Capriole epocali.
"Il Sindaco di Pescara, Avv. Carlo Masci, annuncia il transito dei bus elettrici al posto del “filobus atteso in via Cavour dal 1997”, in esercizio su un percorso inutilmente elettrificato, a nostro avviso privo di marciapiedi a norma interamente percorribili e accessibili ai disabili, in presenza di abitazioni i cui residenti (come nel caso di Via Solferino 117) non riescono ad entrare ed uscire dalle proprie abitazioni. Trascurati da tutti gli Enti interessati al procedimento, i quali a nostro avviso avrebbero omesso ogni forma di riscontro alle legittime rivendicazioni formulate a mezzo posta elettronica certificata. Si continua a brancolare nel buio, producendo “capriole epocali” volte a gettare fumo negli occhi dei cittadini pescaresi, descrivendo lucciole per lanterne." Così il gruppo Pettinari di Pescara.
In un quartiere fortemente antropizzato, nessun mezzo di trasporto potrà attraversare il corridoio verde ciclo pedonale in assenza dei prescritti collaudi dei tecnici del Ministero dei Trasporti (ANSIFISA), unica autorità competente ad eseguirli nel caso in esame. All’esito di quello che riteniamo uno spreco di 60 miliardi di lire concessi alla Regione Abruzzo dal CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) nel lontano 1995, spalmati in trent’anni di pesanti lacerazioni ed evidenti e imprescindibili affanni, si restituiscono alla città sette bus elettrici acquistati dal Comune di Pescara, rifiutando ogni confronto con associazioni e comitati."
"E sottoponendo al “Comitato TPL Pescara”, che alle 11:00 di venerdì 31 gennaio si insedierà presso la sala Giunta del Palazzo di Città, un programma preconfezionato già illustrato alla stampa locale. Per questo motivo, chiediamo che ci possa essere un confronto serio e paritario al tavolo di lavoro del Comitato TPL, evitando di trasformare la prima convocazione nella presentazione a senso unico del programma formulato dal Direttore Generale TUA, Maxmilian Di Pasquale, in stretto raccordo col sindaco che ne ha ispirato la formulazione. Il trasporto pubblico locale della nostra città va sicuramente riformato, ma sulla base di progettualità che tengano conto delle necessità dei cittadini e, soprattutto, della imprenscindibile condivisione dei progetti, valutando anche alternative utilmente praticabili come quelle dell’utilizzo della strada ferrata, che oggi unisce già l’intera area metropolitana, ma che manca di stazioni intermedie da unire con il tessuto economico e sociale della città."
M5s fermo oppositore del Progetto Filò
L’annuncio del Comune di Pescara e di TUA sull’introduzione di bus elettrici lungo la Strada Parco tiene banco nel dibattito cittadino, e a commentare è anche il Movimento 5 Stelle, da sempre fermo oppositore del Progetto Filò, attraverso le parole della consigliera regionale Erika Alessandrini e del consigliere comunale Paolo Sola.
La ribollita della Strada Parco
"In Consiglio Comunale si è recentemente discusso di modelli urbanistici, focalizzandosi sul caso della nuova sede della Regione nell'area di risulta. Questo progetto, che si integra con altri interventi come i due silos, il terminal bus, un parco, un parcheggio sotterraneo e alcuni negozi, rappresenta un perfetto esempio del cosiddetto modello della Città della Ribollita".
Così commenta Simona Barba - Consigliera Comunale AVS - Radici in comune che spiega "trae ispirazione dalla tradizione culinaria: nulla si butta, tutto si riutilizza, mescolandolo in un unico "pentolone" urbano. La teoria si fonda su due assiomi: buono più buono fa buono e male non fa; uno spazio è un vuoto da riempire."
"Questo approccio, rigorosamente adottato a Pescara, è evidente non solo nel progetto della sede regionale, ma anche nella gestione della cosiddetta Strada Parco, un luogo simbolico per il modello della ribollita. Dalla sua trasformazione in parcheggio temporaneo, fino all’attuale destinazione come corridoio per i nuovi 7 bus elettrici, è chiaro come ogni nuovo elemento ("avanzo") venga sapientemente ribollito". Aggiunge,
"Oggi, sulla Strada Parco, troviamo pali per elettrificazione, fermate bus e altre infrastrutture. Uno spazio che, ricordando l'assioma n. 2, è un vuoto da riempire. E quale utilizzo migliore se non quello di destinare questo vuoto ai bus elettrici? Dopotutto, fino ad ora è stato "impropriamente" utilizzato da cittadini a piedi o in bicicletta – pratiche che contrastano con la nostra immagine di città traboccante di vigoria muscolare."
"È dunque evidente che il modello della Città della Ribollita è non solo malleabile, ma anche sorprendentemente reattivo: risponde alle esigenze contingenti con tempi rapidi, evitando di farsi imbrigliare da pianificazioni di vasta scala o da lunghe programmazioni.
Chiede infine: "E i lunghi filobus acquistati tempo fa? Anche loro trovano posto nel sistema: oggi occupano gli hangar vuoti di TUA, dimostrando che, in un modo o nell’altro, tutto si incastra nel modello della Ribollita."



