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Mercoledì, 11 Novembre 2015 01:00

GABRIELE D’ANNUNZIO E LA FIGLIA RENATA

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I rapporti che Gabriele d’Annunzio ebbe con i figli è uno dei temi più controversi della complessa e contraddittoria personalità del grande poeta abruzzese, anche a causa della scarsa conoscenza dei documenti, lettere soprattutto, che risultano, nella monumentalità degli scritti sul Vate, quelli più attendibili per definire un quadro il più possibile veritiero.

 

Un nuovo, ponderoso volume di Franco Di Tizio, tra i biografi e studiosi dannunziani tra i più prolifici, attenti e documentati con una ventina di pubblicazioni al suo attivo, chiarisce definitivamente i rapporti di d’Annunzio con la figlia Renata, nata nel 1893 da una relazione adulterina con la contessa Maria Gravina, allora trentenne, moglie del conte Guido Anguissola di San Damiano.

In Gabriele D’Annunzio e la figlia Renata. Carteggio inedito (1897-1937), pubblicato da Ianieri Editore, che porta una prefazione del noto dannunzista Umberto Russo, Di Tizio ricostruisce, attraverso le molte lettere che si scambiarono il poeta e la figlia Renata, registrata all’anagrafe come Eva Adriana Renata, che da piccola venne chiamata dal padre col vezzeggiativo Cicciuzza e poi Sirenetta, il loro lungo e travagliato rapporto, dai tempi del collegio della ragazza a Firenze, al periodo, nel 1916, dell’amorevole assistenza di Renata al padre a Venezia, dopo l’incidente all’occhio destro e la contemporanea stesura del Notturno, ai burrascosi anni dopo il matrimonio, all’inizio molto contrastato dal padre, di Cicciuzza con il tenente di vascello Silvio Montanarella e le difficoltà economiche che accompagnarono a lungo la loro vita.

Di questo e di altro si parlerà domani, giovedì 12 novembre, alle ore 17.30 al Mediamuseum di Pescara, nel corso della presentazione del volume di Di Tizio, organizzata dalla Fondazione Edoardo Tiboni per la Cultura e dal Centro Nazionale di Studi Dannunziani, con la partecipazione dell'autore, di Edoardo Tiboni, Umberto Russo e Dante Marianacci. Nel corso della serata gli allievi della Scuola di Teatro del Mediamuseum (diretta da Rossella Mattioli e Paolo Rosato) Angela Centurione, Maya Di Lorenzo e Lorenzo Tarabborrelli, leggeranno alcune delle lettere più significative contenute nel volume.