"Gli armatori di Pescara, gli equipaggi, le loro famiglie, sono stufi delle promesse e hanno ragione da vendere per il mancato dragaggio. Per questo io sarò al loro fianco nella protesta che hanno annunciato in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Andrea. E' una protesta sacrosanta e pacifica, la loro, espressione del profondo disagio di una categoria che non può più attendere la concretizzazione di promesse continue che risalgono fino al 2012, cioè ben 13 anni fa, come ho già detto e urlato a gran voce - insieme a Lorenzo Sospiri e Guerino Testa - durante l’ultima riunione con i dirigenti del Ministero. Ed è per questo che aderirò con grande convinzione e determinazione alla protesta annunciata nelle ultime ore: sarò alla festa, sarò alla processione, per devozione al Santo e per rispetto alla marineria e a chi ha perso la vita in mare ma ci sarò senza la fascia da sindaco. Mi auguro che ci sarà la città, domenica, per onorare il santo e far sentire la propria presenza, il proprio abbraccio alla marineria, in modo da mantenere viva una tradizione che deve proseguire". Lo annuncia il sindaco di Pescara Carlo Masci.
"Per arrivare al dragaggio, per rendere pienamente funzionale il porto e metterlo in sicurezza, non c’è più tempo per i "se" e per i "ma", non ci possono essere altri rinvii: il porto di Pescara, che è di interesse nazionale, va dragato e deve farlo lo Stato, che ha la competenza e quindi deve individuare rapidamente una soluzione e anche i fondi per affrontarla. Deve farlo ora: non è concepibile né ammissibile che una situazione di emergenza di questa portata si protragga da 13 anni, tanto più che in altre realtà situazioni altrettanto delicate ed emergenziali sono state affrontate con progetti e fondi, come è giusto e doveroso che sia, mentre per Pescara le risorse non ci sono mai perché si pensa sempre che Pescara abbia la forza di farcela da sola. Non è così, non può essere così", prosegue Masci.
"Da parte nostra c’è la massima disponibilità a collaborare, come è sempre stato, ed è talmente vero che in questi anni ci siamo assunti l’onere di intervenire, grazie ai fondi della Regione, facendo il possibile per garantire le condizioni minime di accessibilità al porto. Ma serve un intervento radicale, che passi per lo svuotamento della vasca di colmata (sempre annunciata ma mai realizzata) o per un’altra soluzione praticabile in tempi rapidi perché di tempo non ce n’è più – già da un pezzo - ed è finita anche la pazienza degli armatori e dei pescatori che rappresentano una parte della storia e dell’economia della città e meritano risposte concrete, cioè fatti concreti, da tutti i livelli istituzionali, e immediate. Io sto con loro, senza se e senza ma, e torno a sollecitare soluzioni radicali a chi è competente, come ho già fatto a voce e per iscritto fino ad oggi" (si veda la lettera allegata del 18 luglio, inviata al ministro Salvini, preceduta da un'altra lettera, il 25 maggio).
Costantini: la decisione di partecipare, ma senza la fascia tricolore, mi sembra tanto plateale, quanto inopportuna
“Carlo Masci aderisce alla protesta della marineria locale per il mancato dragaggio del porto canale. Dunque protesta contro gli stessi esponenti politici che salgono con lui sui palchi degli eventi per condividere gli applausi. In pratica sale o scende dai palchi con loro, in base all’umore del pubblico”. Lo afferma Carlo Costantini. “Se l’occasione pubblica è di intrattenimento - prosegue Costantini - ingolfa il palco con parlamentari, consiglieri regionali, presidenti vari ed assessori. Se l’occasione pubblica è associata ad una protesta contro gli stessi esponenti politici con i quali ha condiviso il palco il giorno prima, si toglie la fascia tricolore per rimarcare il fatto che lui non c’entra niente e protesta anche lui, a questo punto verrebbe da dire contro sé stesso”.
“Peraltro, la decisione di partecipare, ma senza la fascia tricolore, mi sembra tanto plateale, quanto inopportuna, in una festa che celebra il Santo protettore dei Pescatori. Ed allora, per rispetto nei confronti della marineria pescarese - conclude - si rimetta la fascia e piuttosto si interroghi sulla ragione per la quale, come ha avuto lui stesso modo di rilevare, Pescara da oltre un decennio è l’unica realtà a livello nazionale nella quale situazioni altrettanto delicate ed emergenziali vengono completamente ignorate dai rappresentanti dei Governi nazionale e regionale suoi alleati”.



