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Aperture Festive in Primavera – Estate 2013 - Nell’ ambito del progetto “Castelli del Molise”, oltre al Museo Nazionale del Molise in Castello Pandone a Venafro e al Castello di Capua in Gambatesa, viene aperto al pubblico il Castello di Civitacampomarano nei giorni festivi dalle ore 9.30 alle ore 18.30 Domenica, 3 Marzo Domenica, 10 Marzo Domenica, 17 Marzo Sabato, 23 Marzo XXI edizione di Giornata FAI di Primavera Domenica, 24 Marzo XXI edizione di Giornata FAI di Primavera
L’apertura del Castello è a cura del personale della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise affiancati da operatori dei Servizi Didattici.
Castello di Civitacampomarano
L’origine del castello è incerta, secondo alcuni occorre risalire al dominio di Carlo d’Angiò (XIV sec.), per altri invece alla seconda metà del secolo XIII. Le famiglie succedutesi nel dominio del feudo furono i Marchisio, i Del Balzo, i Durazzo, i Marzano, i Zurlo, i Di Sangro, i Carafa, i Ferri, i D’Avalos e i Mirelli.
Il fossato originario fu ricolmato nel 1795, per aprire l’attuale strada che unisce l’abitato antico a quello più recente. A seguito del sisma del 1805, una terza torre del Castello, posta sul lato Nord Est, crollò e non fu più ricostruita.
Nel 1809 il castello fu venduto dagli eredi del Conte Mirelli a Gaetano Tetta che nel 1829 lo vendette a sua volta a Giuseppe Roberti di Montefalcone del Sannio.
Attualmente è di proprietà Demaniale ed è stato dichiarato monumento nazionale con D.M. MiBAC del 2 Maggio 1979.
Il complesso in pietra calcarea a pianta quadrangolare, dopo il restauro negli anni 2000-2005, è stato riaperto al pubblico e ospita periodicamente iniziative culturali.
Si erge con i due torrioni nella parte alta del paese, strettamente connesso con le strutture abitative che si distribuiscono sui suoi lati, fatta esclusione di quello meridionale che affaccia su rocce a strapiombo.
L’ingresso, nel passato, era circondato da un fossato e l’accesso era consentito mediante un ponte levatoio. Oggi, riempito il fossato, all’androne del Castello, si accede mediante una scalinata in pietra. L’ingresso del Castello è posto di fronte al Campanile della chiesa di Santa Maria Maggiore, unica struttura rimasta, dell’edificio religioso crollato in seguito al terremoto del 1903.
Sormontano l’ingresso del Castello due stemmi: quello superiore, per l’appunto, è della Famiglia Carafa della Spina, quello inferiore è di Paolo di Sangro, marito di Abenante di Attendolo degli Sforza conti di Cotignola, che gli portò in dote il feudo di Gioia in Puglia
Nel secondo stemma la presenza dei gigli angioini tra gli artigli di un grifone, rivolti verso il basso è il ricordo del tradimento di Paolo di Sangro, nei confronti degli angioini e del ribelle Conte di Carpinone, Antonio Caldora, a favore degli aragonesi nella battaglia di Sessano del 1442. Per il suo appoggio ed il conseguente tradimento, nel 1443, Alfonso I d’Aragona donò il Castello a Paolo di Sangro.
Dal piano dell’androne si scende ai locali seminterrati utilizzati come stalle, cantine, granai, prigioni e sale di tortura.Un sistema di raccolta delle acque piovane era in grado di accumulare in una grossa cisterna ipogea 120.000 litri di acqua. Al piano nobile si accede mediante una scalinata coperta a una rampa. Qui diversi locali tra cui il salone, dove il 21 novembre 1450 venne firmato il contratto di matrimonio tra Cola di Monforte e Altabella Di Sangro.



