In precedenza l'aula aveva dato il via libera con 181 sì e 107 no, la risoluzione, presentata sempre dalla maggioranza di governo, sulla deroga contabile ai vincoli imposti dal pareggio di bilancio. "Il Senato approva il quadro economico-finanziario della prossima legge di bilancio. Un voto all'insegna di responsabilità e stabilità", così Paolo Gentiloni commenta il voto su twitter.
"Rivedere gradualmente il meccanismo del cosiddetto super ticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico".
E' uno degli impegni che la maggioranza chiede al governo nella risoluzione sulla nota di aggiornamento al Def. Nel triennio 2018-2020 la risoluzione chiede "un complesso di interventi in materia sanitaria" compreso un incremento delle risorse in conto capitale per gli investimenti in sanità.
Intanto alta tensione tra governo ed Mdp dopo lo strappo di ieri e le dimissioni del viceministro all'Interno Bubbico. 12 senatori di Ala hanno votato insieme alla maggioranza a favore di entrambe i documenti. Per l'occasione è tornato a Palazzo Madama, dopo molto tempo, anche Denis Verdini. C'è da annoverare l'errore del senatore del Movimento 5 Stelle Nicola Morra: ”Ho votato per errore... errore materiale" motiva il suo voto favorevole alla risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento al Def, passata a Palazzo Madama con il sì di 164 senatori.
I numeri della legge di Bilancio sono stati presentati dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan
Ecco in sintesi i numeri della prossima manovra:
- NEL 2018 338 MLN PER ASSUNZIONI GIOVANI, POI SI SALE: la dote iniziale per il nuovo 'bonus giovani' è di 338 milioni, che diventano 2,162 miliardi l'anno successivo e quasi 4 miliardi nel 2020. Nel pacchetto 'competitività e innovazione' vanno inclusi gli incentivi di 'Impresa 4.0' alle imprese, da super e iperammortamento al nuovo credito d'imposta per la formazione 4.0, che hanno effetti sui conti a partire dall'anno successivo a quello dell'entrata in vigore delle misure.
- LOTTA A POVERTA', 2,7 MLD IN PIU' IN 3 ANNI: per la coesione sociale, e il finanziamento del nuovo reddito di inclusione che rappresenta il principale strumento di lotta alla povertà, il governo mette sul piatto 600 milioni in più nel 2018, 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020.
- 2,6 MLD A POLITICHE INVARIATE, ANCHE RINNOVO STATALI: per finanziare le misure già in vigore, che hanno bisogno però di nuovi fondi, ci saranno 2,6 miliardi nel 2018 che diventano circa 3 miliardi nel biennio successivo. Questa voce include anche le risorse necessarie a garantire il rinnovo del contratto degli statali, con gli aumenti medi di 85 euro al mese.
- A INVESTIMENTI PUBBLICI 300 MLN 2018, 1,3 MLD 2019: più fondi in arrivo anche per il capitolo 'sviluppo' che si articola principalmente negli investimenti delle amministrazioni centrali e locali. In arrivo 300 milioni aggiuntivi nel 2018, 1,3 miliardi nel 2019 che salgono ancora a 1,9 miliardi nel 2020.
- TAGLI SPESA PER 3,5 MLD, 5 DA EVASIONE. AVANTI WEB TAX: riduzione di fondi e trasferimenti e la spending review dei ministeri (1 miliardo l'anno) dovranno portare 3,5 miliardi di coperture. Altri 5,1 miliardi arriveranno dalla lotta all'evasione, in particolare dell'Iva. Apertura di Padoan anche in direzione dell'introduzione della web tax, dopo il primo passo fatto in 'manovrina' in aprile.



