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Giovedì, 31 Agosto 2023 11:59

Spesa/supermercati, occhio alle offerte e quando si paga alla cassa.

Nella foto Donato Fioriti e Dr.ssa Rossella Fratini Nella foto Donato Fioriti e Dr.ssa Rossella Fratini

 I supermercati, a volte, attirano con offerte poco limpide: i Contribuenti Abruzzo di Donato Fioriti spiegano cosa fare nel caso vengano ritirate prima del tempo e si acquista il prodotto.

 

"Nel recarmi ad acquistare un prodotto in offerta, che già avevo acquistato 15 giorni prima, mi sono trovata dinanzi quella che si può chiamare presa in giro."

A mettere in allerta il consumatore sulle offerte esposte all'interno dei centri commerciali, è la dottoressa Rossella Fratini che riferisce quanto è accaduto a lei personalmente in una catena del pescarese.

"Prendo il prodotto e mi reco alle casse, lì con grande stupore scopro che il prodotto passa a prezzo pieno e non quello dell'offerta. Chiedo spiegazioni: il cassiere mi dice soltanto che il prezzo non è in offerta. Decido di pagare lo stesso per poi recarmi al box informazioni per chiedere chiarimenti e nell' eventualità, come suggerito dal commesso, chiedere il rimborso."

Prosegue il racconto: "Al box informazioni mi dicono di aspettare per chiedere chiarimenti al responsabile e subito dopo la commessa mi dice che l'offerta mi verrà riconosciuta e quindi si sarebbe attivata per il rimborso. Chiedo alla commessa se quindi posso andare a prendere altre bottiglie. Lei mi risponde di sì precisando che dovrò fare la stessa trafila".

La dr.ssa Fratini acquista altre bottiglie e ritorna al box per il rimborso. La prassi viene interrotta da un contrordine dato attraverso una telefonata:  'signò mi scusi ma il responsabile ha detto che non possiamo darle il rimborso'.

Nel chiedere spiegazioni viene sottoposta a una serie di domande tra cui: 'ma c'era un cartello indicativo dell'offerta?' 

Ed è qui il colpo di scena: la dottoressa mostra foto fatte alcuni giorni prima quando acquistò la prima bottiglia. Il cartello riporta il periodo dell'offerta, inizio e fine, ed era ancora in corso. E il responsabile risponde: 'ecco allora l'offerta a cui io facevo riferimento non c'è più".

Messo alle strette allude che quella foto "non ha nessun valore perché posso averla scattata da un altro supermercato", attaccando così l'integrità della persona. "Alla fine, il responsabile va via maleducatamente ordinando alla commessa di farmi scegliere se tenermi le bottiglie, già precedentemente pagate a prezzo pieno, o farmi ridare quanto pagato. Certamente ho chiesto che mi venissero ridati i soldi."

Fratini, dopo l'accaduto, allerta il consumatore: "Aprite bene gli occhi quando vedete cartelli che pubblicizzano un prodotto all'interno dei supermercati perché c'è molta differenza tra i volantini pubblicitari che circolano e i cartelli pubblicitari che decidono di esporre. I primi sono una prova schiacciante che li vincola, gli altri invece, se non hai delle prove, possono decidere di non rispettare l'offerta, basta semplicemente togliere il cartello...e via, come se nulla ci fosse mai stato."

E' proprio vero che si può togliere il cartello prima della scadenza dell'offerta? 

La domanda è stata rivolta al Presidente Dott. Donato Fioriti dell'Associazione Contribuenti Abruzzo che ha chiarito i diritti del contribuente.

"Premunirsi fotografando l'offerta e il cartellone che la contiene, come ha fatto la dr.ssa Fratini, è sempre un buon metodo per far valere i propri diritti, lei è riuscita a farsi restituire i soldi," esordisce Fioriti, "Purtroppo non è raro che vengano poste in essere azioni del genere per attirare i clienti, che risultano scorrette nei confronti dell'utente."

Nel caso di Fratini che non ha lasciato correre è riuscita a rivendicare il proprio diritto.

"Importante è leggere il regolamento, notare se c'è un limite ai pezzi che si possono acquistare del prodotto, porre attenzione alla scadenza e così via." E sottolinea, "l'iniziativa deve essere portata fino alla data scritta nell'offerta, salvo esaurimento del prodotto. Altrimenti, se eliminano l'offerta, sono pratiche scorrette, perchè è un patto che viene attuato con l'utente".

L'unica azione che si può porre in essere è quella di chiamare la Polizia Municipale o al Garante e segnalare l'accaduto suggerisce Fioriti.

Ultima modifica il Giovedì, 31 Agosto 2023 17:16