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Martedì, 20 Ottobre 2020 18:37

Covid 19. Conte annuncia: a dicembre le prime dosi.

Scritto da A.C.

le regioni intanto preparano il proprio piano, le più colpite il coprifuoco serale

“Se le ultime fasi di preparazione (il cosiddetto ‘rolling value’) del vaccino ( Oxford-Irbm Pomezia-Astrazeneca ) saranno completate nelle prossime settimane, le prime dosi saranno disponibili all’inizio di dicembre”.

Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Bruno Vespa per il libro 'Perché l’Italia amò Mussolini (e come ha resistito alla dittatura del Covid)', in uscita il 29 ottobre da Mondadori Rai Libri. “Già all’inizio avremo i primi due o tre milioni di dosi di vaccino - ha poi aggiunto - Altri milioni ci arriveranno subito dopo. La Commissione europea ha commissionato ad Astrazeneca e ad altre società alcune centinaia di milioni di dosi". "Penso che per contenere completamente la pandemia dovremo aspettare comunque la prossima primavera”, ha sottolineato il premier.

Nel frattempo, durante la consegna al Quirinale delle onorificenze al merito della Repubblica italiana ai cittadini che si sono distinti durante l'emergenza, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, afferma: "Occorrono cure, terapie, organizzazione sanitaria efficace ed efficiente. Ma occorre anche la responsabilità collettiva, occorrono comportamenti diffusi di tutti nel nostro Paese, perché tutti siamo chiamati a contribuire a sconfiggere la pandemia e la diffusione del contagio e del virus".

Anche i dati di oggi sono pre allertanti. Sono 10.874 i nuovi casi di coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 89 decessi, che portano il totale delle vittime a 36.705 da inizio emergenza. Da ieri sono stati eseguiti 144.737 tamponi. Aumentano ancora i ricoveri in terapia intensiva che ora sono 870 (+73 da ieri). Sono 255.005 invece i guariti (+2046), mentre gli attualmente positivi 142.739 (+8.736). Sono i dati elaborati dal ministero della Salute e consultabili sul sito della Protezione civile. Per quanto riguarda le singole regioni, nelle ultime 24 ore registrati 2023 nuovi casi in Lombardia, 1312 Campania e 1224 nel Lazio. Le regione italiana meno colpita è la Basilicata (+17).

Le regioni cercano di prepararsi ad ogni eventualità in attesa del vaccino.

Stop di tutte le attività e degli spostamenti, ad esclusione dei casi 'eccezionali' (motivi di salute, lavoro e comprovata necessità), nell'intera Lombardia dalle ore 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì 22 ottobre. E' la proposta che, all'unanimità, i sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, il presidente dell'Anci, Mauro Guerra, i capigruppo di maggioranza e di opposizione e il governatore Attilio Fontana, preso atto di quanto rappresentato dal Comitato Tecnico Scientifico lombardo, chiederanno di condividere al governo, nella persona del ministro della Salute, Roberto Speranza, per fronteggiare la diffusione del virus. Una proposta che nasce dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalla previsione della 'Commissione indicatori' istituita dalla dg Welfare, secondo cui, al 31 ottobre, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 in terapia non intensiva.

Il virologo Crisanti sul coprifuoco per la Lombardia per scongiurare un possibile lockdown, in caso di emergenza.

La Regione Campania chiederà il coprifuoco dalle ore 23 nel fine settimana già a partire dal prossimo venerdì. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, oggi in visita all'Ospedale del Mare. "Volevamo partire dall'ultimo weekend di ottobre, ma partiamo ora", ha spiegato De Luca. La richiesta sarà analoga a quella già presentata dalla Regione Lombardia e cioè "il blocco delle attività e della mobilità dalle ore 23".

Il presidente della Regione Luca Zaia ha annunciato il via al nuovo piano di sanità "firmato questa mattina e già approvato dal Cts". "Un piano che segue il sistema del semaforo, che è in cinque fasi: si parte dal colore verde in cui vi sono da zero a cinquanta posti di terapia intensiva occupati. Ed oggi in Veneto siamo invece nella seconda fase quella 'azzurra' con 61 pazienti ricoverati in terapia intensiva, e che va da 51 a 150 posti in terapia intensiva occupati. La terza fase è quella gialla che va da 151 a 250 posti di terapia intensiva, la quarta fase arancione da 251 a 400 e la quinta rosso da 400 posti in su".

"Ogni fase ha delle misure conseguenti - ha spiegato Zaia - ad esempio fino a 50 posti di terapia intensiva utilizzati negli ospedali non vi è alcuna conseguenza per l'attività ordinaria, nella fase gialla da 151 posti in su di terapia intensiva occupati si attivano i Covid hospital come ad esempio ospedale di Schiavonia. Infine, nella quinta fase 'rosso' con più di 400 posti di terapia intensiva si sospende l'attività ordinaria nei Covid hospital".

"Il Piano di Sanità Pubblica prevede l'attivazione di 1000 posti di terapia intensiva in Veneto - ha detto il governatore - A marzo potevamo contare su 494 posti di terapia intensiva e nel giro di pochi giorni eravamo riusciti a salire a ben 825 posti di terapia intensiva, e siamo sempre riusciti a garantire anche nel momento più critico i trapianti in regione". "Noi vogliamo e dobbiamo garantire l'attività anche ordinaria negli ospedali, essendo sempre pronti" ha sottolineato Zaia. "Infatti non possiamo riempire gli ospedali con pazienti Covid - ha spiegato - per noi l'emergenza Covid è l'impossibilità di curare i cittadini con altre patologie". "Noi non siamo catastrofisti o con una visione celestiale della situazione, tanto meno siamo 'Alice nel paese delle meraviglie', per questo per governare questo momento storico l'unica soluzione è essere sempre pronti di fronte all'evoluzione dell'epidemia Covid. Ed è per questo che ho voluto con forza questo nuovo Piano di Sanità Pubblica" ha detto il presidente del Veneto. "Spero che questo sistema 'a fasi' porti tutti a delle riflessioni: non possiamo arrivare al collasso del sistema ospedaliero in Veneto riempiendolo di pazienti Covid e per questo i cittadini ci devono dare una mano evitando assembramenti e usando sempre la mascherina" ha ribadito. In ogni caso, ha osservato, rispetto ad altre regioni "in Veneto la situazione oggi è migliore perché abbiamo il vantaggio di non essere un'area metropolitana. Tutte le aree metropolitane oggi sono in difficoltà perché lì c'è più rischio di assembramento che da noi".

Ultime dall'OMS

Intanto l'Oms dichiara che l'impennata dei casi di Covid nell'emisfero settentrionale, Europa, è causata da errori nella quarantena delle persone esposte al coronavirus. E' quanto ha sostenuto il direttore per le emergenze dell'Organizzazione mondiale della sanità, Michael Ryan, secondo il quale bisognerebbe assicurarsi che "ogni contatto di un caso confermato stia in quarantena per il periodo appropriato". Ma, ha ammesso, "non credo che questo sia avvenuto in modo sistematico, dappertutto". E questo, ha sottolineato Ryan, "è in buona parte la ragione per cui stiamo vedendo questi numeri alti", con circa la metà dei 48 Paesi della regione europea dell'Oms che hanno assistito ad un aumento di circa il 50% dei casi nell'ultima settimana.

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