11 gravi negligenze contabili, la Regione Abruzzo ha operato “contro i principi di legalità”. Così m5s chiama in causa direttamente il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni per chiedere il commissariamento del Governo D’Alfonso e “salvare l’Abruzzo dall’inefficienza che sta devastando la Regione. “ Firma in Regione Abruzzo la richiesta, in nome dell’articolo 120, comma secondo della Costituzione Italiana. “Sembra di rivivere gli anni precedenti al commissariamento della sanità causata dalle negligenze della Giunta Del Turco. Non hanno imparato nulla!” Esordiscono i cinque consiglieri regionali del M5S Marcozzi, Mercante, Pettinari, Ranieri e Smargiassi “
Per questa ragione, abbiamo deciso di investire del gravoso problema direttamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
“Nonostante i ripetuti richiami di Corte dei Conti e Corte Costituzionale, questa Regione continua ad attuare comportamenti dilatori e omissivi che imprigionano i conti dell’Abruzzo in reiterate violazioni di legge” precisa Sara Marcozzi. Per Marcozzi e suoi, numerose delibere della Corte dei Conti e le sentenze della Corte Costituzionale hanno tentato, invano, di riportare la legalità nell’operato di Regione in Abruzzo in materia di contabilità. Il commento: “nessun Governo regionale ha operato peggio di quello di Luciano D’Alfonso che, seguendo il cattivo esempio ereditato dal precedente esecutivo di centro-destra guidato da Gianni Chiodi, ha fatto sprofondare l’Abruzzo in questa grave situazione di incertezza e instabilità. Lo dicono i fatti, i documenti e lo dice la Corte dei Conti.” Afferma Marcozzi “ci troviamo costretti a chiedere l’intervento di un organo superiore, che riporti in Abruzzo la legalità e ridia dignità ad una regione mortificata dall’arroganza e dal pressapochismo di chi la sta guidando”.
Nel 2012, “748 milioni di euro per ora non hanno ancora permesso la costituzione di un piano di copertura pluriennale (trentennale) relativo all’eventuale e probabile maggiore disavanzo d’esercizio derivante dal riaccertamento straordinario dei residui.”
E poi “pare vedere la Giunta D’Alfonso, anziché impegnata a sanare con celerità le situazioni su descritte, protesa a superare i limiti all’indebitamento per investimenti attraverso il ricorso alle procedure di finanza di progetto, notoriamente nocive per le casse pubbliche. Pensiamo alle condizioni dei nostri ospedali, ci sentiamo ripetere che non ci sono i soldi per migliorarli, ma i soldi non ci sono per l’incapacità di mettere il bilancio in ordine di questo governo che poi vorrebbe regalarne la costruzione e la gestione al privato, arrecando alle casse regioni persino un aggravio di costi - concludono i 5 consiglieri - E dal I Maggio, ai limiti sull’indebitamento si aggiunge il il divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, fino a quando non abbiano adempiuto all’approvazione nel rispetto dei termini dei bilanci di previsione, dei rendiconti e del bilancio consolidato. Questa misura potrebbe pregiudicare la funzionalità di alcuni dipartimenti e uffici e dunque peggiorare i servizi per i cittadini abruzzesi”.
Paolucci replica: non avete a cuore l'Abruzzo
L'assessore regione risponde "voi non avete a cuore le sorti di questa regione, poiché se attuassimo le ricette da loro propalate dovremmo azzerare gli stanziamenti per il sociale e per i trasporti, con conseguenze gravissime sulla popolazione. Il loro modo di fare denota la più totale mancanza di esperienza politica e capacità amministrativa. Sarebbe semplicissimo operare con la scure, ma a pagarne le conseguenze sarebbero i cittadini abruzzesi cui loro dicono tanto di tenere. E allora altro che nuovi ospedali: verrebbero a mancare persino i fondi per i disabili."
"E’ arrivato il momento di dire che chi opera contro la sua regione deve dimettersi." Annuncia "Entro settembre vi sarà finalmente il riallineamento dei conti. Nella legislatura precedente si utilizzavano le economie riprogrammate e le risorse da accantonare per ripianare il disavanzo, operazioni poi bocciate dalla Corte dei Conti; noi abbiamo fatto approvare in Parlamento una legge per spalmare il debito in 10 anni, consentendoci di riuscire a garantire servizi di livello essenziale per le fasce più deboli. Silvio Paolucci, assessore al Bilancio della Regione Abruzzo"
8milioni di penalità per trasporto, D'Alessandro: battaglia vinta
"Otto milioni di penalità per il trasporto pubblico locale, per gli anni 2012-2013-2014, pesavano sul bilancio dei trasporti in Abruzzo. Motivo della sanzione? Il mancato rispetto, per gli anni individuati, di uno dei parametri da cui dipende parte dei trasferimenti da parte dello Stato alla Regione, ovvero il rapporto ricavi/costi: i ricavi da traffico devono remunerare almeno il 35% dei costi pena la decurtazione del fondo. Nel caso dell'Abruzzo questo parametro non era stato rispettato." A comunicarlo è Camillo D'Alessandro consigliere delegato per i trasporti regionali.
L'Abruzzo porta da mesi avanti una battaglia a Roma, che oggi il delegato ai trasporti Camillo D'Alessandro dichiara di essere stata vinta. "Con Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno scorso - spiega D'Alessandro - lo Stato ha rinviato per quest'anno e probabilmente anche per il prossimo, come emerge dalla lettura della norma, l'applicazione delle penalità e questa circostanza ci consente di avere il fondo regionale per il TPL, come lo scorso anno, completamente capiente, per cui potremo, ad esempio, garantire la continuità delle esenzioni dal pagamento degli abbonamenti scolastici per gli studenti con fascia bassa di reddito familiare anche per il prossimo anno scolastico oltre al finanziamento all'esercizio gomma-ferro".
"Sullo sfondo - conclude D'Alessandro - permangono altri problemi, in particolare il contenzioso in corso, che riguarda tutte le Regioni e non solo l'Abruzzo, relativo al mancato riconoscimento dei maggiori costi dovuti alle modifiche intervenute al Contratto collettivo nazionale del lavoro degli autoferrotranvieri, ma anche su questa partita abbiamo posto a Roma e al Ministro Delrio il problema laddove emergesse un obbligo in capo alle Regioni che, secondo i nostri tecnici, non sarebbero tenute in ragione di modifiche alla legislazione nazionale”.



