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Mercoledì, 05 Agosto 2026 18:36

Riforma dell'acqua, il M5S lascia l'aula "dalla relazione dell’ERSI nessun vero piano di riduzione dei gestori".

" Non presteremo il fianco all'ennesima presa in giro per gli abruzzesi"

"Altro che due gestori o uno solo. La relazione predisposta dall'ERSI richiama ripetutamente le indicazioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, della Corte dei conti, di ARERA, della giurisprudenza amministrativa e perfino della Commissione Visconti del 1994, tutte accomunate dalla necessità di superare l'attuale frammentazione gestionale e perseguire il principio dell'unicità della gestione. Eppure, nelle conclusioni, la stessa relazione approda a una proposta che, nei fatti, cristallizza la presenza degli attuali sei gestori, limitandosi a ricollocarli all'interno di due sub-ambiti senza una reale riduzione delle strutture gestionali e dei centri decisionali. In sostanza, si cambia tutto perché nulla cambi. A questa operazione non intendiamo prestare il fianco". Lo dichiarano i consiglieri regionali del M5S Francesco Taglieri e Erika Alessandrini, che hanno scelto di lasciare l'aula e non partecipare all'espressione del parere richiesto alle Commissioni congiunte Prima e Seconda sullo studio predisposto dall'ERSI, il cui iter proseguirà ora con il successivo esame della Giunta regionale.

"Più che una riforma, siamo di fronte a un'occasione mancata per mettere davvero ordine nel servizio idrico regionale. Nonostante le nostre osservazioni e i contributi emersi durante i lavori delle Commissioni, la maggioranza non è stata in grado di costruire un modello capace di ridurre realmente il numero dei gestori, eliminando inefficienze, duplicazioni di costi e ritardi, e dando vita a una struttura industrialmente forte, moderna e adeguata alle sfide del settore."

"La riduzione dei gestori, infatti, non risponde soltanto a un'esigenza di contenimento dei costi, pur rilevante, ma rappresenta soprattutto una condizione essenziale per evitare il ricorso alle gare. Se si dovesse arrivare a una procedura di gara, l'ingresso dei soggetti privati nella gestione dell'acqua pubblica diverrebbe infatti un esito pressoché inevitabile. Al contrario, una vera aggregazione consentirebbe di costruire una realtà industrialmente più forte e in grado di soddisfare i requisiti richiesti da ARERA: capacità industriale, solidità economico-finanziaria, stabilità organizzativa, sostenibilità e convenienza tariffaria."

"Mantenere, di fatto, l'attuale frammentazione, come rischia di avvenire con questo modello, significa esporre il sistema idrico regionale a criticità rilevanti e indebolire la tutela dell'acqua pubblica, che dovrebbe invece rappresentare l'obiettivo prioritario di qualsiasi riforma”, concludono.

Radica (ALI Abruzzo): “Al confronto in Consiglio regionale serve salto qualità, concentrarsi su questioni che interessano i cittadini”

“Avremmo considerato, e continuiamo a considerare, molto importante il coinvolgimento dei sindaci nel percorso di riforma del sistema idrico regionale, visto che sono già ora, di fatto, protagonisti nella questione e riferimento per i cittadini. Ora che il confronto entra nelle fasi decisive, ci auguriamo oltre a questo un cambio di passo”: lo dichiara Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo. Radica prosegue: “Abbiamo sostenuto dall’inizio che non era importante in senso assoluto il numero di gestori: è da ritenere un mezzo per mantenere l’acqua pubblica e arrivare a una gestione più equa, efficiente, razionale. Oggi siamo lontani da standard soddisfacenti: in gran parte del territorio regionale il costo del servizio è troppo alto, ci sono aree significative che soffrono di carenze nei periodi critici, e troppo elevate sono le sproporzioni di costi e di qualità tra una zona e l’altra. Ci auguriamo perciò che il confronto in Consiglio regionale si sposti sulle questioni che interessano realmente ai cittadini: in che modo la riforma porterà a un effettivo miglioramento del servizio idrico in tutto l’Abruzzo, a cominciare dai territori che oggi scontano le maggiori difficoltà sia in termini di difficoltà di erogazione che di costi vivi, che ricadono sugli utenti. In prima battuta, nel merito, auspichiamo che i gestori si attivino immediatamente per rispondere ai requisiti di legge per gli affidamenti in house e che il passaggio dai consorzi alla fusione delle società avvenga nel più breve tempo possibile evitando duplicazioni di soggetti".

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Agosto 2026 18:46