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Lunedì, 09 Maggio 2022 17:47

Tragedia Samarate, Maya: "non doveva succedere"

Scritto da A.C.

Salta l'interrogatorio, gli avvocati: stato psichico incompatibile con il carcere.

"Non mi capacito di come sia potuta accadere una cosa del genere, non doveva succedere". Queste le prime, poche parole di Alessandro Maya, il 57enne arrestato per aver ucciso a trapano e martellate, mercoledì scorso a Samarate (Varese), la moglie Stefania e la figlia Giulia, di 16 anni, e per aver gravemente ferito il figlio maggiore, Nicolò, di 23 anni e poi tentato il suicidio.

Maja lo ha riferito al suo avvocato di fiducia, Enrico Milani, dal letto del reparto di psichiatria dell'ospedale di Monza dove si trova ricoverato e piantonato. Il legale ha anche spiegato all'ANSA che Maja resta sedato e che si sta sottoponendo a una serie di accertamenti psichiatrici.

Le condizioni psichiche di Maja sarebbero ‘incompatibili con il carcere’ dichiarano gli avvocati difensori. Salta l'interrogatorio a Busto Arsizio a quando l'uomo sarà in grado di parlare.

Sono stati effettuati diversi tipi di accertamenti, tra cui un esame tossicologico per capire se l'uomo, prima di colpirle, le abbia un qualche modo sedate.

Ancora grave rischierebbe danni neurologici permanenti.

Una tragedia familiare in un centro di 16mila abitanti, così come si è appreso, l'uomo, un Architetto con studio sui Navigli a Milano, sembrerebbe il responsabile. Il paese è sotto choc, parla di una famiglia tranquilla e le persone non avrebbero mai pensato a un'azione simile. Eppure non era tutto sereno: la moglie Stefania Pivetta, 56 anni, si era rivolta a un avvocato per una consulenza sulla separazione. 

Ultima modifica il Lunedì, 09 Maggio 2022 18:14

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