Montesilvano. ‘Sterrare è Umano’, motori e turismo al Pala Dean Martin.
“La spiaggia è una risorsa, non un parco divertimenti. Errare è umano, perseverare è diabolico!”
Così Romina Di Costanzo, Consigliere Comunale del Partito Democratico-Progressisti per Montesilvano.
"È davvero sconcertante constatare continuamente la scarsa attenzione riservata all’ambiente da questa Amministrazione. Eppure una città che ambisce ad avere una vocazione turistica, dovrebbe considerare la variabile ambientale una delle principali risorse su cui fondare la propria economia e dunque tutelarla, preservarla e valorizzarla per le sue peculiarità. Invece a Montesilvano avviene l’esatto contrario e il Sindaco con un’ordinanza autorizza per la giornata del 29 aprile il passaggio di moto enduro e fuoristrada lungo un tratto di arenile, vietando ai cittadini qualsiasi attività o condotta che comporti la fruizione della porzione interessata. Non è la prima volta che accade: beach party, beach experience e ora ci risiamo con una nuova edizione di Sterrare è umano; tutte iniziative in cui la spiaggia si presta ad essere location ideale per eventi fortemente impattanti. Purtroppo in una città di mare vige ancora il concetto di spiaggia massivamente sfruttata per finalità antropiche, intesa come centro di intrattenimento, in cui la salvaguardia passa in subordine al divertimento e anche all’estetica."
Prosegue in una nota: "Si legge dall’ordinanza che 'la manifestazione non comporterà alcuna conseguenza per la qualità delle acque di balneazione', ma non tiene affatto conto della qualità dell’arenile, un ecosistema sabbioso fragile che costituisce un habitat vivo in cui prosperano in tane nascoste sotto la sabbia insetti terricoli, piccoli crostacei anfipodi che vivono sulla linea di confine tra la spiaggia e la battigia. Di certo perseverando con queste scelte, che consentono addirittura il passaggio dei motori, con emissioni di idrocarburi incombusti, rischi di inquinamento da rilascio di olii e grassi chimici di lubrificazione, non si consentirà mai la maturazione dell’ecosistema, con buona pace di turisti e cittadini che su quella stessa sabbia tra qualche settimana andranno a sdraiarsi. Non siamo affatto contrari a iniziative che promuovono il territorio, ma si poteva autorizzare il passaggio della manifestazione lungo la strada, una sede più idonea, anziché maltrattare la spiaggia impattando direttamente su un luogo naturale. Trasformare gli ambienti naturali in luoghi per eventi di massa dà l’idea che la natura e il paesaggio sia modificabili anche per esigenze non legate alla contingenza della nostra sopravvivenza e conferma la concezione che tutto è possibile in nome del divertimento e del turismo. "
Conclude: "È la frontiera del consumismo che si traveste in nome di un’esperienza unica per gli amanti del fuoristrada e della natura. Eppure abbiamo sollevato il tema più volte evidenziando le criticità dell’infelice scelta ma constatiamo che nulla è cambiato: stERRARE sarà umano, ma perseverare è diabolico!"



