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Martedì, 08 Novembre 2022 17:20

Ortona, incidente al Porto: muore un operaio.

Il cordoglio di Bagnai e PD.

Un marittimo filippino di 41 anni è morto a Ortona (Chieti) dopo essere stato colpito alla testa dalle fasce dell'imbracatura e dal materiale caduto per poi essere sbalzato in acqua. Si legge su Ansa Abruzzo la notizia. A chiarire l'esatta dinamica dell'incidente sul lavoro è stata la locale Capitaneria di Porto. L'infortunio sul lavoro è avvenuto a bordo del Micourier 2, ormeggiato nel porto di Ortona, alla banchina di 'Riva Nuova', una nave con porto base a Ortona solitamente impiegata come supporto alle piattaforme: l'incidente sarebbe avvenuto mentre erano in corso le operazioni di trasbordo del carico, per via del cedimento strutturale dell'imbracatura che ha portato alla caduta del materiale che era al suo interno. Il marittimo è stato recuperato dal mare direttamente dai suoi colleghi, ed era ancora in vita all'arrivo del 118, quindi il trasferimento verso il pronto soccorso dell'ospedale di Pescara, effettuato in elicottero, dove l'uomo è morto poco dopo. Sul posto si è recato il personale della Capitaneria di Porto di Ortona e del Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro (Spasl) della Asl, cui il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Chieti ha delegato le indagini volte a ricostruire cause e responsabilità, disponendo altresì il sequestro dell'area e delle dotazioni di bordo presenti nello spazio in cui si è avvenuto l'incidente. Del fatto sono state avvisate le autorità filippine presenti sul territorio italiano.

Il cordoglio di Bagnai.

“La tragedia accaduta oggi al porto di Ortona richiama all’attenzione della politica la drammatica emergenza degli incidenti sul lavoro, che in Italia mietono un numero di vittime impressionante sia per l’entità, con una media di tre caduti al giorno, che per la costanza nel tempo”. E’ quanto afferma il deputato della Lega, Alberto Bagnai in merito alla morte di un operaio avvenuta questa mattina nell’area portuale di Ortona (Chieti). L’uomo si trovava a bordo di un’imbarcazione quando è stato colpito dal carico in sospensione e scaraventato in mare. “Esprimo il mio cordoglio alla famiglia e ai colleghi di lavoro dell’operaio”, prosegue Alberto Bagnai, “Quello della sicurezza sul lavoro è il tema che porremmo come priorità al nuovo Governo, chiedendo risorse per istruzione, prevenzione e controlli”.

Il cordoglio del PD Abruzzo: "Promuovere investimenti per prevenzione e sicurezza"

"Esprimiamo dolore e sgomento per l'ennesima morte sul lavoro nella nostra regione, questa volta nell'area portuale di Ortona": lo dichiarano Daniele Marinelli e Lisa Vadini, responsabili rispettivamente organizzazione e lavoro del Partito Democratico abruzzese. Marinelli e Vadini proseguono: "La magistratura accerterà la dinamica dell'accaduto, ma questo ennesimo episodio, che aggiorna la drammatica contabilità degli incidenti sul lavoro, richiama nuovamente le istituzioni a promuovere ogni sforzo e investimento, sotto il profilo normativo e della cultura della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro, per arrestare questa strage. A nome dell'intera comunità del Partito Democratico regionale, il più sentito cordoglio e la massima vicinanza ai familiari della vittima". 

