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Venerdì, 05 Febbraio 2016 16:47

Pescara, sversamenti e inquinamento. Soluzione solo con tutti i Comuni su fiume

Sono necessari interventi sugli impianti di depurazione, sulla separazione delle acque bianche e delle acque nere e sugli impianti di sollevamento, che unitamente alla lotta contro gli scarichi abusivi rappresentano la frontiera entro cui tutti quanti dobbiamo sentirci impegnati, per il ristabilimento delle condizioni naturali del fiume e del mare e del vivere sano delle popolazioni interessate. Questo il piano di De Vecchio.

Il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha convocato per il prossimo 17 febbraio tutti i sindaci dei Comuni che si affacciano sull’asta fluviale del Pescara. L'assessore Del Vecchio afferma:“Le misure del Comune di Pescara puntano a questo e ad oggi sono individuati nel piano anti allagamento, quello realizzato a Porta Nuova e quello in via di realizzazione con fondi ex PAin per 2,8 milioni di euro, a cui si unisce il programma in corso del Dk15 attuato dall’Aca. Attività tutte che sono una risposta al problema, ma certamente parziale e non sufficiente per eliminare tutte le criticità degli sversamenti di acque nere nel fiume Pescara e conseguentemente in mare. Ma è una battaglia inevitabile, che dobbiamo assolutamente portare a termine da vincitori perché aspetta da anni azioni e soluzioni positive”.

“In questo quadro il tema della balneabilità può essere affrontato solo rimuovendo a monte le cause e che risiedono in massima parte nell’utilizzo dell’asta fluviale da parte di tutti i Comuni che vi si affacciano e per altro verso nelle gestioni delle acque nere e bianche dei centri abitati. Nessun risultato positivo può essere raggiunto se le pubbliche amministrazioni e le comunità interessate non si rendano conto di questo e agiscano per la loro parte, come noi stiamo facendo. E’ questo il quadro in cui si inserisce l’odierna visita fatta al pm Andrea Papalia che sta trattando proprio del tema riguardante l’inquinamento del mare e del fiume. Un confronto aperto, nel riserbo delle competenze dell’organo inquirente, ma utile per affrontare la questione senza esclusione di argomenti.” Si legge nella nota stanmpa del Comune “Primo fra tutti il fatto che il Comune di Pescara che è il “collettore” delle acque fluviali che determinano la qualità anche delle acque di balneazione, non può che lanciare e perseguire azioni di risanamento di questi due elementi, perché sia sotto l’aspetto ambientale che economico sono elementi vitali del nostro territorio. Puntare ad avere una eccellente acqua di balneazione vuol dire affrontare a viso aperto i soggetti e le comunità private e pubbliche che impropriamente e illegalmente sversano liquami nel nostro fiume, come ormai accade ed è consacrato nei report della campagna di analisi, unica nella storia del nostro territorio, che il Comune sta portando avanti da mesi in collaborazione con Capitaneria di Porto e Arta.”

Le associazioni intervengono sulla manifestazione di Confcommercio Pescara “Vogliamo il mare pulito”

Legambiente, Marevivo e WWF apprezzano l’iniziativa di Confcommercio Pescara che, con tutte le categorie di balneatori, albergatori e operatori commerciali, sta organizzando la manifestazione “Vogliamo il mare pulito” per lunedì 15 gennaio prossimo. Una richiesta sacrosanta, rivolta a chi, nella fattispecie la Regione, dovrebbe garantire il buon funzionamento dei depuratori e di chi, l’ARTA, dovrebbe adeguatamente controllarli. Legambiente, Marevivo e WWF osservano tuttavia che l’inquinamento non è dato soltanto dalla presenza di colibatteri nelle acque di balneazione. “Inquinamento” gravissimo è anche la progressiva occupazione della spiaggia con concessioni sempre più estese, la negazione della vista mare ai cittadini, la insignificante percentuale di spiagge libere (a Pescara appena il 9%) a disposizione di chi non vuole o non può affittare un ombrellone, l’intenzione di ricavare stanze da affittare sull’arenile... Producono insomma “inquinamento”, e gravissimo, anche un piano demaniale comunale, e quello regionale che lo ha preceduto, concepiti molto più a tutela degli interessi di una categoria che non della totalità dei cittadini." “Troviamo contraddittorio – spiegano le associazioni – battersi contemporaneamente per la tutela delle acque di balneazione e in difesa di uno strumento urbanistico che, nel testo attualmente in discussione, avrebbe effetti negativi per quelle stesse acque. Non sfileremo lunedì 15, pur condividendo la preoccupazione per mare e fiumi sempre più abbandonati a se stessi. Ci saremo invece se i balneatori faranno un passo indietro rispetto a un piano demaniale che palesemente danneggia il mare e la collettività dei cittadini. Per poter sfilare tutti insieme bisogna sì chiedere alla Regione e ai Comuni di preoccuparsi della tutela ambientale, ma di farlo a livello complessivo, contrastando l’inquinamento in tutte le sue forme, chimico, batteriologico e da occupazione del suolo”

Ultima modifica il Venerdì, 05 Febbraio 2016 17:02

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