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Martedì, 11 Gennaio 2022 19:04

Ema su vaccino. "Non possiamo continuare a dare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi"

Scritto da A.C.

"preoccupati per una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve"

"Non abbiamo ancora visto i dati sulla quarta dose" di vaccino anti-Covid.

"Siamo abbastanza preoccupati per una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve. Non possiamo continuare a dare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi".

Lo sottolinea Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell'Ema, durante un briefing video con la stampa in collegamento da Amsterdam, dove l'agenzia ha sede. La variante Omicron "è altamente contagiosa, cosa che provoca un alto numero di individui infetti. Quindi è molto importante essere consci del potenziale fardello" che potrebbe creare a danno dei sistemi sanitari, "e non considerarla una malattia lieve", sottolinea poi Cavaleri, ricordando che i "risultati preliminari di studi pubblicati di recente mostrano che l'efficacia dei vaccini contro la malattia asintomatica è significativamente ridotta per Omicron, e che tende a svanire nel tempo. Per la malattia grave e l'ospedalizzazione connessa alla variante Omicron, le evidenze emergenti suggeriscono che i vaccini continuano a fornire una protezione elevata", precisa Cavaleri.

L'esperto Ema sottolinea quindi che "nessuno sa quando arriveremo alla fine del tunnel, ma ci arriveremo. Stiamo vedendo che ci muoviamo" verso uno scenario in cui il Covid "diventa più endemico, ma non possiamo dire che abbiamo già raggiunto quello status". Il virus, continua, "si comporta ancora come un virus pandemico e l'emergere di Omicron lo mostra chiaramente. Non dobbiamo dimenticare che siamo ancora in pandemia".

"Ciò nonostante, con l'aumento dell'immunità nella popolazione e con Omicron ci sarà molta immunità naturale oltre a quella data dalla vaccinazione, ci muoveremo rapidamente ad uno scenario più vicino all'endemicità" del coronavirus, afferma Cavaleri. Anche se un vaccino anti-Covid adattato alla variante Omicron sarebbe un "candidato naturale" all'approvazione in Ue, altre opzioni "come un vaccino polivalente, non possono essere esclusi come potenziali alternative".

"Servono ulteriori dati - sottolinea Cavaleri - per decidere se un vaccino adattato, con una composizione diversa, è giustificato. Vanno tenuti presenti molti elementi, sapendo che per il momento in cui un qualsiasi vaccino adattato a Omicron sarà sviluppato, è possibile che il quadro epidemiologico nell'Ue abbia subito una significativa evoluzione, per quanto riguarda le varianti in circolazione e l'esposizione a Omicron".

Tuttavia, se Pfizer svilupperà un vaccino anti Covid adattato alla variante Omicron del Sars-CoV-2 entro il mese di marzo, una "potenziale approvazione" da parte dell'Ema potrebbe arrivare "in aprile o maggio, questa potrebbe essere la tempistica".

Le donne incinte "non erano incluse nei trial clinici" dei vaccini anti Covid, quindi non c'erano dati sufficienti all'inizio per dare informazioni affidabili. Ora i dati ci sono e "sono molto rassicuranti. Indicano che i vaccini riducono il rischio di ospedalizzazione e morte durante la gravidanza, senza causare complicanze e senza danneggiare il feto. La vaccinazione è il miglior modo per avere sia la madre che il figlio protetti in modo efficace e dovrebbe essere fatta il prima possibile". Parlando dei vaccini ai bambini, i dati sulla sicurezza "sono rassicuranti: gli effetti collaterali gravi sono molto rari. Come negli adulti, la maggioranza degli effetti collaterali nei bambini sono lievi o moderati e migliorano in pochi giorni".

"Per le pericarditi e le miocarditi - aggiunge - casi molto rari si sono verificati in adulti e adolescenti dopo vaccinazioni con vaccini a m-Rna. I dati dalle grandi campagne vaccinali indicano che la frequenza di questi effetti collaterali in bambini più piccoli è significativamente più bassa che negli adolescenti e negli adulti".

