Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Mercoledì, 24 Febbraio 2016 11:21

Museo Paparella. Ceramiche del mese: Piatto con Susanna e i vecchioni

Castelli, Carlo Antonio Grue, 1675-1680. Ecco la storia

Museo Paparella Treccia di Pescara. L’episodio di Susanna (in greco Σουσαννά, Σωσαννά; dall’ebraico shūshan "giglio") trae origine dalla Bibbia e la narrazione è contenuta nel libro 13 di Daniele. Siamo nei tempi in cui gli Ebrei vivevano in esilio a Babilonia: la protagonista era la giovane e affascinante moglie dell’abbiente Joakim. Tra i frequentatori del palazzo, oltre ai concittadini, vi erano anche due anziani magistrati israeliti attratti dalla donna. Un giorno i due uomini si nascosero nel giardino dell’abitazione e sorpresero Susanna da sola mentre faceva il bagno. La donna, fedelissima a suo marito, rifiutò le proposte dei magistrati che l’accusarono pubblicamente di adulterio. Nonostante l’innocenza, Susanna fu giudicata colpevole e condannata alla lapidazione. Intervenne Daniele, il quale interrogò separatamente i due anziani: durante il racconto essi caddero in contraddizione, così i diffamatori furono condannati a morte e Susanna riconquistò la propria dignità.
Nel corso dei secoli il tema ha ispirato i più grandi autori della storia dell’arte, tra questi ricordiamo Artemisia Gentileschi, il Tintoretto, Lorenzo Lotto, Guido Reni, Rubens, Rembrandt, Francesco Hayez e il Guercino. A Castelli, Carlo Antonio Grue se ne propose come interprete di successo, realizzando un meraviglioso piatto istoriato oggi custodito nel Museo Paparella di Pescara. Da sottolineare come il soggetto biblico sia ripreso da Carlo Antonio da una celebre incisione del coevo artista bolognese Annibale Carracci (1560-1609); la maiolica, di altissima qualità, fa parte del cosiddetto “periodo blu” dell’artista, caratterizzato dall’uso di sfumature cobalto, frequenti nella fase della maturità artistica dell’autore.

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Febbraio 2016 11:24