Lo spettacolo, liberamente tratto dai "Monologhi della Vagina" di Eve Ensler, prende vita dalla penombra di una cantina che proietta immagini e frammenti di donne che, nella solitudine e nella sicurezza della loro ‘’cantina’’ ritrovano la libertà di raccontarsi. Di solito nella cantina riposano, tra gli oggetti dimenticati, sogni, paure e vecchie speranze …
Ritornandoci dopo parecchi anni spesso è lo stupore ad accoglierci e a farci vivere emozioni nuove che ci portano a scoprire qualcosa di noi: del nostro passato, presente e futuro. Lo spettacolo offre la possibilità di affrontare un percorso
di scoperta , o meglio di riscoperta, dell’universo femminile. Con ironia, ingenuità, spregiudicatezza e coraggio le attrici in scena vogliono far emergere tutta la femminilità di una donna che, anche se alle volte frantumata dal dolore e da esperienze negative, riesce a reinventarsi e ad affermarsi nella sua integrità. "Uno spettacolo che non vuol essere un inno al femminismo, ma la scoperta di un’idea di donna che forse riposa in cantina; un’idea concepita nel particolare attimo in cui siamo colte dallo stupore vaginale e che crea il desiderio di gridare la propria identità , di ricomporla in tutte le sue parti e le più piccole sfumature". Come davanti ad un dipinto osserviamo la bellezza di un’esperienza unica e irripetibile: quella della scoperta di sé. Riscoprendoci torniamo di nuovo in vita, passando dal buio della cantina alla luce del nostro giardino. Le musiche sono di Natasha Tancredi.



