TERAMO - «La prima quantificazione dei danni provocati a imprese e cittadini dall’eccezionale grandinata dello scorso meta luglio conferma i timori che avevamo espresso a caldo. Torniamo così a chiedere a gran voce alle istituzioni locali, Regione in testa, di sostenere il mondo produttivo nella richiesta della dichiarazione dello stato di calamita al Governo nazionale. Attendiamo fatti, non parole e promesse». Lo afferma una nota congiunta dei presidenti della Cna regionale e della provincia di Teramo, Bernardo Sofia e Alfredo Martinelli, secondo cui «le cifre diffuse dal sindaco di Bellante, Giovanni Melchiorre, sull’entita dei danni patiti nel territorio parlano di ben 1.200 segnalazioni, per un valore approssimativo che supera i 20 milioni di euro: numeri che «stanno a rappresentare meglio di qualsiasi parola quanto accaduto». «Si tratta di un evento davvero eccezionale – proseguono Sofia e Martinelli – che le cosiddette “polizze catastrofali” obbligatorie da stipulare con le compagnie assicurative, imposte da quest’anno alle imprese per poter accedere al diritto a sostegni pubblici, non coprono: rendendo dunque l’intervento pubblico a parziale ristoro dei danni patiti davvero insostituibile». «In questo scenario, e stato così davvero un cattivo segno - proseguono - quello arrivato dalla recente riunione del Consiglio regionale, alla vigilia di Ferragosto, in cui l’aula ha bocciato lo stanziamento di una somma di due milioni euro, che pure era stata approvata in sede di commissione consiliare, come primo contributo a quanti hanno subito danni nel Teramano». «A questo punto – concludono – l’unica via percorribile, se davvero si vuol sostenere questo territorio al di la di rituali espressioni di solidarieta , resta soltanto la pressione convinta nei confronti del Governo per la dichiarazione dello stato di calamita naturale: un obiettivo che ci auguriamo sia perseguito di concerto tra istituzioni e mondo delle imprese con forza, determinazione e soprattutto rapidita ».
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