

"Da parte nostra - aggiunge - insistiamo sulla necessità di un esame completo e obiettivo delle circostanze degli attacchi senza precedenti agli oleodotti russi. Per discutere di questo problema, la Federazione russa convocherà una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". ''Un atto di terrorismo''. Così il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato in conferenza stampa dei danni subiti dal gasdotto Nord Stream e alla conseguente perdita di gas. ''E' davvero molto difficile immaginare che un simile atto terroristico possa avvenire senza il coinvolgimento di uno Stato'', ha affermato Peskov. ''Si tratta di una situazione estremamente pericolosa che richiede un'indagine urgente'' e la ''collaborazione tra vari Paesi'', ha proseguito.

Le falle ai gasdotti Nord Stream riguardano la zona economica esclusiva di Danimarca e Svezia, un'area sotto il pieno controllo delle agenzie di intelligence americane, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, parlando con Soloviev Live TV, ricordando che funzionari americani a Washington avevano sostenuto qualche tempo fa che NordStream 2 non sarebbe mai entrato in funzione. La portavoce ha chiesto quindi al presidente americano Biden di rispondere alla domanda se Washington abbia tradotto in pratica la sua minaccia il 25 e 26 settembre scorsi.

"Parlando del luogo in cui è avvenuto l'incidente, ci sono state illazioni sul fatto che si trattasse di acque neutrali. Ma si tratta della zona economica esclusiva di Danimarca e Svezia, paesi centrati sulla Nato, pieni di armi di fabbricazione statunitense e che sono completamente controllati dalle agenzie di intelligence americane, che hanno l'intera controllo della situazione laggiù", ha affermato.

Danimarca non è stato incidente - Un sabotaggio "deliberato, non un incidente".

Si è espresso così il ministro degli Esteri della Danimarca, Jeppe Kofod, parlando con Sky News, di quanto avvenuto ai gasdotti NordStream. "E' un fatto senza precedenti, non abbiamo mai visto questo genere di attacco o sabotaggio a infrastrutture energetiche europee cruciali - ha detto - Non la prendiamo alla leggera, è qualcosa su cui stiamo lavorando in stretto contatto con gli alleati Ue e Nato".

Mosca accusa Washington

Mosca rilancia intanto le accuse a Washington per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico. In alcune dichiarazioni affidate alla Tass, l'ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, insiste sulla necessità di un'inchiesta per chiarire i fatti e allude chiaramente a responsabilità di parte americana. "Registriamo i tentativi di alcuni legislatori americani di incolpare la Russia degli incidenti che sono sopravvenuti ai gasdotti NordStream 1 e 2", afferma. "Forse hanno una vista migliore dall'alto di Capitol Hil. Ma se questo è il caso devono anche aver visto appena il giorno prima le attività delle navi da guerra americane esattamente sul luogo della rottura dell'infrastruttura russa. O notato droni ed elicotteri che sorvolavano la zona. O osservato le esercitazioni americane subacquee con esplosivi condotte nella stessa zona qualche tempo fa. E poi devono aver ricordato la promessa del presidente Biden di 'mettere fine' al progetto del NordStream 2".

Gas, Ue: situazione difficile fino inverno 2024. Germania verso tetto prezzo

"I contratti a prezzo fisso firmati prima della crisi stanno scadendo e i fornitori offrono nuovi prezzi più elevati", rende noto la Commissione Europea

La situazione relativa agli elevati costi del gas naturale in Europa rimarrà "sfidante" per tutto il 2022 e anche "nell'inverno 2023-24, dato che i contratti a prezzo fisso firmati prima della crisi stanno scadendo e i fornitori offrono nuovi prezzi più elevati". Lo sottolinea la Commissione Europea, in un non paper diffuso oggi, prima del Consiglio Energia straordinario previsto domani a Bruxelles. Il governo tedesco prevede di introdurre un tetto massimo al prezzo del gas per contenere l'impennata dei prezzi dell'energia. La decisione verrà formalmente annunciata in giornata dal cancelliere tedesco Olaf Scholz. Lo riferiscono all'agenzia Dpa fonti della coalizione. La coalizione di governo sta pianificando un pacchetto di sussidi per un valore compreso tra 150 e 200 miliardi di euro, secondo quanto affermato dalle fonti. UE: "Pronti a price cap" solo su gas Russo.

