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Lunedì, 31 Luglio 2017 20:26

Montesilvano/giunta: delusione tra la maggioranza dopo le nomine. FI: “staremo a vedere”

Scritto da di Angela Curatolo
sindaco Francesco Maragno sindaco Francesco Maragno

Il malcontento è palese ma nessun politico pare voglia tornare a casa in tempi di crisi e disoccupazione

 

Il sindaco Francesco Maragno rinomina Paolo Cilli e l'esponente femminile di #Montesilvano2019 in giunta con deleghe all’urbanistica, commercio e alle politiche sociali e politiche casa. Tutto sembra tornato tranquillo, dopo delusioni tra i banchi della maggioranza, tutti sembrano pronti ad accettare la scelta del sindaco che ora fa 'comunella' politica con chi fu causa delle sue dimissioni, poi ritirate, a pochi giorni dall'insediamento. Dopo tira e molla, parole amare e poco gratificanti dette pubblicamente pur di non tornare a casa si abbassa la testa.

A circa venti mesi dalla fine del mandato elettorale, pare che nessuno vuole rinunciare ai gettoni politici e con la scusa delle risposte alla città... In Consiglio Comunale entra l'ex assessore Aurelio Cilli, parente di Paolo. Una carrellata tra i commenti della scorsa settimana per capire meglio e fare il punto della situazione.

“Montesilvano è un grande lunapark.” Commenta Corrado Di Sante segretario provinciale di Rifondazione comunista: “La giunta Maragno è una giostra speciale la Base Ufo, dove si sale e si scende, nel mezzo ci si spara addosso e i concorrenti si illudono di vincere il gettone omaggio grazie alle loro abilità strategiche. Di certo, c’è solo che i gettoni per ogni nuovo giro di giostra lo pagano salato le/i cittadine/i di Montesilvano.” E aggiunge “C’è solo una responsabilità per Francesco Maragno e i suoi scudieri, aver imbastito un’alleanza di interessi in perenne fibrillazione, insomma la solita palude montesilvanese che fa felici i padroni del mattone.”

”#LaChiamavanoRivoluzioneErasoloUnRimpastone“ a battute non è da meno Daniele Licheri segretario regionale SI Ecco i risultati della campagna contro i migranti. Più che #Rivoluzione e un  #Rimpastone. Complimenti a Maragno che premia i dissidenti e complimenti soprattutto a chi si è reso protagonista di una vergognosa campagna razzista che sta da anni ormai rovinando il clima a Montesilvano e che oggi va all’incasso. Insomma tanto rumore per nulla. A Montesilvano serve davvero una rivoluzione ma di altra natura, non certo speculare sulla pelle di gente che sta male, sia italiani sia migranti per modificare qualche equilibrio di giunta. Queste sono solo miserie umane a cui non vorremmo assistere."

 

Mauro Orsini difende ad oltranza le decisioni del sindaco dichiarando guerra a Forza Italia, primo partito votato nel 2014, 5500 voti, “abbiamo assestato un duro colpo nel centrodestra all’invadenza nella nostra città dei partiti politici come Forza Italia e arginato l’ingerenza dei politici pescaresi e abruzzesi che frequentano Montesilvano solo per chiedere voti quando ci sono le elezioni. In futuro saranno le liste civiche a governare il territorio come sta accadendo negli Stati Uniti e di recente in Francia. Forza Italia a Montesilvano è stata fortemente ridimensionata a causa della sua inconsistenza e della sua difficoltà a radicarsi sul territorio; è un partito, come il Pd a sinistra, ridotto ai minimi termini poiché non è capace di intercettare i bisogni della gente.” Per il presidente commissione llpp “Il rimpasto in Giunta si è reso necessario poiché Forza Italia è un partito debole che conta tre consiglieri ma che detiene (ingiustamente sotto l’aspetto politico) cinque posizioni nelle Istituzioni” Afferma ”Forza Italia a Montesilvano ha subito un ridimensionamento e ha perso i suoi consiglieri perché attua una politica verticistica e non ha il contatto con la gente.”

“Per il bene dell'amministrazione il sindaco ha ritenuto cosi e noi stiamo a guardare.”  Risponde Carlandrea Falcone, Coordinatore cittadino di Forza Italia, al telefono. Altri esponenti del partito pensano “non dura” questo sodalizio e sperano che il sindaco possa ritornare a riflettere sugli assetti. Sulle posizioni istituzionali, Forza Italia precisa, “quello che abbiamo ci spetta ci hanno votato, è il primo partito della città”. Insomma il boccone amaro FI se lo farebbe scendere purchè non si esageri, a settembre nel caso si sottraggano altre poltrone a vantaggio del gruppo di Aliano, potrebbe cominciare a cambiare la scacchiera in Consiglio counale. Tutto ok per le super deleghe in capo ad un solo membro di giunta quindi. Sorpresa per la scelta di trasferire la delega del sociale da De Martinis alla nuova assessora, “se fa meglio, - chiosa Falcone – lo vedremo, lo speriamo”.

Enea D'Alonzo, ora cavaliere solitario nella lunga notte dell'amministrazione, fa le proprie considerazioni con ironia: “Montesilvano e caccòs è GIUNTA al termine.” E spiattella: “Erano state richieste 4 poltrone, magari anche 3, ed alla fine dello 'stancheggio' del gruppo riconducibile a Sospiri, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale ma convinto oppositore del suo stesso partito sul territorio, tutto sembra risolto nella maggioranza. Sarà tranquillo il ribelle De Landersert, uscito dalla porta ed appostato sempre alla finestra. Cosa dirà, a questo punto, il capogruppo Aliano per giustificare il suo rientro in maggioranza, lui che ha ricoperto l'incarico di presidente della vigilanza, carica che spetta alla minoranza, lui che aveva denunciato la manifesta incapacità di questa maggioranza su tutti i giornali, lui che ha condotto numerose battaglie che si son risolte con un nulla di fatto, lui che aveva scritto che mandava  qualcuno a spaccare 'i sassi di Matera', dopo il silenzio tombale da un mese a questa parte, con astensioni programmate, adesso reciterà il ruolo di convinto sostenitore della maggioranza tanto criticata.” E rileva che per la candidatura sindaco per il 2019, se ne contano già 5 nella stessa maggioranza. Mentre le voci di corridoio dicono che Maragno vuole fare il deputato, “L'unica che rimarrà all'asciutto è  il sottosegretariato della giustizia Chiavaroli che, attonita, in silenzio sta.”

Per farla corta e breve: il carrozzone va avanti da sé.

chiacchiere da ape