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Martedì, 20 Ottobre 2020 15:35

Montesilvano. Le ragioni della strage dei pini dell'ex FEA in commissione vigilanza

Scritto da Angela Curatolo
opposizione PD e M5S opposizione PD e M5S foto Angela Curatolo

Opposizione: "perchè non è stata fatta una perizia ulteriore prima di abbattere 114 alberi, per sentire un'opinione diversa?"

Sono stati convocati questa mattina in Commissione vigilanza e garanzia il Rup, responsabile del procedimento, e il consigliere delegato ai lavori pubblici Valter Cozzi, solo quest'ultimo presente, per alcuni chiarimenti sulle ragioni della 'strage' di 114 alberi ubicati dietro l'ex FEA, un patrimonio ambientale e economico svanito nel volgere di pochi giorni.

Subito dopo la seduta l'opposizione, insieme al presidente regionale di Italia nostra, Mimmo Valente, e la dottoressa in scienze Forestali Caterina Artese, in veste di tecnico, hanno riferito, in una conferenza direttamente sul posto, quanto appreso in commissione.

"Esisteva già un progetto originario che prevedeva interventi sugli alberi", così Antonio Saccone, PD, presidente della Commissione, ha riportato quanto dichiarato da Cozzi sulla vicenda.

E' spuntata la perizia dell'agronomo, letta dall'opposizione che ha chiesto, data la delicata situazione: "perchè non è stata fatta una perizia ulteriore, per sentire un'opinione diversa?"

In attesa di capire il perchè di questa mancanza, quello che è stato ribadito oggi è: "non ha subito variazioni rispetto a quello approvato e finanziato dall’ex giunta Maragno. Un progetto di riqualificazione che prevedeva un mercato permanente, un campo sportivo, area giochi e un parcheggio. E per ora, i lavori sono iniziati e annunciati sono per la realizzazione del parcheggio. Abbiamo inoltre appreso che l’abbattimento degli alberi è indipendente da quello che si verrà a realizzare, essendo la conseguenza di una perizia forestale, da parte del dott. Alfredo Cellini (vice presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali di Pescara, ndr), che ha prescritto l’abbattimento ‘con taglio finale del tronco a livello del colletto radicale con estirpazione dell’apparato radicale’ per i 75 cipressi arizonici e i 39 pini domestici dell’area. Pertanto, trattandosi di un radicale estirpamento, avremmo ritenuto necessario fare almeno una controperizia a riguardo".

Servizio Mimmo Lusito

“Siamo ben consapevoli – aggiunge la Consigliera dem, Romina Di Costanzo - delle responsabilità a carico di un’Amministrazione rispetto alla necessità di garantire l’incolumità ai propri cittadini, laddove esistono rischi concreti di cedimenti per alcuni arbusti. Ma in considerazione del risultato della Visual tree assessment con la quale si prescriveva l’abbattimento di tutte le piante mappate, ritengo sarebbe stata opportuna una controperizia, in quanto costituisce altrettanta responsabilità per un’Amministrazione decretare l’abbattimento di un importante patrimonio arboreo della propria città, per il suo valore non soltanto economico ma anche ambientale, di contrasto all’inquinamento atmosferico e acustico, a ridosso della ferrovia. Specie in un contesto quale quello attuale, in cui le strategie comunitarie di contrasto ai cambiamenti climatici impongono agli enti locali azioni volte alla salvaguardia e all’incremento delle aree verdi in zone urbane. Parliamo tra l’altro di filari maturi, un piccolo ecosistema verde, in grado di assolvere a importanti funzioni: assorbire l’acqua, abbattere gli inquinanti, fungere da habitat per avifauna, oltre all’importante funzione paesaggistica e di benessere per l’uomo. Se consideriamo ad esempio la sola anidride carbonica, si stima che una pianta matura in una situazione di stress da contesto urbano, come nel nostro caso, sia in grado di assorbire mediamente dai 10-20 kg di CO2 anno, che moltiplicati per i 114 alberi fanno oltre 2.200 kg/anno e, trattandosi di alberi maturi dell’età media di 45-50 anni, dovremmo rinunciare alla loro funzione di assorbimento di oltre 100 tonnellate di CO2, prima che i nuovi arbusti, che saranno ripiantumati, arrivino a maturazione e piena funzionalità di assorbimento”.

