Nel comunicare sul social “Ripulita la stele in marmo della Stella Maris di epoca fascista”, Marco Forconi chiosa “deturpata da ignoranti e criminali.” Ringrazia poi per la collaborazione “alcuni studenti dell'Università di Chieti, senza il quale contributo storico e tecnico non si sarebbe potuta realizzare tale azione.”
La propria parte per la struttura di architettura razionalista, di pregio storico, per affetto e per cultura, Forconi l'ha fatta e sollecita, in terza persona plurale: “Auspichiamo che le istituzioni preposte possano continuare l'opera di restauro successiva, che richiede strumentazioni al di fuori della nostra portata.” E con roboante marcatura il libraio conclude: “Senza memoria non c'è futuro, senza cultura non c'è identità”.
Forconi non è la prima volta che si attiva per Stella Maris: nel luglio 2010 occupò lo stabile con la speranza di vedere terminati i lavori dell'ultimo lotto, pari a 1mln e200mila euro.
Purtroppo non fu sufficiente il clamore dell'operazione, i manifestini, le promesse dei politici pro tempore della provincia, che si recarono personalmente sul posto, rimasero affabulazioni.
Forconi così negli anni successivi pensò di dedicarsi, piuttosto, a quelle piccole manutenzioni come la pulizia del verde esterno e della Stele storica fascista.
Interventi che ricordano: ancora oggi, dopo vari proclami, incontri, dibattiti, progetti e bla bla bla, il pezzo forte della città di Montesilvano, sito sul mare, resta abbandonato comunque.



