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Mercoledì, 15 Dicembre 2021 17:07

Ue approva. Alcun divieto di vendita o affitto per case qualificate in G.

Scritto da k

Ovvero "15% degli edifici identificati come quelli che hanno la peggiore efficienza energetica nel singolo paese. La proposta lascia agli Stati membri la libertà di decidere come far rispettare lo standard minimo. Ciò già accade con successo in vari Stati membri”. “La Ue non vieterà la vendita di case non ristrutturate” Così Timmermans

Bruxelles, 15 dic.– “Permettetemi di affrontare alcune delle preoccupazioni specifiche che abbiamo visto negli ultimi giorni. Bruxelles non vi dirà che non potete vendere la vostra casa se non è ristrutturata, e nessun burocrate di Bruxelles confischerà la vostra casa se non è ristrutturata”. Lo ha detto oggi a Bruxelles, rivolto soprattutto agli italiani e in perfetto italiano, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per il Green Deal, Frans Timmermans, a proposito della proposta di direttiva sull’efficienza energetica degli edifici, che l’Esecutivo comunitario ha approvato ieri e presentato oggi in conferenza stampa.

Nei giorni scorsi c’era stata una levata di scudi in Italia in reazione a delle anticipazioni di stampa basate su una precedente bozza della direttiva, che è stata poi profondamente modificata.

“Il patrimonio culturale è protetto – ha continuato Timmermans con riferimento agli edifici storici – e le case estive possono essere esentate. La nostra proposta – ha sottolineato – non contiene alcun divieto di vendita o affitto per gli edifici che saranno qualificati nella classe G, cioè per quel 15% degli edifici identificati come quelli che hanno la peggiore efficienza energetica nel singolo paese. La proposta lascia agli Stati membri la libertà di decidere come far rispettare lo standard minimo. Ciò già accade con successo in vari Stati membri”.

“Da queste esperienze – ha aggiunto il vicepresidente esecutivo della Commissione – ogni Stato potrà trarre le lezioni necessarie per applicare nella maniera più giusta ed efficace la nostra proposta”.

Quanto ai costi delle ristrutturazioni, “un sostegno finanziario è e sarà sicuramente necessario. In molti casi si potrà ottenere un sostegno dal governo italiano o dall’Unione Europea per aumentare il valore della propria casa e ridurre la propria bolletta energetica. Ci vuole un po di sforzo, sì – ha osservato Timmermans -, ma sicuramente ne vale la pena. A parte il fatto – ha concluso – che così si aiuta a ridurre le emissioni che causano circa 400.000 morti premature in Europa, 400.000 morti ogni anno”.

La proposta di direttiva, nella sua versione definitiva, prevede che gli Stati membri individuino il 15% degli edifici con le peggiori performance di efficienza energetica sul proprio territorio, e che si impegnino a effettuare un “upgrade” di questi edifici, se sono pubblici e non residenziali, dalla classe G alla classe F nel 2027 e dalla classe F alla E nel 2030. I due passaggi per gli edifici residenziali dovranno essere effettuati più tardi, nel 2030 e nel 2033, rispettivamente. Starà agli Stati membri decidere come raggiungere questi obiettivi, e se vorranno potranno anche introdurre i vincoli per la vendita e l’affitto legati all’efficienza energetica. Secondo la bozza poi non confermata, invece, i vincoli erano obbligatori. La bozza prevedeva che le abitazioni, diverse dagli appartamenti in condominio, per poter essere vendute o affittate avrebbero dovuto rispondere almeno alla classe E dopo il primo gennaio 2027, alla classe D dopo il primo gennaio 2030 e alla classe C dopo il primo gennaio 2033. Per gli appartamenti in condominio, le tre date per il rispetto obbligatorio della classi di efficienza energetica E, D e C venivano fissate più tardi, rispettivamente all’inizio del 2030, del 2035 e del 2040.

 'Recovery and Resilience Facility scoreboard'

La Commissione Ue ha lanciato ufficialmente il 'Recovery and Resilience Facility scoreboard', tabellone virtuale e accessibile a tutti che permetterà di monitorare lo stato di attuazione dei Pnrr nazionali da parte degli Stati membri.

Su uno sfondo blu, nel tabellone, si vede la cartina dell'Unione con le risorse assegnate a ciascuno Stato racchiuse in 'torte' di colore giallo, la più grande delle quali compare sull'Italia. Nell'introduzione si ricorda che ciascun Paese, nel computo del Next Generation Ue, almeno il 37% delle risorse per obiettivi climatici e almeno il 20 per la digitalizzazione.

Il nuovo 'Recovery and Resilience Facility scoreboard' è "un nuovo passo avanti per implementare una strategia di ripresa trasparente". Lo scrive su Twitter il commissario europeo per l'Economia, Paolo Gentiloni, commentando il tabellone virtuale e accessibile a tutti lanciato dalla Commissione europea per permettere di monitorare lo stato di attuazione dei Pnrr nazionali da parte degli Stati membri. "È bello vedere il tabellone #RRF attivo e funzionante in modo che tutti in Ue possano vedere i nostri progressi con la ripresa", twitta il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis.

Nello scoreboard sono innanzitutto indicati gli indicatori comuni su cui si basa la valutazione dei Bruxelles connessi ai sei pilastri del Next Generation Ue, ovvero la "transizione green, trasformazione digitale, crescita sostenibile e inclusiva, coesione sociale e territoriale, resilienza istituzionale, sociale, economica e sanitaria, politiche per i giovani".

Questi indicatori comuni sono quattrodici: "risparmio annuale nel consumo di energia primaria; capacità operativa per ulteriori installazioni di energie rinnovabili; infrastrutture per i carburanti alternativi; percentuale di popolazione tutelata da misure contro i disastri naturali; abitazioni che hanno accesso ad internet ad alta velocità di connessione; sostegno alle imprese per lo sviluppo di servizi e prodotti digitali; utenti di servizi e prodotti digitali nuovi o aggiornati; quantità di lavoratori nel campo della ricerca che ricevono supporto; sostegno alle imprese con particolare attenzione alle pmi; numero di partecipanti a corsi di educazione o formazione; percentuali di occupati o di disoccupati attivi; capacità delle strutture di nuova costruzione o ammodernate che si occupano della tutela della salute; capacità delle aule per l'infanzia, nuove o ammodernate; quantità di persone tra i 15 e 29 anni che hanno ricevuto sostegno".

L'Italia è sotto la media europea per percentuale di risorse del Pnrr destinate alla transizione green. E' quanto si evince dal grafico del 'Recovery and Resilience Facility scoreboard' sulla stima delle risorse del Next Generation Ue destinate a transizione climatica e la digitalizzazione. La quota minima richiesta dall'Ue per il green è pari al 37% delle risorse, il 20 per il digitale. L'asticella dell'Italia si ferma più o meno a questa soglia, sotto quindi alla "media del 40%" - sottolineata nel tabellone - dei 22 Pnrr giunti finora all'Ue. In coda anche Grecia e Lettonia mentre è il Pnrr del Lussemburgo il più 'verde'

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