"E quelli relativi al Comune di Pianella descrivono un oggettivo peggioramento della situazione nel periodo successivo all'insediamento dell'attuale Amministrazione, avvenuto nel maggio 2023". Così Gruppo Consiliare Comune di Pianella INSIEME OGGI PER IL DOMANI. E spiegano per punti perchè.
Il confronto dei dati finanziari è particolarmente significativo.
Nel rendiconto 2022, l'indicatore relativo alla capacità di realizzazione degli investimenti evidenziava, sul versante della spesa, un dato positivo del +6,6%, corrispondente a € 164.066 di residuo dell'esercizio non pagato.
Nel Rendiconto 2025 lo stesso indicatore precipita al -35,3%, con ben € 873.458 di residuo dell'esercizio non pagato.
Il grafico della pressione tributaria pro capite è altrettanto eloquente: dai € 387 del 2023 si passa ai € 418 del 2024, fino ai € 462 del 2025.
Significa un aumento di 75 euro per abitante in appena due anni, pari a circa il 19,4%.
PIÙ TASSE, MA DOVE SONO I SERVIZI?
Sul fronte IMU, il venir meno delle precedenti agevolazioni connesse al Piano Olivicolo e l'ampliamento della base imponibile determinato dal nuovo PRG hanno prodotto maggiori entrate per l'Ente, senza che la maggioranza abbia ritenuto di accompagnare tale incremento con una corrispondente riduzione delle aliquote.
Il risultato è semplice: cresce la materia imponibile, ma le aliquote non scendono e il conto resta a carico dei contribuenti.
Analogo discorso riguarda l'addizionale comunale IRPEF.
In soli due anni il relativo gettito è cresciuto, secondo i dati di bilancio esaminati dal gruppo, di circa 250.000 euro.
Eppure, in occasione dell'approvazione dei bilanci previsionali, “Insieme Oggi per il Domani” ha ripetutamente chiesto di utilizzare le maggiori entrate per ridurre l'aliquota a carico dei cittadini.
Richieste puntualmente respinte dalla maggioranza, che ha preferito mantenere l'addizionale comunale allo 0,8%, il livello massimo ordinariamente previsto, anziché restituire almeno una parte delle maggiori entrate alle famiglie pianellesi.
TARI: LA "RIDUZIONE" CHE NASCONDE L'AUMENTO
Ancora più singolare è la narrazione costruita intorno alla TARI.
I PEF 2025 e 2026 evidenziano un incremento del costo complessivo del servizio. Di fronte a questo dato, l'Amministrazione rivendica una presunta “riduzione del 3% per le famiglie”.
Ma le tasse non spariscono per decreto comunicativo.
Se aumenta il costo complessivo e si sceglie di alleggerire una categoria di utenze, significa necessariamente che una parte maggiore del carico viene trasferita su altre.
Ed è esattamente ciò che è stato fatto: si è scelto di scaricare maggiormente il costo sulle attività produttive, già duramente provate dall'aumento generale dei costi di esercizio.
Una scelta che riteniamo miope, perché penalizza proprio chi produce, investe e crea occupazione sul territorio e che, a nostro giudizio, merita di essere verificata anche rispetto alla corretta applicazione del principio comunitario secondo cui “chi inquina paga”.
Non contestiamo certamente ogni rimodulazione delle tariffe tra utenze domestiche e non domestiche: contestiamo il tentativo politico di presentare come una generale diminuzione della TARI quella che è, invece, una diversa distribuzione di un costo complessivo che è aumentato.
Tra l’altro la reale responsabilità politica è quella di aver fatto crollare la percentuale di raccolta differenziata dall’84% al 65% in soli due anni!
PIÙ PRELIEVO, MENO CAPACITÀ DI REALIZZARE
È questo il dato politico più grave.
Se ad un aumento della pressione tributaria corrispondessero maggiori servizi, manutenzioni migliori e una maggiore capacità di investimento, si potrebbe almeno discutere di una precisa scelta amministrativa.
I numeri raccontano invece qualcosa di profondamente diverso: i cittadini pagano di più mentre la capacità di realizzazione degli investimenti peggiora.
E per comprendere dove finisca questa maggiore pressione fiscale non occorrono sofisticati indicatori finanziari. Basta uscire dal Municipio e percorrere Pianella e le sue frazioni.
UN PAESE SEMPRE PIÙ TRASCURATO
Il maggiore prelievo fiscale si accompagna infatti a una situazione di evidente incuria del territorio.
Strade dissestate e piene di buche, manutenzioni ordinarie insufficienti, spazi pubblici trascurati, edifici e aree comunali che necessitano di interventi, fino alle condizioni igieniche e di decoro di alcune zone del centro, dove il problema del guano dei piccioni è diventato ormai il simbolo più visibile di un paese al quale manca persino l'ordinaria attenzione amministrativa. Le arterie principali come anche quelle di campagna mostrano come sia totalmente assente la programmazione degli sfalci che, invece, in periodi come questo andrebbero cadenzati e ripetuti evitando problematiche di percorrenza delle strade a pedoni, ciclisti, motociclisti ed automobilisti.
Ed è proprio questo che i cittadini hanno il diritto di chiedere: se paghiamo di più, perché Pianella è tenuta peggio?
Se aumentano IMU, gettito dell'addizionale IRPEF e costo complessivo della TARI, perché non aumenta nella stessa misura la qualità dei servizi?
E soprattutto: perché, mentre cresce la pressione tributaria, crollano gli indicatori relativi alla capacità di realizzazione degli investimenti?
DAL 2023 È CAMBIATA LA DIREZIONE. E I NUMERI LO DIMOSTRANO.
Non è nostra intenzione attribuire ad una singola amministrazione ogni variazione di un indicatore finanziario, perché sappiamo bene che i bilanci degli enti locali risentono anche di dinamiche pluriennali.
Ma quando più indicatori convergono nella stessa direzione, ignorarli diventa impossibile.
L'attuale maggioranza si è insediata nel maggio 2023.
Da quel momento i dati mostrano una traiettoria che merita di essere spiegata ai cittadini: pressione tributaria pro capite in crescita e capacità di realizzazione degli investimenti in forte peggioramento.
Non sono slogan dell'opposizione.
SONO NUMERI!
E dietro quei numeri ci sono famiglie, pensionati, lavoratori e imprese che ogni anno versano al Comune una quota crescente delle proprie risorse e che, legittimamente, pretendono di vedere quei sacrifici trasformati in servizi, manutenzioni, opere pubbliche e qualità della vita.
Come gruppo consiliare “Insieme Oggi per il Domani” continueremo per questo a chiedere una politica finanziaria completamente diversa: riduzione della pressione fiscale quando l'incremento della base imponibile e delle entrate lo consente, maggiore equità nella distribuzione del carico tributario e, soprattutto, capacità di spendere bene e tempestivamente le risorse disponibili.
Perché amministrare non significa vantarsi di una riduzione del 3% in una singola voce mentre il carico complessivo cresce.
Amministrare significa chiedere ai cittadini il giusto e restituire loro servizi, manutenzioni e investimenti.
E su questo terreno, purtroppo, i numeri dicono che Pianella, dal 2023 ad oggi, è andata nella direzione sbagliata.



