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CULTURA

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Pubblicato in Attualità

 Martedì 27 giugno alle ore 18 nell'ambito del Letterature Festival Internazionale di Roma saranno annunciati e presentati i tre finalisti del Premio John Fante Opera Prima 2017. 

Pubblicato in Incontri

 di Angela Curatolo

L'Abruzzese Collevecchio nel film di uno dei tre registi del momento: Ridley Scott. “Grande soddisfazione!”

Pubblicato in Cinema

 

Un altro colpo messo a segno dalla guardia di finanza che è riuscita a smantellare un pericoloso giro di usura con l'operazione “porta d’oro”

 

Oggi i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno sottoposto a confisca n. 3 società, n. 11 immobili e rapporti finanziari, per un valore complessivo di stima pari a circa 50 milioni di euro, riconducibili a due soggetti la cui pericolosità sociale deriva principalmente da condotte di estorsione e usura.

 

Le complesse indagini patrimoniali, avviate nell’aprile 2014 e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, hanno consentito di confermare e rafforzare le evidenze investigative acquisite precedenza, in ordine alla abitualità della commissione di condotte illecite e, quindi, alla loro “pericolosità per la sicurezza e la pubblica moralità.”

 

 

Due i protagonisti del giro d'usura: un colombiano (nato a Barranquilla, città nota come “Porta d’oro della Colombia”, di qui il nome dell’operazione), formalmente residente all’estero ma di fatto domiciliato – da diversi anni – in Italia, era già noto agli atti del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma in quanto censito, unitamente al fratello, nella c.d. "Lista Falciani" – l’elenco di soggetti titolari di conti correnti presso la filiale ginevrina della banca HSBC – in qualità di mandatario del portafoglio mobiliare intestato ad una società con sede nelle British Virgin Islands.

 

L'altro soggetto lo stesso risulta gravato – a partire dalla fine degli anni ’70 – da numerosi pregiudizi di polizia, per fattispecie che vanno dall’estorsione, all’usura, alla ricettazione, alle lesioni personali, alla bancarotta fraudolenta, che ne denotano l’evidente propensione a delinquere.

 

Le complesse investigazioni svolte dagli specialisti del G.I.C.O. hanno permesso di ricostruire compiutamente la rete degli interessi commerciali dei proposti e l’entità del patrimonio loro riconducibile, costituito in prevalenza da immobili ubicati a Roma, da società c.d. “esterovestite” – ovvero formalmente non residenti ma aventi la sede effettiva dell’amministrazione in Italia – e da un rapporto finanziario acceso in una banca svizzera. In tale contesto, seguendo le direttive impartite dalla locale D.D.A., le Fiamme Gialle capitoline hanno sviluppato approfonditi accertamenti economico-patrimoniali, riscontrando l’accumulazione di un ingente patrimonio, del tutto incongruente con i modesti redditi dichiarati.

 

 

Infatti, il colombiano, nel periodo 1997-2012, non risulta aver mai presentato alcuna dichiarazione ai fini reddituali, pur risultando a lui riconducibile, direttamente o per il tramite di terzi, un consistente patrimonio societario, immobiliare e mobiliare. Allo stesso, inoltre, era stata già contestata dal Nucleo di Polizia Tributaria di Roma la gestione delle citate società “esterovestite”, dai cui conti correnti, come emerso nel corso delle indagini, venivano attinte somme da elargire a terzi a tassi usurari. In merito, così scrive il Giudice della prevenzione nell’odierno provvedimento di confisca: ”L’elargizione di prestiti a tasso di usura è risultata essere un’attività strutturata, caratterizzata dall’attingimento di provvista finanziaria da conti correnti di società estere, dall’utilizzo di contratti di finanziamento simulati, dal ricorso, se necessario, a minacce nei confronti delle vittime.”

 

L’odierno provvedimento del Tribunale, che fa seguito ai sequestri di prevenzione del novembre 2014 e del settembre 2015, conferma la solidità dell’impianto accusatorio formulato dalla D.D.A., sia per quanto concerne la pericolosità sociale dei due proposti sia in ordine alla manifesta sproporzione tra il patrimonio posseduto e la situazione reddituale, ordinando la confisca dei seguenti beni:  patrimonio aziendale di 2 società con sede nelle British Virgin Islands e a Panama;  quote di 1 società, con sede legale in Roma, esercente l’attività di “compravendita di beni immobili effettuata su beni propri”;  n. 11 immobili siti a Roma;  numerosi rapporti finanziari, per un valore complessivo di stima dei beni sottoposti a confisca di € 49.910.815.

 

Pubblicato in Cronaca

di Amedeo Esposito

sarà creata una sezione al Maxxi di Roma

Pubblicato in Arte

L'appuntamento è per giovedì alle 21 presso il Teatro San Genesio di Roma, situato in Via Podgora 1, in zona Prati.

Pubblicato in Teatro
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