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Sabato, 30 Dicembre 2017 15:10

Montesilvano, "cancellata dalle mappe", Di Stefano ripropone referendum grande Pescara

Scritto da Reden

"Si potrebbe riproporre ai cittadini la scelta, spiegando bene loro tutte le implicazione positive e/o negative, in quanto tale decisione varrà anche per il futuro, affinché si possa dare un voto, Partecipato e pienamente consapevole." La proposta di Gabriele Di Stefano sulla grande/nuova Pescara.

 

Parla di mancanza di un "Voto informato", "garantito, da un campagna referendaria esclusivamente dedicata all’approfondimenti delle implicazione che tale scelta avrebbe comportato per il futuro dei comuni, che si sarebbero fusi per formare la Grande Pescara."

"Andando a votare soltanto per il referendum in una giornata ad esso dedicata, con una campagna informativa adeguata, non solo i risultati, ma anche la stessa partecipazione alle urne sarebbero state diverse. Risultati che proprio per tale motivo appaiono precari e inaffidabili, soprattutto nei comuni destinati a scomparire, Montesilvano e Spoltore, dove non sono stati così schiaccianti da poter essere usati come fondamenta solide per una manovra legislativa di tale portata destinata a mutare il territorio e la vita degli stessi cittadini. " Il consigliere comunale di Montesilvano ribadisce che è "scellerata ipotesi" fondere i tre comuni costieri, Pescara, Montesilvano e Spoltore, fatta per un paventato “miglioramento” dell’efficienza socio/economica, in realtà affonda le radici in un episodio del passato realizzato a drammatico scapito di altri comuni."

 

E ricorda la storia di Pescara e Castellamare Adriatico che "era un comune, autonomo e dotato di una sua identità, che occupava la sponda nord del fiume Pescara: quella che oggi rappresenta il cuore pulsante come Piazza Salotto, la Stazione ferroviaria e la sede del Municipio. Nel costruire l’opportunità di far diventare Pescara provincia, Castellamare accetta una fusione (analoga nelle procedure a quella proposta a Montesilvano e Spoltore), ottenendo cosa? La cancellazione dalla faccia della storia di questo comune, oggi dimenticato e perso nella leggenda sconosciuta…"

E afferma "Questo si propone, ancora una volta a Montesilvano e Spoltore: sacrificare la loro storia, identità, essenza, per fare spazio alle mire espansionistiche di un comune che oggi non può essere di certo annoverato come virtuoso”.

Di Stefano rimarca: "Il tutto fatto ingannando le popolazioni confinanti così come avvenne, quando i comuni sulle due sponde opposte del fiume, si fusero nel 1927. Castellammare Adriatico contava circa 1.500 abitanti ed oggi il 90% della popolazione di Pescara non ne conosce l’esistenza. Montesilvano inoltre, vive uno sviluppo eccellente dell’industria turistica, premiata ai massimi onori della cronaca con la Bandiera Verde (mare a dimensione di bambino) ospitando per due anni consecutivi la cerimonia nazionale d’assegnazione, è in corsa per la Bandiera Blu ed ha frenato i mostri che negli anni precedenti ne minavano l’integrità ecologica (esempio la messa in sicurezza dell’Ex discarica di Villa Carmine). Tutti questi benefici vanno donati a Pescara? In cambio di cosa?"

"La cancellazione dalle mappe e dalla storia per Montesilvano?"

"Nel 1927 per permettere a Pescara di diventare provincia, ingannando i residenti di Castellammare Adriatico, fusero i comuni, favorendo i primi a scapito dei secondi che furono letteralmente cancellati dalla storia; i cittadini di Montesilvano e Spoltore ciò l’hanno percepito? Perché il referendum questa pagina di storia, abilmente, non lo riportava, e gli “ignari” cittadini, all’ora come oggi, pagano il prezzo della loro ingenuità e superficialità. Montesilvano e Spoltore nel futuro, continuando ai ritmi attuali, possono crescere e raggiungere livelli d’eccellenza, sia funzionale che economica: perché cedere questa indiscussa risorsa al comune di Pescara?"

"Pescara, oggi come nel 1927, è l’unica che vedrebbe accrescere il suo prestigio, fagocitando risorse e territori che con fatica hanno amministrato altri, tra l’altro mantenendo il nome “Pescara”. Pertanto in merito alla fusione tra i comuni di Montesilvano, Pescara e Spoltore per dare vita alla ”Grande Pescara”, continuo a ribadire che sono contrario e che intendo continuare a lavorare per una “Grande Montesilvano” e non per una Montesilvano che si trovi ad essere una nuova “periferia di Pescara”."

"Sono contrario sia nel metodo utilizzato per la consultazione referendaria, che nel merito della questione. Nel metodo, i cittadini sono stati chiamati alla consultazione referendaria, all’interno di una consultazione elettorale, che comprendeva: regionali, comunali ed europee e quindi non hanno potuto contare sugli approfondimenti che erano necessari per dare un voto informato." 

Ultima modifica il Domenica, 31 Dicembre 2017 00:29