L’Università Popolare partecipa, Giovedì 27 aprile 2017, alle ore 10,00, presso la futura sede del Nuovo Distretto Sanitario in via Di Vittorio - Montesilvano, alla manifestazione delle Organizzazioni Sindacati dei pensionati a sostegno dell’apertura della nuova sede per far cessare i disagi che i cittadini sono costretti a subire quotidianamente nell’attuale sede.
Gli associati chiedono progetti su: Dialisi, Diabetologia, Radiologia, HOSPICE, Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e di tutti i disordini dello sviluppo del bambino nelle sue varie linee di espressione. Un servizio in grado di rispondere ad interventi di assistenza immediata per piccoli interventi (Ambulatori H24) tutte le prestazioni di cui ai codici bianchi e verdi ed infine una Struttura per interventi occupazionali sull’invecchiamento cerebrale (in collaborazione con l’Università “G. D’Annunzio).
L’Università Popolare della Terza Età fa sapere il proprio punto di vista in una nota: “la NUOVA sede con nuovi e rinnovati servizi costituiscano l ’articolazione organizzativa dell’Azienda sul territorio. Ad essi è assegnata la responsabilità di fornire, con riguardo ai rispettivi ambiti territoriali ed alle competenze attribuite, le prestazioni e le attività proprie del Servizio Sanitario in materia di prevenzione, cura, riabilitazione e medicina legale attraverso la gestione ottimale delle risorse assegnate e per il conseguimento degli obiettivi definiti in sede di programmazione dalla Direzione Generale. Con la Legge Regionale di riordino dei Distretti Sanitari e degli stessi Ambiti Sociali si pone l’esigenza di guardare oltre i servizi tradizionalmente già offerti sul territorio. Si tratta di superare una cultura della sanità ospedalocentrica, molto costosa e non in grado di soddisfare pienamente i bisogni dei cittadini. Quindi, occorre realizzare un sistema sanitario integrato che offra maggiori servizi e opportunità; unitamente ad una rete di assistenza domiciliare per alle famiglie.”
Inoltre l'associazione sostiene che “Occorre, pertanto, rivalutare la funzione del medico di famiglia anche attraverso progetti mirati.”



