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Mercoledì, 17 Luglio 2024 10:36

Pescara-Roma, Consiglio di Stato boccia ricorso, Marsilio: Adesso avanti con i lavori

"Finalmente possiamo procedere senza ulteriori ostacoli in un progetto che valorizza l’intero Abruzzo" - De Luca: scelta più oculata

L’Aquila - “Il Consiglio di Stato boccia il ricorso presentato da Comferr e da alcuni cittadini di Manoppello, in relazione ai lavori della ferrovia Pescara-Roma, e mette una pietra tombale sulle numerose polemiche che ci sono state in questi mesi sul raddoppio dei primi due lotti tra l’Interporto d’Abruzzo e Scafa. Finalmente possiamo procedere senza ulteriori ostacoli in un progetto che valorizza l’intero Abruzzo, creando un collegamento veloce con la Capitale, ammodernando infrastrutture ormai desuete e dando una prospettiva di sviluppo futuro in termini di turismo e lavoro attraverso il trasporto su ferro. Il Consiglio di Stato ha evidenziato che ‘il motivo in esame è infondato’. Anche le contestazioni relative alla sentenza del Tar vengono respinte: ‘Risulta destituita di fondamento l’affermazione di parte appellante secondo cui il Tar non avrebbe evidenziato le ragioni che hanno indotto RFI a parcellizzare l’opera’. I giudici amministrativi del Consiglio di Stato, come quelli del Tar, hanno definitivamente smentito tutte le critiche sulla qualità del progetto e sulla regolarità della procedura, certificando che il progetto approvato è quello più rispettoso dell’ambiente e della sostenibilità."

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

De Luca, sindaco di Manoppello: scelta più oculata.

"La Pescara-Roma rimane un’opera strategica per l’intera regione; noi continueremo a lavorare per intercettare i fondi necessari per completare tutti i lotti ed avviare nel più breve tempo possibile le progettazioni necessarie. Nel frattempo, dopo l’aggiudicazione delle gare di appalto, attendiamo di vedere all’opera gli operai nei primi cantieri”.

 "È stata una scelta di buon senso quella percorsa dal Comune di Manoppello, che, privilegiando il confronto rispetto al conflitto, ha scelto di non ricorrere in giudizio contro il progetto di Raddoppio della ferrovia Pescara-Roma. Il Comune ha, infatti, preferito concentrarsi sulle soluzioni migliorative e determinanti per il nuovo sviluppo dello Scalo."

Il sindaco Giorgio De Luca commenta: "Una scelta che oggi si conferma la più oculata alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata il 15 luglio, che, confermando il pronunciamento del TAR Lazio, ha respinto tutti i motivi di appello del Comitato Comferr, anche in riferimento alla Variante plus. Il Sindaco e l’Amministrazione compatta si sono resi disponibili al dialogo, a tratti molto aspro, con i rappresentanti di RFI al solo scopo di conseguire le necessarie modifiche migliorative del progetto, raggiungendo il risultato a tutti noto, che porterà alla realizzazione di importanti opere infrastrutturali sul territorio di Manoppello. Il compito del Comune non si è, però, esaurito." Prosegue "Continueremo la nostra azione di verifica, di controllo e di impulso anche in fase esecutiva e, ancor prima, per fare chiarezza relativamente alla questione degli espropri. Sempre accanto ai cittadini. La strada percorsa dall’Amministrazione, scandita da asprezze e da polemiche poco utili al raggiungimento di un risultato, si conferma, quindi, la più concreta ed efficace. Il confronto con ferrovie procederà senza soste sino all’ottenimento di tutte le migliorie progettuali, a partire dalla realizzazione del sottopasso carrabile di via XX Settembre, infrastruttura prioritaria per Manoppello, che dovrà precedere l’avvio di ogni altra opera."

Di Marco:   “La Regione non può stare con le mani in mano ribadendo la bontà del progetto

Velocizzazione ferrovia Pescara-Roma. Risoluzione Di Marco all’esecutivo a sostegno degli espropriati: “Le lettere Italferr stanno seminando panico e caos: imprecisioni, ristori approssimativi e tempi stretti. Urge l’istituzione dell’organismo annunciato dalla Regione a supporto dai cittadini per le procedure”.

“Se Governo, Ferrovie e Regione Abruzzo restano chiusi alle proposte di miglioramento dei lotti del progetto di velocizzazione della linea Pescara-Roma, non è pensabile che il governo regionale non dia supporto alla comunità interessata dagli espropri. In più di un’occasione era stata annunciata la creazione di un organismo che avrebbe dovuto facilitare il dialogo e le procedure in questa delicatissima fase, ma non è accaduto, tant’è che cittadini e attività stanno ricevendo le lettere di notifica dei decreti di occupazione di urgenza dei terreni posti sul sedime progettuale, con cui Italferr invita a lasciare le proprietà entro il 30 luglio, offrendo un’indennità provvisoria “senza particolari indagine e formalità”, dunque basata sul valore minimo dei terreni e non sul valore reale stabilito dagli strumenti di programmazione urbanistica vigente. È la beffa dopo il danno, non si può abbandonare a sé stessa la popolazione interessata da provvedimenti così sensibili, senza dare garanzie e supporto a chi deve lasciare proprietà che riassumono i sacrifici di una vita”, così il consigliere regionale Pd Antonio Di Marco che annuncia una risoluzione che impegni il Governo regionale a stare accanto alla comunità in questa fase e a garantire il miglior trattamento e lavorare insieme ai Comuni. “La Regione non può stare con le mani in mano ribadendo la bontà del progetto a fronte della sentenza del Consiglio di Stato che boccia i ricorsi del maggiore comitato e dei cittadini di Manoppello e manifestando soddisfazione per l’esito di un’istanza che era e resta legittima viste le tante criticità dell’opera nella stesura presentata ai territori – incalza Di Marco - . L’inerzia nella fase più dolorosa è uno schiaffo ulteriore alla comunità che non ha potuto esprimere il suo punto di vista a tutela di proprietà che avrebbero potuto essere risparmiate da un’elaborazione più aggiornata e legata allo stato dei luoghi. Modifiche che RFI non ha voluto e che, diciamolo, nemmeno la Regione ha avallato, nonostante le richieste dei cittadini e delle attività interessate nei vari comuni coinvolti. Una mancanza di iniziative che pesa e che non può restare tale: migliaia di abruzzesi dovranno lasciare terre, case e attività economiche, a loro va garantito il miglior trattamento possibile, ristori seri, non approssimativi e zeppi di errori, che renderanno annose le rivendicazioni di chi si sarà visto valutare come seminativo un terreno che invece è edificabile, come sta già capitando. Si tratta di un dovere amministrativo, ma, prima ancora, morale: resti l’importanza del progetto, ma non si possono ignorare così i drammi di chi dovrà lasciare tutto perché si realizzi”.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Luglio 2024 16:44