Ritorna esigenza su Piano traffico per fare cose per bene
In molte città “isola pedonale è diventata biglietto da visita da offrire e da sfruttare in termini non solo turistici, ma anche come offerta culturale e sociale.” Così esordisce la lettera aperta al direttore dell'Avv. Giampiero Sartorelli il presidente Automobile club Pescara.
“Riaprire Corso Vittorio al traffico veicolare a doppio senso, anche se con un limite di velocità, pensiamo sia molto pericoloso per l’incolumità delle persone: non vi è lo spazio sufficiente, non vi sono barriere protettive, si creeranno situazione di grave pericolo che sconsiglieranno l’uso della strada.” Si legge “Tutto tornerà come prima, con l’aggravante che, abbandonata dai pedoni, dai ciclisti e dalle mamme con i bambini, la strada sarà fagocitata dai soliti “pirati”, che la utilizzeranno per le loro corse sfrenate e senza controllo, con il prevedibile “parcheggio selvaggio”, sperando come sempre di farla franca.” “Se correttamente progettata e ben inserita nel contesto urbano, la zona produce notevoli effetti positivi: dalla riduzione dell’inquinamento, sia di polveri sottili che acustico, al non disprezzabile aumento dell’uso dei mezzi pubblici. “ Aggiunge “E’ però evidente come questa non sia la filosofia dell’attuale Amministrazione Comunale della nostra città che, dopo la parziale riapertura dell’area e dopo mesi di inutili discussioni, ha infine ripristinato il doppio senso su corso Vittorio Emanuele.”
Senza “ sterili polemiche”, sostiene Sartorelli “prima di apportare modifiche sarebbe stato necessario munirsi di un piano del Traffico, per cui le scelte operate sono minate da una evidente lacuna regolamentare, mancando quello strumento non solo indispensabile, ma addirittura obbligatorio. Senza di esso, nessuna modifica alla viabilità può definirsi appropriata, corretta, valida.”
“In attesa del Piano (sarà mai pronto!!!), la Giunta avrebbe dovuto astenersi da interventi che incidono notevolmente sul flusso circolatorio (e questo vale anche per altre zone della città), le cui conseguenze non sono assolutamente verificabili a priori.”
Una considerazione: “il tanto osannato Centro Commerciale Naturale, di cui anche oggi si parla, avrebbe necessità di maggiori aree pedonali, non di zone miste auto-pedoni-biciclette, con quel che potrebbe conseguirne in termini di sicurezza.”
“Ma quello che più meraviglia è il fatto che negli ultimi mesi si è parlato di cattiva qualità dell’aria e delle gravi conseguenze sulla salute dei cittadini, incolpando la forte presenza di auto, che però, giova ricordarlo, sono solo parte del problema.
Allora, se il problema è la salute, non vi è spazio per interessi di parte, siano politici o di categoria: dovere di chi amministra è quello di tutelare i propri concittadini.
Come Automobile Club ci battiamo da anni per una mobilità sostenibile, pertanto non deve sembrare contraddittorio il nostro invito a ridurre la presenza di auto sulle strade.”
“Riteniamo che essere vicini agli automobilisti significhi anche saper gestire al meglio la mobilità, fornendo parcheggi, servizi pubblici efficienti, migliore qualità dell’aria, offrendo soluzioni condivisibili e razionali che aiutino i cittadini.”






