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Giovedì, 24 Settembre 2026 01:48

L'estate della riviera abruzzese vista dal traffico: più mezzi, più code, più incidenti leggeri

Da metà giugno alla prima settimana di settembre la fascia costiera tra Pescara, Montesilvano e Silvi cambia peso.

I dati diffusi dalla Regione Abruzzo raccontano un movimento turistico che nel 2025 ha superato gli 8,8 milioni di presenze su scala regionale, con Pescara arrivata a circa 743 mila presenze contro le 272 mila del 2019 e Montesilvano a 524.533 pernottamenti nei primi otto mesi dell'anno, in crescita del 17,7% sul 2024. Il solo agosto ha concentrato a Montesilvano 25.314 arrivi, un quinto di tutto l'anno. Tradotto in mobilità: una viabilità dimensionata sulla popolazione residente smaltisce per dieci settimane un volume di veicoli molto più alto, su una rete che non cambia dimensione.

La conseguenza si vede prima nelle code e poi nella carrozzeria. L'aumento della pressione veicolare estiva si riflette anche sulla domanda di coperture: nei mesi caldi la ricerca di preventivi assicurazione auto e moto si concentra sui mezzi impiegati negli spostamenti brevi, dalla seconda auto tenuta ferma per il resto dell'anno allo scooter usato per raggiungere la spiaggia o il centro. Sono gli stessi mezzi che compaiono con più frequenza nella casistica dei sinistri urbani di stagione.

In città gli incidenti crescono di numero e calano di gravità

Secondo la rilevazione ACI-ISTAT sul 2025, in Italia si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni, in aumento del 2,2% sull'anno precedente, con 237.822 feriti e 2.868 vittime, in calo del 5,3% e sotto quota tremila per la prima volta dal 2021. Il dato che conta per una città di mare è la distribuzione: il 72,9% dei sinistri avviene su strade urbane, ma l'indice di mortalità in ambito cittadino si ferma a 0,9 morti ogni cento incidenti, contro il 3,6 delle strade extraurbane e il 2,8 delle autostrade.

Il meccanismo è quello che si osserva sul lungomare in agosto. Quando la rete si satura la velocità media crolla, ma cresce il numero di conflitti potenziali per ogni chilometro percorso: più intersezioni da negoziare, più immissioni da parcheggi e passi carrai, più attraversamenti fuori dalle strisce, più frenate improvvise in colonna. La probabilità di contatto sale, l'energia in gioco scende. Si moltiplicano così i tamponamenti a bassa velocità, quelli che producono un paraurti da sostituire e talvolta una lesione cervicale di lieve entità, mentre restano rari gli eventi gravi. Pesa anche il fattore conducente: chi guida in vacanza si muove su strade che non conosce, cerca un posto auto, legge le insegne e imposta il navigatore. Non a caso la distrazione resta il primo comportamento errato rilevato con il 15,1% dei casi, davanti al mancato rispetto della precedenza con il 12,6% e alla velocità eccessiva con il 7,8%: sommate alle manovre irregolari, queste voci coprono il 43,1% delle cause accertate.

I danni in manovra sono i più frequenti e anche i più difficili da provare

La casistica più ricorrente d'estate non nasce in corsia di marcia ma dentro un parcheggio. In retromarcia il campo visivo è ridotto proprio nella fascia dove transitano pedoni e ciclisti, sensori e telecamere coprono l'area posteriore ma non sempre intercettano un veicolo che sopraggiunge lateralmente, e velocità di 5 o 10 chilometri orari bastano a deformare uno spigolo, un passaruota o uno specchietto. Il danno economico è modesto, l'attrito che genera è alto.

