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Mercoledì, 18 Dicembre 2019 19:08

Natale: le origini delle tradizioni e dei simboli

Scritto da di Angela Curatolo.

Dies Natalis Solis Invicti da qui nasce il Natale, e significa “giorno della nascita del sole invincibile”, rinascita del nuovo sole all’orizzonte a seguito della sua scomparsa nel giorno del solstizio d’inverno (21 dicembre, il giorno più corto dell’anno). Il 25 dicembre, infatti, il sole risale all’orizzonte come risvegliato dalle tenebre. Da quel dì le giornate si allungheranno.

 

E' ogni popolo lo festeggia conferendo significati, seppur diversi, tutti proiettati sulla rinascita.

Gli antichi Romani, tra il 17 e il 24 dicembre, celebravano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell’agricoltura. In questo periodo si sospendevano le attività quotidiane e le guerre in corso, si scambiavano regali (strenne), si organizzavano sontuosi banchetti, si facevano scherzi e si praticavano giochi. Tutto questo serviva a propiziarsi la divinità e a far rinascere la natura rigogliosa.

Quando l’imperatore Aureliano, nel 274 d.C., stabilì che il 25 dicembre si sarebbe festeggiato il dio Sole, si consolidò anche la tradizione celtica del ceppo. Il legno di quercia, doveva essere bruciato per dodici giorni consecutivi, e dal modo in cui bruciava si interpretava l’andamento del nuovo anno. Secondo alcune credenze ardere il ceppo significava allontanare la negatività, il male, le malattie. Si riteneva inoltre che le ceneri del ceppo proteggessero la casa dai fulmini e dagli incendi. Forse dal ceppo deriva anche l’usanza di addobbare l’abete e le strade con luci e candele. Il Ceppo è l'usanza che si diffuse nei paesi Scandinavi e aveva luogo precisamente la Vigilia di Natale, quando il capofamiglia - con un brindisi- bruciava nel camino di casa un grosso tronco di legno, che poi veniva lasciato ardere fino all'Epifania, come nel'antichità, i resti del ceppo venivano poi conservati per il buon auspicio del raccolto, l'allevamento, la fertilità delle donne e degli animali e la salute e che proteggesse dai fulmini e spesso venivano riutilizzati per accendere il ceppo dell'anno successivo.

Nel IV secolo d.C. la Chiesa stabilì che il 25 dicembre, venisse invece celebrata la Natività. Così il Natale è come lo conosciamo oggi, sino ad arrivare ad allestire l’albero e il presepio, simboli della vita e della luce. Il personaggio amato, dai bambini e anche dai più grandi, è Babbo Natale. la tradizione Cristiana attribuisce la sua origne in San Nicola, un vescovo di famiglia ricca che amava distribuire doni.

I popoli germanici parlano di Odino a caccia e durante il solstizio era solito portare doni ai bambini che lasciavano accanto al camino stivali pieni di carote e paglia per sfamare i suoi animali. Per alcuni folletti, fate e gnomi o addirittura Re Magi sarebebro i pionieri della tradizione.

In ogni caso Babbo Natale non è di origine americana, la figura è così bella e appassionante che porta gioia nella notte del sole che rinasce. L’uso della slitta trainata dalle renne di Babbo Natale, come ricorda Fabiola MArchet nel suo libro sulle tradizioni e superstizioni, si attribuisce a una fiaba-poesia di Clement Clarke Moore, pubblicata nel 1870 con il titolo A visit from St. Nicholas, che incontrò un ampio consenso da parte dei lettori, e che a un certo punto fa così:

"…Fu in quell’istante che vidi arrivare una slitta minuscola, trainata da otto piccole renne, e guidata da un vecchio cocchiere, vispo e allegro: Era St. Nick!"