Frana di Silvi in Abruzzo! I geologi sul posto
Nicola Sciarra – socio fondatore dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata, ingegnere e ordinario di Geologia Applicata presso l’Università di Chieti e attualmente in sopralluogo sulla frana: "Siamo sulla frana di Silvi, in Abruzzo. Lo studio del fenomeno sarà concentrato sulla messa in opera di un sistema di monitoraggio ad alta precisione per individuare eventuali deformazioni delle abitazioni presenti a monte del versante".
"Il 25 gennaio lungo la strada provinciale 29b in loc. Santa Lucia del Comune di Silvi (TE) si è mobilizzato un movimento franoso che ha costretto l’evacuazione di alcuni fabbricati di civile abitazione. Immediatamente è stato messo in opera un sistema di monitoraggio inclinometrico e piezometrico per individuare la profondità del movimento e la presenza di superfici piezometriche anomale. Inizialmente il movimento aveva mobilizzato le porzioni più superficiali del versante costituite da sabbie limose, dilavate a causa di un flusso sotterraneo idraulico sovrabbondante. Le condizioni geologiche predisponenti risiedono nella presenza di una paleofrana la cui genesi è individuata nel crollo di porzioni di roccia - ha continuato Sciarra - e detriti della sovrastante Rupe di Silvi Alta. Le abbondanti precipitazioni meteoriche hanno accelerato il fenomeno fino a raggiungere nella giornata di sabato 28 marzo l’attuale configurazione. Sono state interamente distrutte 3 abitazioni con crolli repentini e dissestata la strada provinciale con spaccature di oltre 2.5 m di rigetto. Il movimento è tuttora attivo. Dalle letture inclinometriche eseguite nei giorni precedenti il collasso generalizzato era stato possibile individuare la profondità del movimento, nella porzione di monte, variabile tra i 7 ed i 9 metri profondità in corrispondenza di uno strato di conglomerati cementati ma fortemente fratturati. L’estensione areale del fenomeno è di circa un centinaio di metri in corrispondenza della corona superiore per una lunghezza di oltre 200 m verso valle".
"Siamo sulla frana di Silvi, in Abruzzo. Lo studio del fenomeno sarà concentrato sulla messa in opera di un sistema di monitoraggio ad alta precisione per individuare eventuali deformazioni delle abitazioni presenti a monte del versante, tuttora sgomberate per ragioni di sicurezza e per individuare la reale estensione del movimento al fine soprattutto del ripristino della funzionalità della strada provinciale. Il fenomeno è attenzionato dall’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione Abruzzo, dalla Regione Abruzzo, dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e dal Dipartimento di Scienze dell’Università di Chieti-Pescara che hanno organizzato per la giornata del 31 marzo un sopralluogo congiunto al fine di verificare la reale situazione di pericolosità potenziale". Ha dichiarato Nicola Sciarra che ieri è stato sul posto ed anche oggi sta partecipando ad un sopralluogo.
Frana Silvi, Radica (ALI Abruzzo): “Sindaci non siano lasciati soli, serve un piano straordinario”
“Quanto accaduto a Silvi impone riflessioni e considerazioni di portata ampia, che riguardano anche gli oneri di cui si deve far carico chi amministra un territorio e una comunità. I sindaci non possono essere lasciati soli, serve un piano straordinario”: lo dichiara Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo. Radica prosegue: “Le preoccupazioni e le polemiche di questi giorni, le sottolineature delle funzioni in capo ai sindaci, non devono farci dimenticare che eventi come quello di Silvi hanno cause e radici antiche, e rivelano in molti casi la vulnerabilità diffuse e profonde di ampie zone del territorio. Non possono essere affrontati con la logica dell’emergenza, occorre intervenire a valle e in modo coordinato, attraverso la pianificazione, la prevenzione e il monitoraggio. E’ necessario che governo nazionale e Regione lancino un piano straordinario di consolidamento del territorio. I sindaci e i cittadini non possono essere lasciati soli nell’affrontare le emergenze di un territorio fragile come quello abruzzese. Come sindaci di ALI Abruzzo siamo disponibili a sederci attorno ad un tavolo con parlamentari, Regione, Province e Anci per mettere in campo iniziative di monitoraggio e di pianificazione di interventi sul territorio”.



