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Venerdì, 17 Settembre 2021 16:18

Loggia Ungheria, Generale Zanfara: "Ho giurato fedeltà una volta solamente, alla Costituzione"

Scritto da A.C.

"Ripongo la mia più assoluta fiducia nell’Autorità giudiziaria, che saprà sicuramente accertare la verità dei fatti onde tutelare l’onore e l’immagine dell’Istituzione Guardia di Finanza tutta".

Nelle dichiarazioni davanti ai pm della Procura di Milano di Piero Amara, ex legale esterno dell’Eni, indagato a Perugia per violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete.6 dicembre 2019, vengono citati vertici della Guardia di Finanza e Carabinieri. Il Generale Giuseppe Zafarana scrive in un comunicato stampa ufficiale della Guardia di Finanza smentisce le circostanze riferite da Amara: della cena, mai svolta alla fine, e della 'fantomatica' Loggia Ungheria che prenderebbe il nome dalla omonima Piazza a Roma, riservata soprattutto alla magistratura.

Il Generale Zanfara: "Le dichiarazioni dell’Avv. Piero Amara riportate da alcuni organi di informazione circa una presunta appartenenza del sottoscritto e del mio predecessore, Generale Giorgio Toschi, alla cosiddetta 'loggia Ungheria' sono prive di qualsiasi fondamento."

"Di fronte alle calunniose affermazioni rese dall’Avv. Piero Amara ai magistrati, divenute oggetto di ampia divulgazione, con profonda amarezza sono costretto a dover rendere una pubblica dichiarazione che mai avrei immaginato di dover fare nella mia vita." Si legge in un comunicato ufficiale della Gdf.

Afferma Zanfara: "Non ho mai aderito ad associazioni di alcun genere, tantomeno di natura segreta. Non soltanto non ho mai aderito, ma neppure ho mai lontanamente pensato di poterlo fare, in quanto una tale iniziativa sarebbe del tutto estranea al mio stile di vita, ai valori in cui credo e alla mia etica di comportamento. Ho giurato fedeltà solamente una volta, e l’ho fatto verso la Repubblica e la sua Costituzione! Non ho mai conosciuto l’avvocato Piero Amara, né il dott. Giuseppe Toscano; tantomeno ho mai avuto conoscenza dell’associazione OPCO. Ho appreso dell’esistenza dell’avvocato Amara solo nei primi mesi del 2017, allorquando, da Capo di Stato Maggiore del Comando Generale, fui interessato da parte della Procura della Repubblica di Roma e della competente linea gerarchica del reparto operante in ordine alle esigenze organizzative connesse alle investigazioni che lo riguardavano."

"Come sempre si è fatto per far fronte ai contesti investigativi più delicati nei quali la Guardia di Finanza è chiamata a dare il proprio contributo alle Procure della Repubblica sull’intero territorio nazionale, specie quelle maggiormente impegnate, anche in queste indagini il Corpo ha messo in campo le migliori risorse, ottenendo risultati di indubbia efficacia."

"Durante tutto il periodo in cui si sono protratti gli accertamenti che hanno riguardato i procedimenti penali nei quali è stato coinvolto l’avvocato Amara, ho adottato (o fatto adottare) – sia nelle vesti di Capo di Stato Maggiore, unitamente all’allora Comandante Generale, Generale Giorgio Toschi, sia allorquando ho assunto l’attuale incarico – talune decisioni volte a fornire il massimo supporto possibile all’Autorità giudiziaria procedente sulla base delle esigenze da questa prospettate."

Conclude: "Ripongo la mia più assoluta fiducia nell’Autorità giudiziaria, che saprà sicuramente accertare la verità dei fatti onde tutelare l’onore e l’immagine dell’Istituzione Guardia di Finanza tutta. Ho già dato mandato ai miei legali di procedere in via giudiziaria per calunnia a protezione del buon nome del Corpo, oltre che della mia persona."

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