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Venerdì, 27 Maggio 2016 18:39

Migranti: una situazione epocale da gestire. Tutti hanno diritto alla vita libera e dignitosa

Scritto da di Enrico Gambacorta

di Enrico Gambacorta

Tutti dicono che l'attuale migrazione dei popoli che fuggono dalle guerre o dalla fame abbia carattere epocale e che, purtroppo, non se ne possa prevedere la fine. E' normale e dovuta poiché a fronte delle infinite guerre  e dei tanti affamati  vedono i propri simili sempre più ricchi per i quali il lusso  è un'aspirazione piacevole e lecita.

La situazione andrebbe gestita, a livello globale, da persone capaci, di buona volontà e di buon senso. Non servono i ciarlatani, gli imbonitori di turno o coloro che hanno fatto della loro vita uno sfoggio di violenza ma statisti illuminati e una diplomazia chiaroveggente e lungimirante.

Le basi  di questa gestione  e gli obiettivi sono già codificati e approvati a livello delle massime istituzioni internazionali.

LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI (adottata il 10.XII.1948 ONU)

 Articolo 1

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Articolo 2

“Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione - omissis-.....”

Articolo 3

“ Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”.

CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO ( 4.XI.1950 CEDU)
Articolo 1
“Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge."

Bisogna operare su queste fonti per raggiungere quello che è stato capito e stabilito dopo i 50 milioni di morti e feriti della prima guerra mondiale ed i settanta milioni di morti e feriti della seconda guerra mondiale. Gli obiettivi per l'attuale situazione si concreterebbero per i migranti nel cercare di  permettere  loro il ricongiungimento familiare o nell'integrarne altri  o nel ricollocarli nei loro paesi di origine,  sotto quei cieli pieni di sole dove non volteggiano più gli aerei carichi di bombe o dove non aleggia più lo spettro della fame: il sogno della maggior parte dei emigranti.

A nulla giovano i muri di mattoni forati o di filo spinato, i campi o lager di accoglienza, lo sfruttamento di mano d'opera di adulti e/o di bambini, di piccole e temporanei elargizioni o pannicelli caldi che mirano ad ottenere altri scopi, non certo il diritto alla vita e alla dignità delle persone. Tutt'altro effetti poi generano le armi di distruzione di massa. E' pur vero che le armi dànno lavoro, che sostengono, in tutto o in parte, i bilanci dei vari Stati, ma è anche vero che esse richiedono enormi investimenti e che vanno continuamente aggiornate  e sperimentate. Ed è logico, ma si tratta di una logica perversa e devastante poiché e purtroppo, le bombe non servono per innaffiare i campi di grano. Sempre agli effetti di cui sopra bisognerebbe cominciare a riconvertire queste micidiali industrie di morte e di terrore.

Siamo obbligati a mettere in atto quanto abbiamo già capito e stabilito cioè far sì che tutto il genere umano abbia una vita libera e dignitosa. Tutti ne avremmo un vantaggio.

Se qualcuno, per sete di potere o per ostentare violenza, fosse contrario  a quello che si confà a Madre Natura cioè al bene comune, bisognerebbe, opportunamente, metterlo in condizioni di non nuocere.

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 27 Maggio 2016 18:46

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