Il Cresa ha stilato la relazione sull'andamento economico e socio demografico della Regione Abruzzo dell'anno 2019, da cui è emerso che la popolazione anziana è in crescita in una media superiore a quella nazionale, l'occupazione è in forte in crisi come diversi settori.
La popolazione anziana abruzzese in termini percentuali è leggermente più numerosa rispetto a quella italiana (rispettivamente 24,2% e 23,2% della popolazione totale) a causa di decenni di migrazioni che hanno impoverito di giovani le aree interne della regione, causando un indice di vecchiaia molto elevato (Abruzzo: 198; Italia: 178). In Abruzzo, come in Italia, gli anziani godono di una speranza di vita in aumento di circa un quinquennio nell’arco degli ultimi 40 anni. Inoltre, gli anziani abruzzesi godono di una speranza di vita senza limitazioni (circa 10 anni) lievemente più lunga rispetto ai coetanei italiani ma usufruiscono di pensioni mediamente più basse (Abruzzo: 13.233 euro; Italia: 14.889 euro). Si aggiunge la presenza in Abruzzo di reti di solidarietà familiare ancora forti, considerando la minore presenza di anziani soli (Abruzzo: 24,0%; Italia: 29,9%). Nel prossimo ventennio a fronte di un calo della popolazione totale (Abruzzo: -3,6%; Italia: -1,7%), sono stimati in forte aumento gli anziani con più di 64 anni (Abruzzo: +34,1%; Italia: +38,3%) e in particolare i centenari (Abruzzo: +59,5%; Italia: +125,6%).
La popolazione abruzzese è diminuita negli ultimi 2 anni.
Rispetto al 2018, a fronte di un decremento a livello medio nazionale (-3,1 per mille) la popolazione regionale è diminuita di 7.204 unità, con un decremento del -5,5 per mille risultante da una dinamica naturale che si conferma negativa (-4,7 per mille), e da una dinamica migratoria anch’essa negativa (-0,9 per mille) nonostante l’apporto positivo della componente estera (+2,5 per mille).
La composizione per classi di età, a fine 2019 la popolazione regionale è composta per il 12,3% da giovani tra 0 e 14 anni, per il 26,3% da individui tra i 15 e i 39 anni, per il 37,3% da adulti tra i 40 e i 64 anni e per il 24,2% da persone con più di 64 anni. Negli ultimi anni, in Abruzzo più che nel resto del paese, si registra un rapido invecchiamento demografico: tra il 2006 e il 2019 i residenti con 40 anni e più passano dal 54,1% della popolazione totale al 61,5%; gli over 64 dal 21,4% al 24,2%, gli over 80 dal 6,1% all’8,0%.
La relazione approfondisce la situazione degli stranieri.
Nel confronto con l’anno precedente la popolazione straniera fa registrare un decremento dell’1,5%; rispetto al 2002, il suo peso sul totale è più che triplicato. Gli stranieri sono individui per lo più giovani, che entreranno nel mondo del lavoro o vi resteranno per almeno i prossimi 25 anni, più propensi degli italiani a procreare. Il 53,5% è di sesso femminile, a conferma del fatto che il fenomeno migratorio è trascinato in Abruzzo dalla richiesta di lavoro delle famiglie più che del sistema delle imprese.
Nel 2019, secondo le stime dell’Istituto Tagliacarne, la ripresa dell’economia italiana ha proseguito nel suo rallentamento considerando che il valore aggiunto è cresciuto del +1,1%, rispetto al +1,7% del 2018 e al +2,3% del 2017. Anche in Abruzzo l’aumento ha rallentato ed è risultato più moderato rispetto a quello nazionale, come evidenziabile dall’incremento del valore aggiunto dello 0,8%, inferiore rispetto al +3,3% del 2018 e al +2,6% del 2017. Il valore aggiunto pro capite regionale ha raggiunto 23.436 euro, inferiore ai 26.588 euro della media italiana. Questi andamenti sono stati travolti dalla pandemia da Covid-19 che, a causa delle misure adottate per il suo contenimento, ha determinato un crollo del Pil che lo Svimez stima per il 2020 nel -9,6% a livello italiano e nel -9,0% a livello abruzzese. Le previsioni per il 2021 evidenziano un recupero delle attività economiche che si dovrebbe attestare sul 3,8% in Italia e sul +1,7% in Abruzzo
Settori economici
Il valore aggiunto agricolo regionale è in aumento. Il saldo commerciale agricolo è negativo e in peggioramento. Negativo l'andamento di Turismo, commercio e edilizia.
L’export regionale nel 2019 segna un -1,3% su base annua (Italia: +2,3%). Bene in particolare i mezzi di trasporto (+3,4%; 52,8% dell’export regionale), i metalli di base (+3,6%; 5,4%), l’alimentari (+5,0%; 6,4%) e il farmaceutico (+1,5%; 3,3%). In calo gli altri settori.
Occupazione.
L’occupazione femminile fa registrare un -5,1%, quella maschile un +2,4%. Gli anziani in Abruzzo pesano in percentuale di più che in Italia e godono di una speranza di vita senza limitazioni leggermente più alta e possono contare su più estese reti di sostegno familiare. Il tasso di occupazione si attesta sul 57,2%, quello di disoccupazione sul 6,5%.



