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Giovedì, 23 Novembre 2023 13:26

Teramo/femminicidi. Collettivo Malelingue invita a una camminata rumorosa per Giulia e le altre.

Venerdì 24 novembre. Appuntamento largo San Matteo (prefettura), ore 19.00 - "Continuiamo, giorno dopo giorno, a contare la lista dei femminicidi e di violenze che si allunga costantemente."

"Donne che sono state ammazzate o stuprate in maniera brutale, nel silenzio assordante di questa società che continua a considerarle mere statistiche. Le narrazioni di vittimizzazione secondaria, colme di pornografia del dolore, non fanno che esercitare una doppia violenza. Come se la storia, la vita e la dignità di quella donna venissero dimenticate. I fatti di Palermo, di Caivano e di Giulia Cecchettin, diventano, quindi, paradigmatici in tal senso, il frutto sano di questa società malata. E allora i politicanti inneggiano alla sicurezza, a più controlli, a ipotesi di castrazione chimica, all'inasprimento delle pene." Così il collettivo Malelingue commenta e ricorda.

"Questa è la situazione desolante che abbiamo in Italia: il Governo ha pensato bene di arginare questo problema che, di fatto, è sistemico, con l'aumento dei pacchetti sicurezza e la militarizzazione delle strade. Noi siamo fortemente contrarie a questi sistemi che sono solo una diversa espressione del potere e non una soluzione del problema che abbiamo con la violenza di genere, perché non fanno altro che aumentare questa spirale di violenza. E quindi, piuttosto che fare attività di prevenzione, finanziare o aiutare esperienze che nascono dalla spinta femminista di donne che fanno prevenzione e supporto attivo, si pensa a togliere forza a questi percorsi, come nel caso di Lucha y Siesta, a rischio sgombero."

Proseguono in una nota: "Dalle nostre parti le cose non vanno di certo meglio. A Teramo, il CAV gestito dalla Provincia presenta delle lacune strutturali che abbiamo più volte evidenziato e sottolineato. La base imprescindibile di un CAV è che sia femminista, che faccia continuamente attività di formazione e prevenzione, che non venga gestito come se fosse l'ufficio delle imposte, come un ufficio qualsiasi. Noi pretendiamo un CAV che funzioni. Unico spiraglio di prevenzione alla violenza e porto sicuro per chi si trova in difficoltà. Ci avviciniamo al 25 novembre e siamo sempre più arrabbiate perché vediamo davanti a noi lo sfacelo di questa società in rovina."

Invitano a partecipare ad una camminata rumorosa. "Per urlare contro il patriarcato che vuole toglierci la capacità di immaginarci disobbedienti, arrabbiate e rivoluzionarie di fronte a questo mondo violento."

 

"PER URLARE CHE LE STRADE LIBERE LE FANNO LE DONN3 E L3 OPPRESS3 CHE LE ATTRAVERSANO

 

PER URLARE CHE LA SICUREZZA SONO L3 NOSTR3 COMPAGN3, NON LE GUARDI3

 

PER GIULIA E PER TUTT3 QUELL3 CHE NON HANNO PIÙ VOCE

 

RIPRENDIAMOCI LE STRADE CON I NOSTRI CORPI E I NOSTRI SOGNI"

chiacchiere da ape