Italia nostra ha accettato di intervenire e periziare ex post la situazione dei luoghi.

Mimmo Valente ha fatto presente che molte persone hanno inviato mail all'associazione per denunciare il taglio improvviso degli alberi. "Erano preoccupati per questo abbattimento" e ha tenuto a sottolineare, "Ma il concetto di Democrazia partecipata dov'è? Perchè nessuno ha chiesto ai cittadini cosa ne pensavano di questa scelta?" Valente informa che non c'è stato confronto nè con associazioni nè cittadini.

Caterina Artese, tecnico per Italia Nostra, ha espresso il proprio parere tecnico: "le piante non sono instabili" poi ha evidenziato un fattore molto importante, "Hanno problemi e ci vuole manutenzione, perchè è noto che le radici crescono" ma abbatterle, per lei, è come una soluzione finale su una persona claudicante, impensabile.

“Il taglio di tutte le piante analizzate con solo una VTA visiva, dimostra chiaramente la ‘forzatura’ del giudizio pericoloso, in quanto non è stato effettuato nessun approfondimento oggettivo. Dall'analisi descrittiva emergono due diversi popolamenti forestali: quello con il cipresso arizonico, una specie esotica che soffre il clima mediterraneo, un filare per cui non erano mai stati effettuati interventi di manutenzione, che poteva però essere recuperato con interventi di manutenzione ordinaria, come ad esempio il taglio delle piante secche e la loro sostituzione con specie autoctone, mediante una sostituzione regolare e moderata nel tempo, senza cancellare completamente il manto arboreo. E il popolamento forestale di pino domestico, piante molto stabili dato il rapporto dimensione del fusto e altezza. Qualche pianta sicuramente aveva delle difficoltà ‘meccaniche’ perché, come si è detto, non erano mai stati fatti interventi di manutenzione, ma nell'insieme le piante erano dritte e con chiome sane. Aspetti negativi per alcune piante derivavano da potature mal eseguite (ferite) e dal marciapiede esiguo (cordolature delle radici). Questi alberi avevano costituito una ‘cenosi adendrottatica’ ossia un bosco particolare che forma solo il pino domestico: per prendere tutto il sole, dispongono la chioma verde su un unico piano aereo. Inoltre sicuramente tutte le piante erano in contatto fra loro mediante anastomosi radicale e, quindi, erano assolutamente stabili. Anche in questo caso bastava fare un intervento di manutenzione straordinaria".

"Le piante mature danno molto all'ecosistema, conferiscono benessere all'ambiente, specialmente in tempi di riscaldamento globale". E soprattutto per la Artese è davvero difficile credere a "Un intero soprassuolo di 114 piante instabili. È forzatura". Contando che "Non c'erano funghi". L'urgenza? "Le piante pericolose sono quelle che stanno cadendo". 

"Negli anni passati era sufficiente che un agronomo dicesse che una pianta era instabile per abbatterla. Noi siamo intervenuti per chiedere più perizia." Gabriele Straccini del M5S poi ha invitato alla riflessione, “Da quando abbiamo sollevato qualche anno fa delle criticità legate al taglio degli piante in città, si è perlomeno iniziato a richiedere una valutazione tecnica di esperti forestali, prima di procedere al taglio. Tuttavia, ci rendiamo conto che nonostante questo, la prassi di abbattimento non è migliorata, anzi…”

"Questa amministrazione va in controtendenza alla volontà governativa". Conclude Paola Ballarini, M5S "Il ministro Costa vuole riforestare le città e qui si tagliano gli alberi. Pagheremo per questa scelta scellerata".

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Ottobre 2020 12:17