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Sabato, 14 Novembre 2015 14:46

Da Tours all'Abruzzo, le leggende di San Martino

San Martino è la festa dell'abbondanza rappresentata da una cornucopia, il corno dell'abbondanza, simbolo di benessere, fertilità, fecondità e felicità.

 

San Martino di Tours fu uno dei santi più popolari dell'Europa occidentale, molte chiese e parecchi comuni presero il suo nome. E' considerato il patrono dei soldati e la sua festa si celebra l'11 novembre.

La tomba del santo si trova nella cripta della basilica di San Martino, a Tours, comune della Francia, punto di partenza per la visita dei famosi Castelli della Loira.

Secondo la leggenda, a sua sorella piacevano parecchio i giovanotti. Martino, per controllarla a vista, la voleva sempre con sé anche durante le predicazioni, tanto da trasportarla sulle spalle se lei si stancava di camminare. Una volta, la sorella chiese al santo che aveva urgenza di appartarsi dietro ad una siepe per “sbrigare un bisognino”. Dietro la siepe c’era un bel giovane a cui la donna aveva dato appuntamento…e consumarono l’incontro. 

Dopo qualche tempo, Martino, con la sorella sulle spalle, cominciò a sentire un peso sempre più gravoso perché quella ingrassava. Infine s’accorse che stava per diventare zio.

Per questo motivo il santo simboleggia chi è costretto a sopportare i tradimenti, quindi è il protettore dei mariti infelici. Il significato popolare di cornuto indica la vittima del tradimento erotico.
A rigore di termini il “cornuto” dovrebbe essere l’altro, chi tradisce..., (essendo le corna simbolo tra l’altro di potenza virile). Le corna simboleggiano potenza, luce (nella tradizione giudeo-cristiana), aggressività. Anticamente nel mese di novembre si celebravano 12 giorni di sfrenata festa pagana, di tipo carnevalesco, durante i quali avvenivano spesso gli adulteri.
I mariti traditi venivano fatti oggetto di scherno e di una vera caccia, sia pur simulata, nella quale essi dovevano interpretare il ruolo del cervo, animale dalle ricche e ramificate corna.

Un’altra famosa leggenda è quella dell'estate di San Martino che, dal punto di vista meteorologico, corrisponde ad un periodo particolarmente mite.
Narra la leggenda che Martino incontrando un viandante infreddolito, aveva tagliato il suo mantello in due per dividerlo con l'amico.
Venne successivamente ricompensato da Dio con una bella giornata di sole.

Nella tradizione abruzzese, San Martino è il protettore del vino e una leggenda narra un episodio della sua vita per spiegare questa investitura. Martino era uno che si ubriacava sempre, un ubriacone. Una sera d'inverno era caduta un po' di neve, faceva molto freddo e Martino si era ubriacato.

In quei giorni la moglie era incinta e stava per partorire. Mentre tornava a casa, gli venne uno scrupolo di coscienza. Disse fra sé e sé: 
Se torno a casa e vado a coricarmi accanto a quella poveretta, così intirizzito dal freddo e ubriaco, la faccio soffrire. Per questa sera dormo giù nella nostra cantina.
E così fece.

Entrò nella sua cantina e si accovacciò in una nicchia scavata dentro il muro, proprio dietro una grande botte. La notte, a causa del freddo, morì! Quando la sua anima giunse davanti a Dio, riconoscendo che lui era morto per non fare del male alla moglie, lo fece santo.

Invano la moglie lo aspettò…, del marito non ebbe più notizie! Dal giorno della sua scomparsa cominciò ad accadere un fatto miracoloso: da quella grande botte che lei teneva in cantina, più vino espelleva e più ce ne ritrovava! La notizia nel frattempo si propagò. Vennero il prete e la gente del paese per vedere quel miracolo. Il prete volendo sincerarsi, osservò bene la botte, sotto e sopra, davanti e dietro e che trovò? Vide il corpo del santo dentro la nicchia e dalla sua bocca era spuntata una vite e questa vite era entrata dentro la botte. 
E quando guardarono dentro la botte, videro che questa vite aveva fruttificato l’uva che diventava vino da sola.
Allora dissero: "Solo un santo può fare un miracolo come questo!" E vi costruirono una chiesa. Ecco perché San Martino è il patrono del vino.

Altra usanza..., quando si lavora il pane o si fanno i dolci, si utilizza questa frase: San Martino lo accresce. Questa frase è un porta fortuna per favorire una buona lievitazione da parte del santo dell’abbondanza...Martino!

“Lu Ramajette"

L'11 novembre, a Torrevecchia Teatina CH, l’Associazione il Laboratorio Tradizioni d’Abruzzo “Lu Ramajette”, che ricerca, pratica e ripropone le tradizioni popolari dell’Abruzzo, in collaborazione con la CTT “Compagnia Tradizioni Teatine” ha rievocato la festa di San Martino, nella nuova sede del palazzo ducale. Nell’auditorium del Palazzo Ducale, il professor Francesco Stoppa ha fatto una conferenza per illustrare il significato di questa festa, oltre alla visita al Museo del Costume Tradizionale Abruzzese. La cena di magro cucinata dai soci è stata servita con gli abiti tradizionali. Minestra di legumi, zucca con patate e bastardone, seppia con verdura, insaporiti con olio nuovo e per rispettare il proverbio “A San Martino ogni mosto diventa vino”, i cibi sono stati accompagnati dalla degustazione del rosso Montepulciano, vine nòve rosce, offerto da un produttore locale. Infine i dolci tradizionali, Le cose doce fatt ‘a la casa…”li dulce”, (crostata con marmellata di scrocchiata…, ferratine e dù casctàgn’ abbruschilìte.

La serata calda ha coinvolto tutti i presenti a ballare e cantare nel cortile, accompagnati da lu dubotte, (strumento caratteristico, una specie di organetto), tamburelli, nacchere, e lu vurre vurre, (un tamburo con un’asta al centro che con movimento verticale emette un suono cupo con una sola nota), la zampogna e la ciaramella.
Per concludere la festa… un saltarello e l’immancabile quadriglia.

Sono semplici soddisfazioni per distrarsi dalla noia e abitudini quotidiane.