La ragione per cui questi sinistri finiscono spesso in contestazione è la debolezza probatoria. Nei parcheggi degli stabilimenti balneari mancano quasi sempre testimoni indipendenti, le due versioni sono simmetriche perché entrambi i conducenti erano in movimento, e la constatazione amichevole viene firmata da una sola parte o compilata in modo generico. Il risultato è un concorso di colpa presunto, con l'indennizzo ripartito e il malus applicato a entrambi. A complicare il quadro c'è la sosta irregolare, che in estate diventa strutturale sulle vie perpendicolari al mare: la doppia fila azzera la visibilità reciproca tra chi esce da uno stallo e chi transita, e costringe i pedoni ad attraversare tra i veicoli fermi, comparendo a pochi metri da chi sopraggiunge. Rientra nella stessa famiglia l'urto contro la portiera aperta, che il Codice della strada attribuisce a chi apre senza essersi accertato che la manovra non crei pericolo.

Sul lungomare convivono velocità e masse molto diverse

La riviera abruzzese ha investito sulla mobilità dolce e oggi la ciclabile Bike to Coast copre circa 131 chilometri da Martinsicuro a San Salvo, attraversando l'intera costa di Montesilvano e Pescara. Il tracciato ha spostato quote di traffico dalla carreggiata alla ciclovia, ma ha creato anche punti di intersezione nuovi: gli accessi agli stabilimenti, gli sbocchi delle traverse, i tratti in promiscuo con i pedoni nelle ore serali.

Qui il rischio cambia natura. Il conflitto non è più tra masse simili ma tra un'auto da oltre una tonnellata, una bicicletta e un monopattino con ruote di piccolo diametro, che perde aderenza su sabbia e ghiaino e ha spazi di frenata sensibili al fondo. L'assenza di rumore fa il resto: chi attraversa la ciclabile non percepisce l'arrivo di un mezzo elettrico. I numeri ISTAT del 2025 confermano che questa è la parte del sistema che peggiora: i monopattini elettrici sono stati coinvolti in 4.130 incidenti con 3.997 feriti e 25 vittime, le biciclette elettriche in 2.311 incidenti con 30 vittime, e il complesso degli utenti della mobilità attiva ha registrato 253 morti, il 21,6% in più, in un anno in cui il totale delle vittime della strada scendeva del 5,3%.

Contrassegno da maggio, assicurazione da luglio: la gestione dei sinistri cambia

Il 2026 introduce un passaggio rilevante proprio per i mezzi che più affollano i lungomare estivi. La riforma del Codice della strada ha previsto per i monopattini elettrici l'obbligo di contrassegno identificativo e di copertura di responsabilità civile, ma le due scadenze non coincidono: il contrassegno è operativo dal 17 maggio 2026, mentre l'obbligo di RC è slittato al 16 luglio 2026 con una circolare congiunta di MIMIT e MIT del 17 aprile, che ha accolto la richiesta di ANIA motivata da esigenze tecnico organizzative sui sistemi informatici di emissione delle polizze.

L'effetto pratico riguarda la gestione dei sinistri urbani. Finora chi veniva urtato da un monopattino su un marciapiede o all'incrocio con una traversa aveva davanti un mezzo non identificabile e un conducente da individuare e citare personalmente, con tempi lunghi e recupero incerto. Con contrassegno e polizza il danneggiato ha un identificativo, una compagnia e una procedura, come accade tra veicoli a motore. Un mezzo tracciabile rende inoltre più sanzionabile la circolazione contromano, sul marciapiede o in due sulla stessa pedana.

Sullo sfondo restano i costi. Secondo l'indagine IVASS sui prezzi effettivi di mercato, nel primo trimestre 2026 il premio medio della RC auto in Italia è stato di 423,40 euro, in crescita del 3,2% su base annua, un ritmo in rallentamento rispetto al più 4,1% del 2025 e al più 7,2% del 2024. Le due ruote corrono più forte: 335 euro per le moto, con un aumento del 7,8%, e 220 euro per gli scooter, più 7,1%. È la componente del parco veicoli che d'estate si riversa sulla costa e che nelle statistiche di incidentalità paga il conto più alto in lesioni personali. La stagionalità del traffico, insomma, non si esaurisce nelle code del sabato pomeriggio: si trasferisce nei sinistri, nei tempi delle carrozzerie e, con qualche mese di ritardo, nelle tariffe.

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Settembre 2026 13:55

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