 USB: Subito il reato omicidio sul lavoro

La morte di un lavoratore sul posto di lavoro non è e non deve essere fatto passare per una casualità, le responsabilità ci sono sempre, che siano dirette o indirette e vanno ricercate per il rispetto che si deve al lavoratore. L’ennesima morte sul posto di lavoro, avvenuta al porto di Ortona nella mattina dell’8 novembre, riporta in auge una strage silenziosa che avviene giornalmente nel nostro paese. Non è mai una casualità, le responsabilità sono di tanti e molteplici: la carenza di personale negli enti di controllo, ridotti all’osso, la superficialità con cui si continua ad affrontare questa “strage giornaliera”, l’ipocrisia sindacale di CGIL, CISL e UIL che chiedono più sicurezza a livello mediatico ma poco fanno per contrastarla realmente, la mancanza nella legislazione di un reato che inchiodi le imprese ad una vera prevenzione sulla sicurezza, ecc. L’USB da anni chiede alla politica l’introduzione del “reato di omicidio sul lavoro” e attraverso il gruppo parlamentare Manifesta, nella legislatura appena terminata, aveva anche presentato in Parlamento una proposta di legge che i nostri politici si sono ben guardati dal discutere. La formazione in materia di sicurezza è insufficiente e comunque non basta ad evitare questi drammi vista la dilagante precarietà del lavoro che rende sempre più deboli i lavoratori. Ci aspettiamo vera giustizia per il 41enne lavoratore di origine filippina, colpito da un gancio di un cavo di una gru di movimentazione carichi mentre era su un’imbarcazione, ma purtroppo sappiamo che così non sarà. Il caso di Luana D’Orazio, morta triturata da un macchinario non in sicurezza, è solo un esempio di come finiscono queste orribili situazioni: i responsabili se la sono cavata con una pena ridicola se paragonata alla morte di una giovane mamma di soli 22 anni. L’Abruzzo è una regione dove ci sono troppi morti per lavoro, già oltre 10 nell’anno su un totale di quasi 1000 in tutta Italia, e bisogna urgentemente intervenire per intensificare i controlli e l’organico degli enti preposti a farli. Il governo nazionale non ha più scusanti e deve affrontare questa emergenza ancor prima delle altre emergenze perché la vita dei lavoratori, come di qualsiasi cittadino, viene prima di ogni altra cosa: vogliamo l’introduzione di pene severe per queste drammatiche morti e l’introduzione per legge di un reato specifico.

La strage infinita dei morti sul lavoro. Il segretario generale Uil Abruzzo interviene sulla morte dell’operaio marittimo ad Ortona

Michele Lombardo : “Non sono morti bianche ma omicidi. Bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti”– “L’operaio marittimo morto al porto di Ortona è la quindicesima vittima in Abruzzo, se si contano le morti sul lavoro di quest’anno. È evidente che non si può più andare avanti così”. Con queste parole il segretario generale della Uil Abruzzo Michele Lombardo commenta quanto accaduto all’operaio 41enne della Micoperi che, a causa del cedimento dell’imbracatura di una gru, è stato colpito dal carico della nave e scaraventato in mare. “Il tema della sicurezza deve diventare, a livello territoriale e nazionale, un elemento di primaria importanza – aggiunge Lombardo -. Bisogna fare in modo che si passi dalle chiacchiere ai fatti, investendo e cercando di costruire, attraverso adeguati finanziamenti, un’attività che comprenda l’ispezione, il controllo e anche la formazione. È necessario infatti entrare nelle scuole per educare le nuove generazioni alla cultura della sicurezza. Non è più accettabile che padri e madri di famiglia escono la mattina per andare a guadagnare il pane per i propri figli e non fanno più rientro a casa, perché muoiono sul posto di lavoro”. Sono 12.453 gli infortuni denunciati in Abruzzo da gennaio e settembre 2022: 3.868 in provincia di Chieti, 2.281 in quella dell’Aquila, 2.601 in provincia di Pescara e 3.703 in quella di Teramo. 15 gli infortuni mortali a livello regionale: 6 in provincia di Chieti, 3 in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Pescara e 4 in provincia di Teramo. “La Regione Abruzzo – sostiene il segretario regionale del sindacato - potrebbe mettere a disposizione i fondi del Pnrr e quelli strutturali europei 2021-2027 proprio per realizzare un intervento straordinario a sostegno della sicurezza”. “Dobbiamo smetterla di chiamare queste morti ‘morti bianche’, questi sono veri e propri omicidi - conclude Michele Lombardo -. Dobbiamo lavorare tutti velocemente per recuperare il tanto terreno che si è perduto in questi anni e dobbiamo farlo tutti insieme. Le istituzioni devono capire che il tema della sicurezza non è un fatto residuale ma un argomento di primaria importanza. Non è più sostenibile vedere uomini e donne che muoiono sui posti di lavoro”.

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Novembre 2022 16:21

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