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Sabato, 06 Gennaio 2018 16:57

Epifania, nome erudito, Befana la forma dialettale della parola.

Scritto da di Angela Curatolo

La calza, il carbone, la vecchia con la scopa, curiosità da scoprire.

Una leggenda narra che, quando Gesù venne al mondo, lei non volle andare a fargli visita di notte assieme ai pastori. Preferì andarci da sola la mattina seguente, portando con sé un cesto di dolci. Ma quando giunse alla grotta non vi trovò nessuno, per cui da quel giorno la Befana non si dà pace e si ferma in ogni casa alla ricerca di bambini sperando di trovare tra questi anche il piccolo Gesù. Così si legge nel libro di Fabiola Marchet, Leggende,Superstiziosi e tradizioni.

La festa della Befana ha origine nelle “Sigillaria”, feste in onore del dio Giano, gennaio, della dea Strenia, strenna. Si celebrava nell’antica Roma l’inizio dell’anno scambiandosi doni, statuette chiamate sigilla in oro, argento, argilla o bronzo per gli adulti, e di pasta dolce per i bambini.

La storia della vecchietta sulla scopa matura nel Medioevo: i giorni di semina , i più importanti, quelli tra Natale e il 6 gennaio per i poli del Nord europa, il sostentamento di tutto l'anno proveniva dal raccolto e i contadini credevano che, per tutte le dodici notti fino all’Epifania, Diana, la dea della fertilità, assieme ad altre donne, volasse sopra i campi appena seminati per renderli fruttuosi. Nei tempi bui la Chiesa bollò come credenza pagana e vietò questa celebrazione. Diana, da dea della fertilità diventò strega su una scopa, che premiava i buoni e punivi i cattivi. Per questo Epifania, termine più erudito, significa 'apparizione di una divinità', deriva dal greco.

Se l'epifania era un termine in uso solo tra gli intellettuali, la befana era popolare, così la chiamava la gente.

Una vecchietta vestita di stracci e scarpe sfondate che sulla scopa porta i regali ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi.

E se qualcuno si chiedesse perchè il carbone? Si pensi ai fantocci bruciati assieme all’anno vecchio con le marachelle dei bambini.

La calza appesa la notte tra il 5 e il 6 gennaio deriva dal corno dell’abbondanza simbolo di ricchezza, concordia e felicità.

Oggi è una festa cattolica. La stella che guidò i re Magi dall’Oriente a Betlemme, il battesimo di Gesù nel Giordano e la trasformazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana, sono i tre episodi legati al 6 gennaio ricordati dalla Chiesa delle origini. Nel tempo il 6 gennaio divenne il giorno per ricordare il lungo viaggio dei Re Magi per portare i doni a Gesù.

Nel 1977, per cercare di eliminare i ponti festivi, il governo italiano proclamò una legge che eliminava questa festa, ma dopo quasi un decennio di proteste da parte dei cittadini italiani, venne reintrodotta.

Ultima modifica il Sabato, 06 Gennaio 2018 17:22