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Venerdì, 25 Settembre 2020 17:50

1.912 i nuovi casi di coronavirus in Italia e 20 morti.

Scritto da A.C.

Scuola, ecco il protocollo in caso di sintomi sospetti. Intanto De Luca annuncia che chiuderà tutto se la situazione di aggrava.

Sono 1.912 i nuovi casi di coronavirus in Italia, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 20 morti, che portano il totale a 35.801 dall'inizio dell'emergenza.

Scuola e sintomi sospetti: protocollo.

"In presenza di sintomi sospetti", fra cui oltre 37,5 gradi di febbre, "il pediatra o il medico famiglia richiede tempestivamente il test diagnostico" per la diagnosi di Covid-19 a studenti e operatori scolastici" e lo comunica al Dipartimento di prevenzione, o al servizio preposto sulla base dell’organizzazione regionale". Lo prevede il ministero della Salute nella nuova circolare della Direzione generale della Prevenzione sanitaria, che traccia gli "scenari più frequenti rispetto al verificarsi di casi e focolai di Covid-19 nelle scuole" e dà le "indicazioni sia per il contenimento dell’epidemia che per garantire la continuità in sicurezza delle attività didattiche ed educative". In caso di sintomi sospetti, dunque, deve essere sempre tempestivamente eseguito il tampone o, quando disponibili, altri test per la diagnosi di Covid-19 in studenti, insegnanti e operatori scolastici, che - sottolinea la circolare - hanno una corsia preferenziale.

4 scenari

Nel testo vengono descritti quattro scenari, che "concorrono a definire un 'caso sospetto', anche sulla base della valutazione del medico curante" e cioè se "un alunno presenta un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5 gradi C o sintomatologia compatibile con Covid-19" a scuola o a casa, e se "un operatore scolastico presenta un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5 gradi C o sintomatologia compatibile con Covid-19" a scuola o al proprio domicilio". Il pediatra o il medico richiedono il test diagnostico, il Dipartimento di prevenzione, o il servizio preposto sulla base dell’organizzazione regionale, provvede all’esecuzione. Se il caso di Covid-19 viene confermato, il Dipartimento "si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti". Dopo "la conferma di avvenuta guarigione, con l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore, l’uno dall’altro, risultati negativi, il pediatra o il medico di famiglia rilasciano l'attestazione di nulla osta all’ingresso o al rientro in comunità'". In caso, invece, "di patologie diverse da Covid-19, con tampone negativo", l'alunno o l'operatore rimarranno comunque a casa fino a guarigione clinica, seguendo le indicazioni del pediatra o del medico che "redigerà una attestazione che il soggetto può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per Covid-19, come disposto da documenti nazionali e regionali".

De Luca avverte: in caso si aggravi la situazione, chiudiamo tutto

"Se vogliamo convivere con il Covid tenendo aperte le attività economiche, dobbiamo rispettare rigorosamente le regole e sottoporci a qualche piccolo sacrificio. La mascherina va indossata sempre quando si è fuori, e sulla bocca. Se non sarà così, e tra 3 o 4 giorni verificheremo con i nostri epidemiologi che la curva del contagio, anziché stabilizzarsi o scendere si aggrava, noi chiuderemo tutto. Se l'alternativa è passeggiare in allegria o avere i morti per strada, io credo che non ci siano dubbi sulla scelta da fare". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta Facebook.

Ultima modifica il Venerdì, 25 Settembre 2020 18:03

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