Secondo i dati forniti dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e dal suo presidente Alessandro Nicodemi, nel 2022 la Germania è stato il mercato di esportazione di maggior valore per i vini abruzzesi, con una quota del 20,1% sul totale, seguita dagli Stati Uniti con il 14,2%, dal Canada con il 9,1%, dalla Svizzera all'8,5% e, appena dietro al quinto posto, il Regno Unito all'8,4%.
A guidare le esportazioni è soprattutto il Montepulciano d’Abruzzo che negli ultimi anni si è trasformato in un vino particolarmente ambito sia in Italia che all’estero. La grande novità di quest'anno per i produttori abruzzesi è che la vendemmia 2023 vedrà l'introduzione di una nuova normativa sull'etichettatura volta a riconoscere i vini premium della regione: affinché i vini Montepulciano possano ottenere lo status di Superiore e Riserva, la produzione dovrà avvenire interamente in Abruzzo.
Il Montepulciano è un vitigno coltivato principalmente in Abruzzo ma anche in Molise, Toscana, Marche, Lazio e Puglia. L'uva Montepulciano è una varietà robusta, ad alto rendimento e versatile, capace di produrre vini dal colore intenso e ricchi di sapore. Ciò consente ai vignaioli di impiegare una serie di differenti tecniche di vinificazione, inclusi periodi di macerazione relativamente lunghi e l'uso di botti nuove, per migliorare ulteriormente la complessità e la struttura del vino. In generale, i viticoltori possono optare per invecchiare il vino Montepulciano in contenitori di acciaio o in botti di rovere, cosa che avviene per molte delle migliori etichette della tipologia, come ad esempio nel caso del Montepulciano d’Abruzzo Valentini, considerato da molti il migliore in assoluto e disponibile in offerta presso l’enoteca online DiemmeVini. L’invecchiamento in rovere conferisce al vino note di vaniglia, pane tostato e spezie, che completano i suoi aromi naturali fruttati e ne bilanciano l’acidità.
Il vino principale che nasce da questa varietà d’uva è chiaramente il Montepulciano d'Abruzzo DOC, la cui disciplinare prevedere una miscela di almeno l'85% di uve Montepulciano e un massimo di 15% di uve Sangiovese. Altre denominazioni comprendono la DOCG Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG ed il Controguerra Rosso DOC. Per ottenere la denominazione Riserva, il vino Montepulciano deve avere un invecchiamento di almeno tre anni, con almeno sei mesi di invecchiamento in rovere.
Nella maggior parte dei casi i vini rossi Montepulciano sono di medio corpo dal tannino non troppo marcato, buona acidità e sentori fruttati. È interessante notare come i vini Montepulciano d'Abruzzo DOC si siano notevolmente evoluti nel tempo. I moderni vini Montepulciano, in particolare gli esempi premium, mostrano la capacità dell'uva di produrre vini di colore intenso, struttura robusta e sapori complessi che possono essere esaltati con un invecchiamento in rovere. Questi stili contemporanei sono tipicamente più concentrati, fornendo un netto contrasto con gli stili più tradizionali e rustici del passato.
Il Montepulciano è un ottimo vino per accompagnare piatti di carne di manzo, arrosticini, carne alla griglia e hamburger, primi piatti carichi come lasagne o pasta al forno. Ottimo anche con il pesce grasso come salmone, spada o tonno. Per coloro che non amano la carne, questo vino rosso succoso si abbina bene anche a piatti a base di funghi, zucca, patate al forno, pomodori arrostiti e legumi.
L’altro vino abruzzese prodotto a base di quest’uva è il Cerasuolo d'Abruzzo, il cui colore e nome rimandano alla ciliegia. Si tratta di un vino rosato ottenuto con il processo di vinificazione in bianco delle uve Montepulciano che sta acquisendo un crescente prestigio a livello nazionale ed internazionale, tanto da proporsi come un'alternativa dai colori intensi ai vini rosé più tenui prodotti in Francia o negli Stati Uniti. I suoi profondi aromi di frutta lo rendono una scelta versatile per una vasta gamma di abbinamenti gastronomici.



