Alla Conferenza Stampa interverranno anche rappresentanti delle associazioni che hanno partecipato attivamente alla costituzione del Comitato promotore.
In mancanza di un progetto "condivisibile e condiviso la Giunta regionale non potrà finanziare il recupero e il restauro del Teatro romano". Teramo nostra ricorda che la clausola sarebbe riportata nel protocollo d'intesa tra Fondazione Tercas, MIBACT, Provincia e al Comune, che sollecitò lo studio di Fattibilità affidato al gruppo di esperti coordinato dal Prof. Giovanni Carbonara.
Il progetto, "approvato all'unanimità dal Consiglio comunale e che conseguentemente il Comune avrebbe dovuto acquisire palazzo Salvoni, impegno non mantenuto" e " la passata Amministrazione comunale ha mostrato totale disinteresse non prevedendo nessun impegno in bilancio e omettendo l’avvio del procedimento espropriativo" afferma "a fronte della volontà manifesta e subdolamente espressasi dalla classe politica di potere di tenere fuori i cittadini dal destino del Teatro Romano, ora più che mai, la parola passi ai cittadini".
"Lo scorso 8 marzo presso la sede del Comitato di Quartiere di San Berardo a Teramo si è costituito il Comitato promotore del Referendum comunale perché i cittadini, da sempre tenuti fuori da ogni decisione sui destini del Teatro romano possano finalmente esprimersi e dare alla classe politica teramana una grande lezione di democrazia e di partecipazione attiva." I dettagli in conferenza.






