Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Giovedì, 11 Settembre 2025 19:11

Vittorito. Cade dal ponteggio, muore operaio.

vani i tentativi di soccorso


Cade e muore sul posto di lavoro un operaio di 55 anni a Vittorito, in provincia dell'Aquila. Si legge su Ansa.
Per l'uomo sono stati vani i tentativi di soccorso da parte degli operatori del 118 giunti sul posto.
Sono ancora da chiarire le dinamiche dell'incidente anche se, a quanto pare, sembra che l'operaio stesse lavorando su un ponteggio quando è caduto da un'altezza di una decina di metri.

Un'altra morte bianca in Abruzzo: inaccettabile

“Un’altra morte bianca oggi in Abruzzo, l’insicurezza sul lavoro che ammazza è inaccettabile”. Così Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, e Fabrizio Giustizieri, segretario provinciale di Sinistra Italiana dell’Aquila, tuonano alla luce della notizia della morte di un operaio di 55 anni oggi a Vittorito. “Servono prevenzione e controllo, altrimenti anche in Abruzzo si continuerà ad allungare la scia di sangue, omicidi sul lavoro. E’ urgente investire assumendo più ispettori sul lavoro, dando loro contestualmente i giusti strumenti per poter controllare e fare prevenzione. Ci stringiamo attorno ai famigliari della vittima. Spetterà ora alla Procura indagare e accertare le responsabilità in questo caso, ma tocca alla politica e alle istituzioni dare risposte immediate a una tragedia che è di sistema, evitabile e non più tollerabile nel 2025”. Per dare sicurezza al sistema occorre anche altro. “Anche a livello normativo, la liberalizzazione sugli appalti con la filiera dei subappalti fa perdere il controllo sui cicli produttivi. Ricordiamo inoltre come l’Abruzzo sia maglia nera in Italia, come si rileva dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre aggiornati a luglio, che certifica come nella nostra regione fossero stati già 11 i morti sul lavoro da inizio anno”.

Usb:  Ribadiamo con forza che bisogna introdurre un reato specifico

 "Quasi sempre questi non sono incidenti ma il frutto di insufficienti investimenti e attenzione delle aziende sulla sicurezza. Ci si continua ad indignare per le continue morti dei lavoratori quando diventano notizie mediatiche ma quotidianamente eventi tragici avvengono nel silenzio totale, o presenti nei media locali. Ribadiamo che la politica deve intervenire e crediamo, come abbiamo proposto a tutti i gruppi consiliari regionali, che è necessario potenziare gli organici degli enti di controllo delle ASL e attuare una loro riforma profonda per non lasciare scampo a chi non rispetta le regole. Alle aziende che violano le leggi sulla sicurezza va sospesa l’attività e prevedere dei controlli stringenti periodici." Così il coordinamento USB lavoro privato Abruzzo e Molise.

"Naturalmente ribadiamo con forza che bisogna introdurre un reato specifico nella legislazione: il reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime per il quale abbiamo raccolto negli anni scorsi migliaia e migliaia di firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare che prevede l’introduzione di tali reati e che costringerebbe il parlamento ad affrontare il tema. La proposta di legge c’è e giace nei cassetti del Senato, una dimostrazione di totale ipocrisia della politica che continua a costernarsi quando messa di fronte alla terribile realtà ma poi rimane ferma nelle azioni da mettere in campo. L’Usb ha presentato la proposta anche al CNEL, attraverso il proprio rappresentante Paola Palmieri, ma si è arenato di fronte alla contrarietà del resto dei componenti del tavolo, sindacati compresi, anche coloro che oggi avanzano la richiesta dell’introduzione del reato di omicidio sul lavoro. Naturalmente siamo vicini alla famiglia di Francesco Ortucci, così come a tutte le famiglie che hanno vissuto il dramma di perdere un proprio caro con la sola responsabilità di essersi recato a lavoro per guadagnare onestamente il pane da mettere in tavola. Se i lavoratori muoiono, se restano gravemente feriti o peggio mutilati, il minimo è che se vi sono responsabilità chi le ha deve pagare con la galera."

L'Aquila: Ancora una tragedia sul lavoro, non si può morire per lavorare

Le organizzazioni sindacali di categoria esprimono profondo cordoglio e indignazione per la tragica morte di un operaio edile, avvenuta oggi a Vittorito in seguito a una caduta da un'impalcatura. L'ennesima vittima sul lavoro rappresenta un monito drammatico e inaccettabile, che riaccende i riflettori sull'urgenza di garantire la massima sicurezza nei cantieri. L'appello dei segretari provinciali di feneal uil filca cisl e fillea cgil hanno dichiarato con fermezza: "È inaccettabile che nel 2025 si debba ancora morire per lavorare. Ogni volta che una persona non fa ritorno a casa, che un padre di famiglia esce per andare a lavoro e non torna, si apre una ferita indelebile nella comunità e si tradisce il principio fondamentale del diritto a un lavoro sicuro. Questa tragedia ci spinge a ribadire con forza l'importanza di investire in prevenzione, formazione e controlli rigorosi. Non possiamo più permettere che la sicurezza sia vista come un costo, ma deve essere considerata un investimento indispensabile per la vita dei lavoratori." Le organizzazioni sindacali di categoria della provincia di L'Aquila si impegnano a vigilare affinché vengano accertate le responsabilità di quanto accaduto. Il sindacato chiede alle istituzioni e alle imprese un impegno concreto e congiunto per porre fine alla strage silenziosa che ogni anno colpisce migliaia di famiglie. La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta, non solo per rispettare le normative, ma soprattutto per tutelare la dignità e la vita di ogni lavoratore.

Ultima modifica il Venerdì, 12 Settembre 2025 09:55

Top News

Statistiche

Visite agli articoli
33232140