"Siamo ora pronti a introdurre a livello dell'Ue un tetto massimo al prezzo del gas per la produzione di elettricità. Questo, come sappiamo, determina il prezzo effettivo dell'elettricità per i consumatori". Ad affermarlo è il Commissario Ue all'Energia, Kadri Simson in vista del Consiglio straordinario Energia di domani sottolineando che "l'Europa sta affrontando il ricatto energetico della Russia e la domanda globale di gas è superiore all'offerta".

La Commissione Europea non tarda a rispondere alla proposta, a quanto si apprende da fonti diplomatiche a Bruxelles, ha presentato oggi al Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l'Ue, un non paper in materia di energia, in vista del Consiglio straordinario di dopodomani, in cui si fa riferimento ad un tetto al prezzo del gas naturale russo, e non per il gas importato anche da altri Paesi come hanno chiesto ieri 15 Paesi membri alla commissaria Kadri Simson.

 Scholz: "Siamo preparati a sostituire tutta l'energia russa"

Il Cancelliere tedesco ha annunciato l'apertura di un 'ombrello di difesa' all'aumento del prezzo del gas che sarà finanziato con un fondo per la stabilizzazione economico pari a 200 miliardi di euro

"La Russia continua la sua guerra contro l'Ucraina, e per di più utilizza anche le proprie forniture di energie come un'arma. Dopo la distruzione dei gasdotti nel Mar Baltico sappiamo che presto cesserà del tutto l'approvvigionamento di gas alla Germania". Lo ha dichiarato Olaf Scholz ad una conferenza stampa a Berlino. "Ma noi ci siamo preparati, siamo pronti", ha aggiunto il cancelliere. "Importiamo gas da altri Paesi, utilizziamo le capacità di tanti porti all'est e al nord, i nostri stoccaggi sono al 90%", ha spiegato ancora Scholz, che ha spiegato che "le centrali di carbone continuano a funzionare", mentre due delle ultime tre centrali nucleari "continuano a lavorare fino ad aprile 2023".

Freno a prezzo con pacchetto di 200 mld euro. Per contrastare gli effetti della guerra in Ucraina "apriamo un grande ombrello di difesa, in modo che tutti possano affrontare l'aumento dei prezzi del gas, i cittadini, i lavoratori e anche le imprese. Questo ombrello che farà da freno al prezzo del gas sarà finanziato con un fondo per la stabilizzazione economico pari a 200 miliardi di euro". 

L'incidente ai gasdotti Nord Stream potrebbe causare pesanti danni ambientali

Lo sottolinea l'Agenzia federale per l'ambiente (UBA) che stima il rilascio possibile di 0,3 milioni di tonnellate di metano e avverte che al momento non ci sono meccanismi per sigillare le tubazioni interessate Le autorità ambientali tedesche avvertono dei danni che le fughe di gas rilevate nei gasdotti russi Nord Stream 1 e 2 possono causare all'ecosistema: dalle falle viene infatto rilasciati nell'atmosfera metano, molto più dannoso della CO2. Danni non tanto per l'ecosistema marittimo, quanto per l'atmosfera, dicono a Berlino. È stata l'Agenzia federale per l'ambiente (UBA) a stimare che potrebbero essere rilasciate 0,3 milioni di tonnellate di metano e avverte che al momento non ci sono meccanismi per sigillare le tubazioni interessate. Una tonnellata di metano riscalda l'atmosfera esattamente quanto 25 tonnellate di CO2 in cento anni. Secondo i calcoli dell'agenzia tedesca, l'effetto sul surriscaldamento climatico delle perdite dovrebbe essere stimato nell'equivalente di 7,5 milioni di tonnellate di CO2. Le stime si basano sulle tre falle rilevate nei Nord Stream 1 e 2, a cui si è aggiunta adesso una quarta perdita: la Guardia costiera svedese ha infatti rilevato una quarta fuga di gas, anche se di dimensioni inferiori, nella zona economica esclusiva svedese e nel Nord Stream 2. La scoperta è stata fattan durante un pattugliamento delle autorità svedesi, che, come i danesi, controllano la zona con barche e aerei. In totale adesso si registrano due perdite in ciascun gasdotto, due nella zona danese e due nella zona svedese, in acque internazionali.

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