Il pronunciamento dell'avvocato generale fa seguito ai ricorsi presentati dai Tribunali amministrativi regionali (Tar) di Sardegna e Lombardia, che hanno sollevato una questione pregiudiziale alla Corte Ue contro i "vari" decreti legge emessi dal 2009 al 2012 e convertiti in legge con cui l'Italia ha previsto la proroga automatica della durata delle concessioni demaniali marittime per attività turistico-ricreative dapprima fino al 31 dicembre 2012 e poi fino al 31 dicembre 2020. Oltre alla incompatibilità con la direttiva servizi, per Szpunar, l'automatismo della proroga "parrebbe contrario ai principi di libertà di stabilimento e protezione della concorrenza", in quanto tramite estensione automatica delle concessioni "si sottraggono al mercato, per un periodo irragionevolmente lungo (undici anni), delle concessioni di beni sicuramente molto importanti sul piano economico". (AGI)
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