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Giovedì, 16 Settembre 2021 17:44

Riello di Cepagatti/chiusura. Colletti: disincentivare delocalizzazioni. Di Sante: il governo che fa?

Scritto da A.C.

 Dismissione dello stabilimento di Cepagatti entro la fine dell’anno. Intervengono Colletti e Di Sante.

La procedura di licenziamento collettivo per 90 lavoratori dovrebbe partire a breve e nei successivi 75 giorni sarà realtà la cessazione della produzione.

Deputato L'Alternativa C'è: "Contrastare dumping salariale e disincentivare delocalizzazioni"

"La gravissima vicenda della Riello è paradigmatica. E' necessario fare ciò che non è stato fatto in questi anni di discussione sui tavoli europei: intervenire in modo significativo per evitare che il dumping salariale diventi la regola, determinando un pesante sbilanciamento che favorisce altri Paesi europei e penalizza l'Italia. Servono, inoltre, strumenti finalizzati a disincentivare la delocalizzazione da parte di imprese che operano sul territorio italiano". Lo afferma il deputato abruzzese Andrea Colletti (L'Alternativa C'è) a proposito dell'annunciata chiusura dello stabilimento Riello di Cepagatti (Pescara) e del licenziamento di 71 lavoratori. "E' urgente che il ministero dello Sviluppo Economico si occupi di questa vicenda in particolare e di questi temi in generale - aggiunge Colletti - Il Mise, dopo mesi di latitanza, dovrebbe finalmente prendere voce a difesa dei lavoratori e delle imprese, per evitare che le aziende lascino l'Italia per andare all'estero, con tutto ciò che ne consegue. Servono azioni concrete a tutela del tessuto economico e produttivo italiano", conclude il deputato.

Il Governo che fa?

"La conferma della chiusura dello stabilimento di Cepagatti da parte della Riello è una pessima notizia per il nostro territorio e non solo per le famiglie dei lavoratori. La Lega governa l'Abruzzo e ha anche il ministro competente al governo."

Così Corrado Di Sante Segretario Provinciale PRC-SE Federazione di Pescara.

"Veda di fare qualcosa per salvare i posti di lavoro. Finora Giorgetti si è segnalato solo per il suo no a una blanda legge contro le delocalizzazioni e per stare in tutte le vertenze sempre dalla parte dei padroni. Siamo di fronte al fallimento del governo Draghi che innaffia di soldi le grandi imprese come e più di quelli che lo hanno preceduto. Non c'è nessun piano per affrontare la crisi e la transizione ecologica salvaguardando occupazione. Solidarietà ai licenziati e alle loro famiglie.