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Mercoledì, 30 Marzo 2022 19:19

Guerra e civiltà. Nulla è cambiato.

Scritto da Annalisa Potenza

 di Annalisa Potenza

 “Conquisto, ergo sum”

La constatazione che secoli di civilizzazione non hanno sortito gli effetti sperati sugli esseri umani in termini di attuazione di comportamenti etici e corretti, provoca un certo sconforto. Se ci guardiamo intorno, la Terra continua ad avere le sembianze di un campo di battaglia che, nell’ambito del villaggio globalizzato del XXI secolo, appare quasi un video game, purtroppo reale, nel quale si reiterano le ormai ben note modalità di azione dei cosiddetti antieroi: distruggo, possiedo, domino, mi espando.

Perfino il titolo del video gioco è sempre lo stesso: “Conquisto, ergo sum”, a ricordare che esistono determinati corsi e ricorsi storici nei quali certe persone, invece di dar prova dell’evoluzione della razza umana, la riportano indietro di millenni, mediante l’attuazione di modi di pensare e di agire che veicolano esigenze non proprio dettate dalla ragione o dal cuore ma dagli istinti e desideri più bassi. Sono proprio questi ultimi a guidare le azioni di quegli esseri poco evoluti che trascorrono la propria vita a trovare modi e mezzi atti ad accumulare beni e risorse, senza tener conto che così facendo possono nuocere agli altri.

Così è stato per i cosiddetti grandi conquistatori e condottieri come Alessandro Magno, Carlo Magno, Carlo V, Napoleone, Hitler e tutti coloro che non si sono mai voluti accontentare di quello che avevano ma facevano coincidere la propria realizzazione e felicità nel possedere nuovi territori e popoli, forse anche con il recondito fine di lasciare ai posteri un’adeguata impronta nella loro memoria; così è ancora oggi, perché in effetti “nulla è cambiato”. L’homo sapiens potrà anche indossare l’ultimo giaccone alla moda, andare nei migliori centri estetici per cercare di ingentilire i retaggi della sua linea ancestrale, usare l’ultimo modello di smartphone o di automobile, ma alla fine il risultato è sempre quello: non bastano leggi, Stati, norme e divieti a disciplinare la sua profondamente contraddittoria natura, in bilico tra il il “mi accontento” e il “voglio di più”, tra la quiete e il movimento, tra l’istinto e la ragione, tra la pace e la guerra.

Coloro che riescono a mantenere in una sorta di precario equilibrio le proprie contrastanti pulsioni ed esigenze e si accontentano di ciò che la vita offre, non recano danni a sè e al prossimo; viceversa, coloro che sono continuamente alla ricerca di qualcosa che li soddisfi, o, in termini schopenhaueriani, sono dominati interamente dalla loro stessa cieca “volontà”, possono diventare un serio pericolo non tanto per se stessi, ma per gli altri, come sta accadendo di nuovo, oggi, nel 2000. Dato che non è piacevole restare a guardare passivamente le vicende dell’ultimo e purtroppo reale “video gioco al massacro”, non ci resta che sperare o che il novello antieroe miracolosamente torni in sè oppure che qualcuno lo fermi al più presto prima che per tutti sia troppo tardi…

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