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Lunedì, 16 Maggio 2016 12:37

Montesilvano, la scrittrice Fabiola Paterniti presenta il suo libro sul terrorismo.

Carlo alberto Dalla Chiesa Carlo alberto Dalla Chiesa foto ufficio stampa

Laboratorio informativo incontra Fabiola Paterniti, giornalista e scrittrice del libro Tutti gli uomini del presidente – storia inedita della lotta al terrorismo, edito dalla casa editrice MELAMPO

Questa sera 16 Maggio alle ore 20.30 l'anteprima aperta al pubblico presso Hotel Prestige in Via Marinelli a Montesilvano. Martedì 17 Maggio 2016 presso il Liceo Scientifico D’Ascanio di Montesilvano. All’evento parteciperanno il Presdente della Provincia di Pescara Antonio DI MARCO, il Sindaco di Montesilvano Francesco MARAGNO, in qualità di amministratore e di esponente delle Forze dell’Ordine ed il Sindaco di Pescara Marco ALESSANDRINI, in qualità di amministratore e di testimone del periodo degli Anni di Piombo. Sarà l’occasione di ripercorrere le vicende degli Anni di Piombo, anni in cui l’Italia era diversa da quella attuale, anni di grandi cambiamenti sociali, culturali e addirittura di costume. Ma sono ricordati soprattutto per la violenza ed il terrorismo che in quel periodo hanno provocato centinaia di morti. Si spiega in una nota stampa, oggi i giovani percepiscono il terrorismo come un problema distante dalla loro vita: o per la lontananza dai luoghi in cui essa è più presente o per semplice indifferenza nei confronti di essa, e nessuno di noi pensa che sia un nostro dovere di cittadini interessarsi a questo problema. Il generale dalla Chiesa, e con lui i suoi uomini, in maniera misconosciuta e troppo spessa sottaciuta, è stato un esempio dell’importanza del proprio lavoro, che molto spesso i cittadini nella loro quotidianità sottovalutano, non solo i giovani. Il generale dalla Chiesa, e con lui i suoi uomini, ci ha trasmesso dei valori fondamentali, come il bene della nazione, che è più importante della tranquillità familiare.

Si legge nella nota, Aristotele ha scritto che l’essere umano per vivere e per ricercare la felicità ha necessariamente bisogno di una società, creata per essere mantenuta e protetta. Il generale dalla Chiesa, e con lui i suoi uomini, sono stati dei “guerrieri” che, affamati di giustizia, combatterono tutti per lo stesso ideale: proteggere la nostra società da coloro che provavano a corromperla e distruggerla come i terroristi, i mafiosi, e questo compito li espose costantemente a rischi elevati. Conoscere questi “guerrieri” ci permetterà di comprendere fino in fondo il grande impegno che essi misero nel proteggerci e siamo convinti che scuoterà profondamente le coscienze di tutti gli studenti presenti. Un’esperienza significativa, che lascerà un segno e che invita a riflettere su un aspetto del nostro Paese, al quale non sempre si presta un’adeguata attenzione.

Chi sono gli uomini che hanno combattuto in prima fila il terrorismo negli anni di piombo?

Chi sono gli uomini che agli ordini del generale Carlo Alberto dalla Chiesa hanno indagato, rischiato, vissuto come clandestini, servito il Paese e la democrazia, per essere dimenticati dopo l'uccisione del loro comandante passato a combattere la mafia? Questo libro racconta per la prima volta la lotta al terrorismo attraverso la voce dei protagonisti che sostennero il peso di un impegno senza limiti. Ne nasce una storia sincera, per molti aspetti nuova, che smonta sospetti e ricostruzioni fantasiose e restituisce il senso di una grande e generosa esperienza collettiva. Una storia che rivela la strategia di contrasto e il lavoro investigativo, i contesti ostili e le scelte più difficili, ricordando anche i rischi e i sacrifici personali. Vivono in questa testimonianza appassionante la memoria di una stagione insanguinata, l'amarezza per le calunnie subite in silenzio, l'orgoglio di uomini consapevoli di avere difeso vittoriosamente lo Stato che li ha dimenticati, animati dalla stessa certezza: che lo rifarebbero.

Qual è il senso di questo libro?

Restituire verità e dignità storica a una vicenda, a una persona, a una figura istituzionale, a una famiglia di cui tanto si è scritto e detto, non sempre però onorandola con la lealtà e la giustizia che merita. A più di trent’anni dagli omicidi di via Carini a Palermo, il 3 settembre 1982, è giusto ricordare, con onestà, il sacrificio di un uomo giusto e l’impegno, appunto, “di tutti i suoi uomini”. “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli.” “[…] Vi consegno il mio Credo, vi consegno la mia fede. Se non avessi avuto questa spinta, quest’ansia di servire la nostra Istituzione in trasparenza, senza riserve, vi sarebbe forse qualche volta un cedimento, qualche volta una flessione. Io vi invito perciò a credere: se partirete in umiltà, se partirete in modestia e crederete, state certi che troverete sempre intorno a voi coloro che crederanno in voi, perché la vostra fede li guiderà e li sosterrà nei momenti più difficili del loro impegno[…]” [ generale Carlo Alberto dalla Chiesa ]

Ultima modifica il Lunedì, 16 Maggio 2016 12:44