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Lunedì, 26 Ottobre 2020 17:34

Abruzzo, 237 start up innovative: in aumento del 44% rispetto al 2017

Scritto da redenz

Abruzzo prime in Italia per alcune specializzazioni come costruzioni, metallurgia e assistenza sociale. L'Aquila spicca con 76 start up, Pescara risulta la più specializzata, Teramo al nono posto nazionale per stranieri e presenza femminile, Chieti per i giovani.

Al 20 luglio 2020 le start up innovative in Abruzzo sono 237 e pongono la regione al 13° posto nella graduatoria nazionale dove spiccano Lombardia (3.207 unità pari al 27,4% delle 11.689 registrate in Italia) e Lazio (1.326 unità corrispondenti al 11,3%).

Rispetto al 23 gennaio 2017 in Abruzzo sono aumentate del 43,6%, percentuale inferiore al +73,8% nazionale, cosicché il peso della regione è calato dal 2,5% del 2017 al 2,0% del 2020. Le start up abruzzesi sono prime in Italia per specializzazione nella lavorazione dei minerali non metalliferi (4 imprese), nella costruzione di edifici (5 imprese), nelle telecomunicazioni (3 imprese) e, sebbene con una sola impresa, nella metallurgia, nel trasporto tramite condotte e nei servizi di assistenza sociale residenziale.

E’ quanto emerge dalle elaborazioni che il CRESA – Ufficio Studi dell’Agenzia per lo sviluppo della Camera di Commercio dell’Aquila ha svolto sui dati della sezione speciale del Registro delle imprese.

Tra le province spicca L’Aquila con 76 start up innovative (32,1% del totale regionale), seguita da Pescara (66 unità pari al 27,8%) e Teramo (64 unità corrispondenti al 27,0%). Le 31 start up localizzate a Chieti costituiscono il solo 13,1% del totale regionale. Rispetto al 23 gennaio 2017 L’Aquila e Teramo emergono per il maggior aumento (rispettivamente +26 unità pari al +52,0% e +22 unità cioè +52,4%). Segue Pescara (+21 unità pari a +46,7%) e molto distanziata risulta Chieti (+3 unità corrispondente al +10,7%).

Le specializzazioni provinciali premiano Pescara che, nonostante i numeri esigui, eccelle al primo posto nella graduatoria nazionale nella metallurgia e nel trasporto mediante condotta (entrambe con 1 start up) e Teramo che spicca al secondo posto nella graduatoria nazionale nella lavorazione dei minerali non metalliferi (2 start up) e al terzo posto nella fabbricazione di prodotti in metallo (3 imprese), nella fornitura di energia elettrica (5 imprese), nella costru-zione di edifici (4 imprese). La presenza di donne nel capitale e nell’amministrazione delle start up abruzzesi è approssimativamente simile alla media nazionale (13,1% rispetto a 13,0%). La presenza di giovani, al contrario, mostra un valore regionale sensibilmente inferiore a quello italiano (11,8% rispetto a 17,7%). Riguardo alla presenza di stranieri, invece, si registra un valore abruzzese leggermente superiore a quello nazionale (4,2% rispetto a 3,5%). Tra le province spiccano Chieti per il peso delle start up giovanili sul totale (16,1%) e Teramo per il peso sia delle start up femminili (17,2%) sia delle start up di stranieri (9,4%). Riguardo a quest’ultimo indicatore Teramo emerge a livello nazionale in quanto si pone nella nona posizione nella classifica delle province italiane.