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Mercoledì, 04 Dicembre 2024 11:47

Rigopiano, definitiva la condanna per l'ex prefetto. Nuovo processo per sei dirigenti regionali e per l'ex sindaco

Il 18 gennaio 2017 morirono 29 persone a causa di una slavina che travolse un resort. Parenti vittime: "Abbiamo visto riconosciuto in parte il dolore di genitori".

 Tragedia di Rigopiano, definitiva la condanna per l'ex prefetto

 

Diventa definitiva la condanna ad 1 anno 8 mesi per l'ex prefetto di Pescara, nell'ambito della vicenda di Rigopiano dove il 18 gennaio del 2017 morirono 29 persone a causa di una valanga che travolse un hotel. Si legge su Ansa.

Lo hanno deciso i giudici di Cassazione. L'ex prefetto è accusato di rifiuto di atti di ufficio e falso.

Lacchetta, nuovo processo in appello

Appello bis invece per sei dirigenti della Regione Abruzzo all'epoca dei fatti, che era stati assolti nei due precedenti gradi di giudizio. I giudici della Cassazione hanno disposto un nuovo processo di appello anche per l'ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. La Suprema corte ha disposto il processo dinanzi ai giudici della corte d'Appello di Perugia. Nuovo processo di secondo grado anche per cinque dirigenti della Provincia e per un tecnico del comune all'epoca dei fatti. Per loro però, così come per il sindaco, potrebbe arrivare la prescrizione delle accuse. Confermata invece la condanna all'ex gestore dell'hotel Bruno Di Tommaso.

Nella giornata di ieri la Sesta Sezione della Corte di Cassazione ha emesso una sentenza destinata ad avere una storica eco, travolgendo e spazzando via i giudizi di primo e secondo grado. In una nota a firma degli avvocati Avv. Prof. Alfredo Gaito, Avv. Prof. David Brunelli, Avv. Prof. Cristiana Valentini, Avv. Goffredo Tatozzi, Avv. Massimo Manieri si legge:

"Si tratta -vogliamo precisare- di una decisione che annulla le due condanne subite dal Sindaco Lacchetta, rinviando ad un nuovo giudizio sul punto e che, per di più, conferma che il disastro non è imputabile al Comune di Farindola, assolvendo definitivamente il Primo Cittadino da questa tremenda accusa. Si rompe così uno schema prefigurato e spesso populista che vuole le grandi responsabilità sempre accollate ai piccoli, Sindaci in primis, senza riguardo alcuno per le vere regole della nostra Protezione Civile e per i principi che governano la responsabilità penale. Una sentenza, infine, che riapre la possibilità di rendere giustizia alle 29 vittime e fare luce sulle verità della tragedia di Rigopiano.

"Abbiamo visto riconosciuto in parte il dolore di genitori".

E' questo uno dei primi commenti dei parenti delle vittime della tragedia di Rigopiano che hanno assistito alla lettura della sentenza della Cassazione nell'Aula Magna del secondo piano a Roma.
Grande tensione per ore in attesa del dispositivo ma poi anche pianti. Ma la battaglia non finisce qui: "Andremo tutti a Perugia e siamo pronti a lottare ancora e fino alla fine. I dirigenti della Regione? Come negare le loro responsabilità? Ci si aspettava di più ma un cambio di rotta è stato dato eccome. Forse sarà la prima volta in 8 anni che il 18 gennaio andremo tutti insieme a celebrare i nostri cari con un cenno di sorriso sul volto", spiegano.
Da Palazzo di Giustizia di Pescara intanto nessun commento ma trapela solo una composta soddisfazione, specialmente per il fine positivo di una impostazione processuale corretta sin dalle prime battute di indagine.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Dicembre 2024 16:34

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