"Anche se la Covid-19 è generalmente lieve nei bambini di tutte le età - sottolinea - per alcuni può portare a malattia grave, ricovero o morte. I dati dagli Usa mostrano che l'impatto negativo della Covid sui bambini è maggiore di un'intera gamma di altre malattie prevenibili con i vaccini. In novembre l'Ema ha raccomandato l'approvazione del primo vaccino anti Covid per i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni. Le evidenze finora indicano che i vaccini sono efficaci nei bambini come negli adulti e che prevengono la maggior parte dei casi che si verificherebbero senza vaccinazione. I dati mostrano che i vaccini sono altamente efficaci nel prevenire l'ospedalizzazione e altre conseguenze della Covid-19", conclude.

Europa. Oltre 7 milioni di nuovi casi Covid nella prima settimana del 2022.

Variante Omicon, si stima "che oltre il 50% della popolazione della Regione europea sarà contagiata" dalla nuova variante "nelle prossime 6-8 settimane". Lo ha detto il direttore regionale per l'Europa dell'Oms, Hans Kluge, durante la conferenza stampa sugli aggiornamenti epidemici. La regione europea, ha continuato Kluge, "ha registrato oltre 7 milioni di nuovi casi di Covid segnalati nella prima settimana del 2022, più che raddoppiati in un periodo di due settimane". "Al 10 gennaio, 26 paesi hanno segnalato che oltre l'1% della loro popolazione si è ammalata ogni settimana", ha aggiunto. Sul fronte ricoveri, continua Kluge, "prendiamo l'esempio della Danimarca, dove i casi di Omicron sono esplosi nelle ultime settimane: il tasso di ospedalizzazione per Covid-19 nei pazienti non vaccinati è risultato 6 volte superiore ai vaccinati nella settimana di Natale. E i dati del sistema di sorveglianza ostetrica del Regno Unito mostrano che il 96% delle donne in gravidanza ricoverate in ospedale con sintomi di Covid-19 tra maggio e ottobre 2021 non era vaccinate, una su 3 ha avuto bisogno di supporto respiratorio". Questi i casi illustrati da Kluge in conferenza stampa per "ribadire che i vaccini attualmente approvati continuano a fornire una buona protezione contro malattie gravi e morte, anche per Omicron". Poi il monito su quarantena e isolamento ridotti: "Qualsiasi decisione di accorciare i periodi raccomandati di quarantena o isolamento deve essere presa in combinazione con test Covid-19 negativi e solo se ritenuta essenziale per preservare la continuità dei servizi essenziali", sottolinea Kluge. "Qualsiasi decisione in tal senso deve essere presa con un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici", rimarca.

In Italia:

Sono 220.532 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia oggi, 11 gennaio 2022, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. I morti sono 294, si tratta del numero più alto della quarta ondata. Da ieri sono stati processati 1.375.514 tamponi con un tasso di positività al 16%. Sono stati 185 gli ingressi in terapia intensiva in 24 ore, 1.677 in totale. Sono 727 i ricoverati con sintomi, 17.067 in totale.

In Abruzzo:

Sono 4996 (di età compresa tra 1 mese e 99 anni) i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 147912. Dei positivi odierni, 3778 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 nuovi casi (si tratta di un 77enne della provincia di Chieti e di una 88enne della provincia dell’Aquila) e sale a 2673. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 90857 dimessi/guariti (+1029 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 54382* (+3965 rispetto a ieri). *(nel totale sono ricompresi anche 41744 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche) 338 pazienti (+24 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 32 (+7 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 54012 (+3934 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 6090 tamponi molecolari (1791017 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 45007 test antigenici (2155401). Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 9.77 per cento. Del totale dei casi positivi, 32400 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+817 rispetto a ieri), 40137 in provincia di Chieti (+1398), 35199 in provincia di Pescara (+1279), 36589 in provincia di Teramo (+1280), 1898 fuori regione (+80) e 1689 (+142) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

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